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Allarme per il virus ZIKA: facciamo chiarezza

Il virus Zika, che in fondo per chi si occupa di microbiologia è una vecchia conoscenza, dato che venne isolato per la prima volta in Uganda quasi settant’anni fa, ultimamente sta cominciando a destare qualche preoccupazione soprattutto per alcuni casi di malformazioni fetali conseguenti all’infezione contratta da donne in stato di gravidanza e una decina di segnalazioni di complicanze neurologiche su base autoimmune accusate da soggetti infettati.

Queste problematiche si sono fino ad ora verificate principalmente in Sudamerica, negli ultimi mesi, complice il diffondersi estivo delle zanzare che, pungendo più individui, facilitano il contagio; ma l’allarme internazionale contro questo agente virale, per il quale attualmente non esistono cura o vaccino, sembra però francamente sproporzionato.

Eppure i media, sempre pronti a cavalcare notizie eclatanti, ci hanno subito fatto sapere che il Presidente degli USA Obama ha addirittura chiesto di “accelerare la ricerca”, con il suo collega russo Putin che avrebbe prontamente espresso la sua approvazione in tal senso.

In realtà, l’infezione da Zika causa qualche giorno di febbre e sfoghi cutanei, cefalea, dolori articolari, congiuntivite, malessere: ma solo nel 25% dei casi, perché in almeno 3 soggetti su 4 decorre asintomatica. Quanto poi alla presunta microcefalia che indurrebbe nei nati da donne che contraggano questa patologia all’inizio della gestazione, al momento non c’é ancora nulla di dimostrato con certezza.

L’Organizzazione Mondiale della Sanità si è dichiarata «profondamente preoccupata per la situazione in rapida evoluzione» che ha definito “esplosiva”, con un termine quanto meno infelice considerate altre minacce internazionali ben più serie di questo periodo; ma l’ OMS è lo stesso organismo che in occasione della famosa “suina”, non molto tempo fa, lanciò l’allarme di grado 6, cioè il massimo, paventando una pandemia per quella che si rivelò invece una delle influenze più benevole di ogni epoca, con una mortalità di cinquanta volte minore rispetto a quelle degli anni peggiori.

Per non parlare della più recente “aviaria”, descritta dall’OMS come una minaccia pestilenziale, che dalle nostre parti ha creato problemi seri, ma soprattutto finanziari e non di salute, soltanto ad allevatori, grossisti e dettaglianti del settore avicolo, letteralmente rovinati dalla ingiustificata psicosi che era stata creata nei confronti di quel tipo di carne, insidiosa però solo se consumata cruda.

Va detto poi che il nostro Paese vanta una competenza contro le malattie infettive come pochi altri Stati nel mondo, ed esistono Centri di riferimento con la possibilità di porre diagnosi precise, in laboratori specificatamente attrezzati, non solo per la patologia dal virus Zika, ma anche nei confronti delle problematiche del tutto similari causate dal Chikungunya, e dall’ancor più diffuso Dengue, anche se di questi ultimi, stranamente, non si parla con gli stessi toni allarmistici.

Va pure precisato che tutti e tre questi agenti microbici sono trasmessi dalle zanzare Aedes, vale a dire una particolare specie, che però fortunatamente per il momento è assente da noi.

La notizia diffusa ad inizio febbraio del secondo caso, dal 2008 ad oggi, di una rara ma dimostrata possibilità di trasmissione anche per via sessuale del virus Zika, può di certo rappresentare un buon motivo per evitare rapporti non protetti con persone che abbiano avuto questa infezione negli ultimi sei mesi, ma non trovo sia particolarmente allarmante, per l’italiano-medio, in termini di calcolo della probabilità di averne qualche seria conseguenza.

In prospettiva, al riguardo una preoccupazione maggiore per possibili epidemie potrebbe invece destarla il fatto che i prossimi Giochi Olimpici si svolgeranno proprio in Brasile, vale a dire una delle nazioni che attualmente sta registrando più casi di Zika, e che notoriamente viene considerata come una delle mete privilegiate dal turismo sessuale: ovviamente questo vi attirerà un grande afflusso di visitatori da tutto il mondo, con annessi e connessi…

Il nostro Ministero della Salute, seguendo l’invito del Centro Europeo per la Prevenzione e il Controllo delle Malattie, ha subito provveduto a diffondere alcune raccomandazioni, pubblicate sul suo sito, e dirette a coloro che si recano nei Paesi con focolai di Zika, o ne rientrano in Italia; in estrema sintesi, oltre alle consuete, generiche misure anti-puntura di zanzara, sconsiglia a donne incinte, o che aspirino ad esserlo, nonchè a soggetti con abbassamento delle difese immunitarie, di recarsi nelle aree a rischio, e invita i donatori di sangue che ne provengano a sospendere cautelativamente le donazioni per almeno un mese dopo il rientro in Italia.

Ma in conclusione, secondo me, in questo momento ci sono altri timori leciti da coltivare, forse in prospettiva addirittura più importanti:

– gli allerta tendenzialmente esagerati che vengono lanciati ogni tanto dall’OMS potrebbero togliere progressivamente credibilità a questo fondamentale organismo di tutela sanitaria, col rischio che nel caso di una malaugurata futura vera emergenza non ne venga più preso troppo sul serio l’allarme

– in Italia sta calando il tasso di copertura vaccinale contro morbillo parotite e rosolia, vale a dire tre patologie che eravamo quasi giunti ad eradicare, e che adesso sono in rimonta: siccome causano morti o malformazioni fetali con certezza e probabilità assai maggiori rispetto al virus Zika, c’è il rischio che tanta attenzione mediatica su problemi che in fondo sono “esotici”, non molto probabili e nemmeno tanto insidiosi distolga da quelli reali, attuali e ben più gravi che abbiamo e che potremmo avere in futuro, oltretutto facilmente prevenibili col vaccino specifico.

Carlo Napolitano
Carlo Napolitano, medico pediatra, neonatologo e adolescentologo, si occupa da molti anni di attività sportiva e nutrizione e ha svolto funzioni di medico sociale e accompagnatore di squadre giovanili. Appassionato sportivo, si è dedicato alla pallavolo agonistica, prima da giocatore ed in seguito come allenatore, mentre attualmente pratica il tennistavolo, disciplina in cui ha conquistato in diverse edizioni dei Giochi Mondiali della Medicina 2 medaglie d’argento e 4 di bronzo.Ricopre la carica di direttore scientifico di un’agenzia di comunicazione multimediale, svolge una intensa attività divulgativa su temi di educazione sanitaria e sportiva e ha contribuito a pubblicazioni su salutismo e nutrizione.
Pubblicazioni-Edizioni Sperling & Kupfer:
2006: “Lo sport giusto per il tuo bambino”. Come scegliere l’attività fisica più idonea per i nostri figli.
2011: “L’alimentazione giusta per tuo figlio”, collaborazione con l’autrice Gigliola Braga
2013: “Lo sport che fa bene al tuo bambino”

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