La televisione e i suoi discutibili insegnamenti

MammaRAI e i bambini piccoli

La fatidica data del 31 gennaio è ormai abbondantemente trascorsa, ma purtroppo non sembra calare la frequenza sulle nostre reti nazionali del passaggio di messaggi che ricordano il dovere del pagamento del canone televisivo.

Dico subito che, come sempre, io personalmente anche quest’anno ho versato il discusso balzello, e non voglio qui lamentarmi della sua esistenza, nè della monotona quanto continua sollecitazione posta in essere, già a partire dal mese di dicembre, sia da parte degli speakers dei telegiornali che dei conduttori in pratica di qualunque programma dei canali di “MammaRAI”.

Voglio invece decisamente criticare la disinvolta scelta di quest’ultima di puntare su video a dir poco inquietanti, pur di attirare l’attenzione sulla propria richiesta di sovvenzioni, considerato che vengono fatti passare a qualunque ora del giorno, e quindi anche quando a un giovanissimo può succedere di trovarsi davanti ad un teleschermo acceso.

Non ci vuole una specializzazione in pediatria, o in psicologia dell’età evolutiva, e nemmeno occorre essere un genio, per comprendere che a un occasionale piccolo telespettatore nella fascia compresa all’incirca tra i 2 e i 4 anni:

– vedere un placido nonnetto trasformarsi in una sorta di guerriero ninja che sventra pavimenti con il proprio bastone

– assistere alla trasfigurazione di tre quieti bambini in esseri sovrumani dai devastanti ultrapoteri

– scoprire che una dolce sposina può improvvisamente diventare una furia incontrollabile che annichilisce la propria metà

sicuramente può generare uno shock non indifferente. foto televisione

Circa una ventina di anni fa, per qualche mese imperversò sugli schermi televisivi lo spot pubblicitario di un liquore, mi pare fosse un famoso rabarbaro, in cui si vedeva una donna orientale, vestita da samurai e armata di una lunga spada, intenta a distruggere come una furia scatenata l’interno di un bar, brandendo la sua lama affilatissima, ma risparmiando sullo scaffale, come ovvio, solamente la bottiglia del prodotto da reclamizzare. 

La drammaticità della scena era poi enfatizzata da urli selvaggi che, uniti agli effetti sonori prodotti dalla devastazione del locale e alla musica angosciosa di sottofondo, generavano effettivamente notevole impressione: e ricordo perfettamente che in quel periodo molte mamme mi telefonarono, perché ai loro figli quella pubblicità faceva paura e, specialmente nei più piccoli, provocava risvegli notturni o veri e propri incubi.

I bambini, infatti, sono come antenne puntate verso l’ambiente che li circonda, sempre pronti, anche quando possono apparire distratti o poco interessati, a recepire con grande sensibilità segnali e messaggi, che magari non comprendono però immediatamente, ricavandone inquietudine, e a volte “rivivono” poi angosciosamente persino durante il sonno.

Se appare dunque lodevole che, prima di trasmissioni con immagini e contenuti non adatti ai minori, le emittenti avvisino ed espongano il famoso bollino rosso, sarebbe altrettanto segno di rispetto verso i più piccoli evitare accuratamente che campagne pubblicitarie basate su scene fantastiche, ma impressionanti per chi non può comprenderne l’innocuità, passino in fasce orarie che dovrebbero essere protette.

Personalmente, se avessi figli così piccoli, eviterei accuratamente i canali RAI in questo periodo, per lo meno sino al 28 febbraio, che sarà l’ultimo giorno utile per pagare il canone con una piccola sovrattassa… con la viva speranza che dopo il martellante messaggio non venga ulteriormente proposto, a quel punto magari per redarguire chi il balzello televisivo avrà deciso, stufo per le continue sollecitazioni, di evitare definitivamente di versarlo. 

Carlo Napolitano

 

Carlo Napolitano, medico pediatra, neonatologo e adolescentologo, si occupa da molti anni di attività sportiva e nutrizione e ha svolto funzioni di medico sociale e accompagnatore di squadre giovanili. Appassionato sportivo, si è dedicato alla pallavolo agonistica, prima da giocatore ed in seguito come allenatore, mentre attualmente pratica il tennistavolo, disciplina in cui ha conquistato in diverse edizioni dei Giochi Mondiali della Medicina  2 medaglie d’argento e 4 di bronzo.Ricopre la carica di direttore scientifico di un’agenzia di comunicazione multimediale, svolge una intensa attività divulgativa su temi di educazione sanitaria e sportiva e ha contribuito a pubblicazioni su salutismo e nutrizione.

Pubblicazioni-Edizioni Sperling & Kupfer:
2006: “Lo sport giusto per il tuo bambino”. Come scegliere l’attività fisica più idonea per i nostri figli.
2011: “L’alimentazione giusta per tuo figlio”, collaborazione con l’autrice Gigliola Braga
2013: “Lo sport che fa bene al tuo bambino”

 

Un commento

  1. Luciana Brusa

    Bell’articolo che trovo giustissimo anche per le indicazioni che prospetta! Speriamo che sia letto da qualche responsabile della TV! Io ormai sono lontanissima per età dalle fasce protette, ma confesso che spengo o cambio canale quando arrivano quegli spot gridati e ossessivi! Forse per questo ancora devo pagare il canone? Uffa …ci vado fra qualche giorno e pago pure la multa, ma non mi piacciono molte cose della tv MAMMARAI!

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