La sofferenza, in Lombardia, viene gestita dalle Cooperative ?

E’ CORRETTO CHE LA SOFFERENZA POSSA DIVENTARE O SIA DIVENUTA UN BUSINESS ?

Vi sembrerà incredibile eppure la Ragione Lombardia da anni lascia gestire alle Cooperative l’ assistenza di coloro che sono invalidi al 100%, ammalati di Sla ad esempio ed altri. Vi raccontiamo cosa avviene e lasciamo ai Nostri lettori ogni commento. Ecco la trafila :

  • L’ ammalato viene sottoposto a tutte le verifiche di legge e prendiamo il caso di chi è dichiarato invalido al 100%
  • L’ ammalato si reca dal proprio medico curante che prepara l’impegnativa da trasmettere alla ASL di riferimento
  • La ASL apre la pratica e manda a domicilio un operatore che presenta al malato una lista di Cooperative all’interno della quale l’ammalato sulla base delle proprie conoscenze ne deve scegliere una.
  • La ASL determina, secondo alcuni parametri propri, un profilo dell’ammalato ed inserisce l’ammalato stesso all’interno di uno dei quattro profili previsti.
  • Ad ogni profilo corrisponde un voucher corrispondente a 40 ore di prestazione mensili che sono esclusivamente diurne e mattutine
  • La ASL gira il voucher alla Cooperativa scelta dall’ammalato
  • Non chiedete alla ASL se tale voucher è nominativo perché otterrete una sola risposta..il Voucher è gestito dalla Cooperativa
  • Non chiedete alla ASL se sia possibile conoscere la tracciabilità di detti voucher o se ne abbiano una perché vi sentirete rispondere “entriamo nella rendicontazione che non è dato di sapere”.

Ora però arriva il “bello”……leggete attentamente.

Al profilo di tipo 4 corrisponde un voucher corrispondente a 1120€ che vengono incassati dalla Cooperativa per 26 max 30 assistenze domiciliari all’ammalto. Teniamo ben presente che tali assistenze sono solo mattutine e per un tempo massimo di 40 /50 minuti die.

Nell’arco dell’anno solare però vi sono dei giorni in cui l’ammalato, per le più disparate motivazioni addotte dalla Cooperativa, non riceve alcuna assistenza. La domanda che ci si pone è…..queste ore di non assistenza vengono detratte dal voucher dato alla cooperativa ? Non solo non è dato a sapere ma non si conosce neppure l’eventuale detrazione pro non assistenza die.  A tutto ciò si aggiungono altri pensieri a cui nessuno da risposta esaustiva :

  • Le persone incaricate di queste assistenze domiciliari sono tutte Laureate in Scienze infermieristiche ?
  • Qualora siano in possesso della suddetta Laurea perché non sono assunte direttamente dalla struttura pubblica ?

Considerando che un Infermiere dipendente da struttura pubblica percepisce incluse le ore straordinarie notturne e festive uno stipendio netto di circa 1600€ non costerebbe molto ma molto meno ?

  • 1120€ mese percepite dalle cooperative per ogni assistito corrispondono a 280€ settimana e la settimana è formata come tutti sappiamo da 7 giorni quindi sono 40 € giorno, per ogni assistito, incassati dalla cooperativa per l’assistenza, e l’abbiamo visto prima, fatta solo al mattino e non sempre.
  • L’operatore della cooperativa quanto percepisce all’ora di quei 40 € ?
  • A quanto ammonta l’utile reale per assistito alla Cooperativa ?
  • Quanto costerebbe invece alla Sanità Regionale un Laureato regolarmente assunto per le famose 35 ore diurne mese ? Non costerebbe molto ma molto meno visto che vi potrebbe essere un adeguato servizio sia al mattino e che al pomeriggio ?
  • Perché nessuno ha preso in considerazione l’ipotesi di versare l’importo del voucher direttamente all’ammalato lasciandolo libero di scegliersi l’assistenza domiciliare a lui più consona ?

Come potrete notare sono molte le domande da porsi davanti ad una scelta fatta da chi ci governa.

Le Cooperative in Lombardia ed in Italia ormai gestiscono tutto: dall’ immigrazione all’ assistenza ai più sfortunati. Vi è qualcuno che si sta arricchendo grazie a queste scelte ?

Claudio Mantovani

 

Nota dell’Editore:

Per cause tecniche non è possibile inserire la tabella dei profili delle prestazioni che rimane comunque a disposizione su richiesta

 

 

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