Laboratorio Teatro Officina(Urgnano-Bg): 120 kg di jazz con Cesar Brie

“SEGNALI EXPERIMENTA – CIRCUITI LOMBARDIA SPETTACOLO DAL VIVO 2019”

Festival Internazionale del Teatro di Gruppo – XXXI Edizione

Continua la trentunesima edizione per il Festival Internazionale del Teatro di Gruppo “Segnali Experimenta – Circuiti Lombardia Spettacolo dal Vivo” storica manifestazione organizzata, ad Urgnano, dal Laboratorio Teatro Officina in collaborazione con l’Assessorato alla Cultura dell’Ente Locale, l’Assessorato Istruzione, Formazione e Cultura della Regione Lombardia (Progetto “Circuiti Lombardia Spettacolo dal Vivo) e la Fondazione della Comunità Bergamasca onlus. Venerdì 12 aprile alle ore 21.30, presso l’Auditorium Comunale di Urgnano (Scuola Media) in via dei Bersaglieri, 68 è la volta di “120 chili di jazz” su testo, regia e interpretazione del grande attore argentino César Brie.

Lo spettacolo è la storia fomico-grottesca di Ciccio Méndez che vuole entrare a una grande festa per vedere la sua innamorata o presunta tale. Decide, per questo motivo, di fingersi il contrabbassista del gruppo jazz che allieterà la serata. Cosa succederà? Riuscirà a non farsi svelare? È tutto giocato sul filo dell’ironia “120 chili di jazz”, l’assolo che il maestro argentino propone ad Urgnano. Un grande e gradito ritorno per il pubblico di “Segnali Experimenta”, con uno dei protagonisti della scena mondiale più apprezzati dal pubblico italiano: e, dopo molti spettacoli all’insegna dell’impegno civile – tra tutti ricordiamo gli adattamenti di “Iliade”, “Odissea” e il recente “Karamazov” – Brie propone al pubblico un lavoro votato alla comicità e alla leggerezza.

Sottolinea infatti il regista, autore e interprete: “Brecht diceva che il teatro è anche divertimento. Mai dimenticare che dobbiamo divertire. Commuovere, far pensare e divertire”. Ecco allora che in “120 chili di jazz” si susseguono le rocambolesche vicende del protagonista: Ciccio Méndez non sa suonare il contrabbasso, ma, con la sua voce da uomo delle caverne, ne imita alla perfezione il suono: dovrà riuscire a sostituire il vero contrabbassista del gruppo e a nascondere a tutti la propria incapacità di suonare lo strumento. Tramite un uso prezioso delle parole, Brie riesce benissimo a visualizzare tutti i dettagli del racconto, dagli invitati fino alle minute decorazioni delle tovaglie sui tavoli. La potenza evocativa in scena è straordinaria e l’attenzione è totalmente rapita dalle capacità attoriali di questo grande interprete e dalla precisione di un testo bellissimo.

“Dietro questo racconto si celano tre amori: – spiega Brie – l’amore non corrisposto per una donna per la quale si finirebbe all’inferno; l’amore per il jazz, che aiuta Méndez a sopportare la sua immensa solitudine, e l’amore per il cibo, nel quale Ciccio trova brevi e appaganti rifugi e consolazioni”. Un personaggio di pura fantasia, che però trova origine nei ricordi del giovane Brie: “Ciccio Méndez non è mai esistito – conclude il regista-. Nasce dalla cattiva abitudine di due amici robusti, che ho perso di vista, i quali, seduti di fianco a me in una classe del Colegio Nacional Sarmiento a Buenos Aires, mi facevano fare la parte del prosciutto nel panino, schiacciandomi in mezzo a loro”.

L’ingresso allo spettacolo è di euro 15,00. I posti disponibili sono 99, per cui si consiglia la prenotazione. Info: tel. 035 891878, cell. 340 4994795, email. laboratorioteatrofficina@gmail.com sito web. www.laboratorioteatrofficina.it

Note su César Brie – César Brie inizia a fare teatro a diciassette anni, studiando al Centro Dramatico di Buenos Aires. Nel 1972 partecipa alla fondazione della Comuna Baires, recitando in più produzioni, dirette da Renzo Casali e Liliana Duca. Con questo gruppo è costretto ad autoesiliarsi a Milano nel 1974 a causa delle persecuzioni operate dalla dittatura militare (un membro della Comuna Baires venne sequestrato e torturato). Nel 1975 lascia definitivamente la Comuna Baires e insieme a Paolo Nalli, Dolly Albertin e Danio Manfredini fonda il Collettivo teatrale Tupac Amaru presso il centro sociale Isola di Milano. Nel 1980 incontra Iben Nagel Rasmussen, si trasferisce in Danimarca e partecipa alla fondazione del gruppo Farfa insieme a Pepe Robledo, Maria Consagra, Daniela Piccari e Dolly Albertin, definendo la possibilità di un confronto diretto con l’Odin Teatret ed Eugenio Barba. Nel 1990, si separa da Iben, e lascia l’Odin, con l’idea di concludere l’esperienza europea per un nuovo progetto in America Latina. Nell’agosto del 1991, insieme a Naira González e a Giampaolo Nalli, fonda in Bolivia il Teatro de Los Andes. Insieme alla comunità Yotala, in un piccolo paese vicino a Sucre, crea una struttura che produce spettacoli di ricerca. Il gruppo, oltre a produrre spettacoli in Europa, lavora su una ricerca della memoria andina, ricollegandosi ai miti del luogo. Nel 2010 César Brie e costretto a lasciare il Teatro de los Andes e la Bolivia a causa delle minacce di morte ricevute dopo aver diffuso il suo documentario “Tahuamanu” nel quale svela cosa è realmente accaduto l’11 settembre 2008 in Bolivia, data in cui i campesiños, che difendevano il diritto alla terra, sono stati massacrati e uccisi da squadristi legati all’opposizione fascista. Attualmente vive e lavora in Italia.

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