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LA VACCINAZIONE ANTICORONAVIRUS-19 NEI BAMBINI

Dato che dallo scorso 16 dicembre sono state rese disponibili le vaccinazioni Pfizer (con dosaggio ridotto) autorizzate da Ema ed Aifa per la fascia di età 5-11 anni, ho pensato di cercare di fare un po’ il punto della situazione sull’argomento, alla luce delle attuali evidenze scientifiche.

Innanzitutto, va spiegato che il vaccino RIDUCE ma non elimina la possibilità di trasmettere l’infezione alle altre persone, perché se anche ci si dovesse infettare dopo essere stati immunizzati, la carica virale risulta nettamente inferiore rispetto a quella di chi non abbia fatto il vaccino. Questo comporta quindi la necessità di continuare, per scrupolo, ad utilizzare comunque la mascherina e, in generale, le altre misure di attenzione.

Altra questione importante, dato che in età infantile sono già presenti numerose occasioni di vaccinazione legate ad un ben preciso calendario da rispettare per difendersi da svariate malattie, è la distanza temporale consigliata tra la data di somministrazione di esse e l’inoculo dell’antiCOVID19: la regola è diversa per i vaccini di tipo inattivato rispetto a quelli attenuati.

In particolare:

VACCINI INATTIVATI 

Anti-Poliomielite

Anti-Difterite

Anti-Tetano

Anti-Pertosse

Anti-Epatite B

Anti-Hemophilus I.B

Anti-Influenza stagionale

Anti-Papillomavirus

 

non creano problemi legati alla distanza di tempo tra essi e l’anti-COVID19, tanto che possono essere somministrati persino nella stessa seduta vaccinale (ma in zone del corpo differenti)

 

VACCINI ATTENUATI

Anti-Morbillo

Anti-Rosolia

Anti-Parotite

Anti-Varicella

Anti-Herpes Zooster

Anti-Febbre Gialla

 

richiedono l’osservazione di una distanza precauzionale minima di 14 giorni, indifferentemente se prima o dopo rispetto alla data dell’esecuzione dell’Anti-COVID19.

 

A chi, dopo essersi sottoposto alla prima dose di Anti-Covid 19 – che come è noto risulta insufficiente per proteggersi – capitasse almeno 15 giorni dopo di risultare positivo ad un tampone per il Coronavirus, non si considera necessaria la somministrazione della seconda dose normalmente prevista, perché si ritiene venga stimolato sufficientemente a livello immunitario dall’infezione stessa.

Gli eventuali effetti collaterali che a volte è possibile osservare in soggetti di età pediatrica dopo la somministrazione dell’Anti-COVID19 (che, ricordiamo, prevede un dosaggio ridotto) sono indolenzimento, gonfiore e arrossamento al braccio, stanchezza, mal di testa, mialgie, brividi, febbre e nausea, di solito destinati a durare un breve spazio di tempo e resi facilmente sopportabili da farmaci sintomatici.

 

Un altro comune interrogativo riguarda l’efficacia del vaccino nei confronti delle diverse varianti del virus COVID19 che stanno emergendo: nei confronti di alcune di esse è stata già provata, mentre per altre gli studi sono ancora in corso. Gli esperti ad ogni modo raccomandano la somministrazione della vaccinazione, che “prepara” il sistema immunitario a reagire comunque meglio anche nei confronti di un virus in parte mutato.

Ci può essere poi la necessità di valutare il da farsi in un soggetto che abbia già avuto il COVID-19, e ne sia guarito: vaccinarlo o no? E se sì, quando? Considerata la durata relativamente breve dell’immunità che viene conferita dalla malattia, si consiglia di effettuare una singola dose di vaccino entro 6 mesi dalla guarigione, mentre se è trascorso più di un anno sono raccomandate due somministrazioni.

Le fantasiose argomentazioni no-vax molto poco scientifiche, e a volte addirittura deliranti, stanno trovando in fondo continue smentite dallo stesso andamento della situazione: proprio perché ci sono sempre più soggetti vaccinati, anche se il virus continua a circolare, abbiamo sempre meno morti o malati gravi che finiscono in terapia intensiva.

Ed è per questo che risulta comunque consigliabile la vaccinazione anche nella fascia dai 5 agli 11 anni, in quanto così si proteggono i giovani, e contemporaneamente si riduce il loro potere di contagio ulteriore in famiglia e comunità.

Per un eventuale approfondimento su questo argomento, rimando al sito www.salutelazio.it  ove gli specialisti dell’Ospedale Pediatrico del Bambino Gesù di Roma hanno redatto un documento che cerca di risolvere gli svariati, ulteriori dubbi che possano sorgere nei genitori, chiamati alla scelta di far vaccinare i propri figli contro il COVID-19. 

 

Carlo Napolitano

Carlo Napolitano, medico pediatra, neonatologo e adolescentologo, si occupa da molti anni di attività sportiva e nutrizione e ha svolto funzioni di medico sociale e accompagnatore di squadre giovanili. Appassionato sportivo, si è dedicato alla pallavolo agonistica, prima da giocatore ed in seguito come allenatore, mentre attualmente pratica il tennistavolo, disciplina in cui ha conquistato in diverse edizioni dei Giochi Mondiali della Medicina  2 medaglie d’argento e 4 di bronzo.Ricopre la carica di direttore scientifico di un’agenzia di comunicazione multimediale, svolge una intensa attività divulgativa su temi di educazione sanitaria e sportiva e ha contribuito a pubblicazioni su salutismo e nutrizione.

Pubblicazioni-Edizioni Sperling & Kupfer:
2006: “Lo sport giusto per il tuo bambino”. Come scegliere l’attività fisica più idonea per i nostri figli.
2011: “L’alimentazione giusta per tuo figlio”, collaborazione con l’autrice Gigliola Braga
2013: “Lo sport che fa bene al tuo bambino”

 

 

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