La Scala di Milano, Teatro della Moda sostenibile, nella serata dei “Green Carpet Fashion Awards”.

Domenica 23 settembre, nell’ultimo giorno della ormai mitica Fashion Week di Milano, si è svolto in una location d’eccezione, il Teatro alla Scala, il premio Oscar della moda sostenibile, organizzato dalla Camera Nazionale della Moda Italiana in collaborazione con Eco Age e con il supporto del Ministero dello Sviluppo Economico, Ice Agenzia e del Comune di Milano.

Regina incontrastata dell’evento e più in generale della moda che combatte il “fast fashion”, è stata Livia Giuggioli, fondatrice della Eco Age, consorte dell’attore Colin Firth, produttrice cinematografica e documentarista sensibile, che per il secondo anno di seguito, ha ribadito il suo messaggio sulla difesa dell’ambiente, sui diritti “green” di fruitori e lavoratori dell’industria della Moda.

Grande successo per un novo concetto di fashion, che lotta contro le produzioni in cicli veloci e che vuole preservare ad esempio, le scuole di alta sartoria, come quelle create da Brunello Crucinelli e la memoria storica di tradizioni e qualità. Una serata di star sfavillanti, glamour e che, con leggiadria sfoggiano sul tappeto verde, abiti etici ed ecofriendly, ricevendo i graditi Premi che mettono al centro i valori del cambiamento e della sostenibilità, con educazione e rispetto dell’intera filiera della Moda. Da Kate Blanchett a Cindy Crawford e Julienne Moore, Tina Kunakey, Elle Macpherson, Donatella Versace, Salvatore Ferragamo, Diego Della Valle e Renzo Rosso, insieme per “Dar valore al fattore umano, al cambiamento della catena produttiva dell’industria del lusso italiana, più attenta alle tematiche sostenibili e che sta gettando le basi per un futuro migliore, mantenendo anche l’autenticità dei piccoli produttori”, come dichiara Carlo Capasa, Presidente di CNMI, che celebra i traguardi raggiunti in materia di sostenibilità, i numeri dei successi imprenditoriali, togliendo ogni dubbio anche sulle critiche rivolte all’industria italiana e i diritti dei lavoratori, ricevute da parte del New York Time.

Un evento certo patinato ma che, nello stesso tempo, ha premiato gli allevatori e gli artigiani italiani, rappresentando un impegno e una missione da condividere a lungo termine; come l’installazione futuribile posta al centro di Piazza della Scala, curata da Hamish Bowles: un lungo tappeto verde di 1.700 metri quadri, attraversato da colibrì, simbolo della “resilienza della moda”.  Simbolo di continuità e di progetto a lungo termine, è stato poi il Premio prestigioso dedicato alla memoria di Franca Sozzani, indimenticabile Direttrice di Vogue Italia, (che ha aperto la strada proprio alla tutela delle diversità nel mondo della Moda) andato a Gilberto Calzolari, come Best Emerging Designer.

Il Green Carpet Fashion Awards, per il momento non vanta uguali al mondo, da’ luce e lustro ai piccoli artigiani come ai grandi stilisti creatori di business internazionale e si spera, diventi un appuntamento fisso a Milan, città ormai dal valore internazionale incontrastato, in ogni ambito del lavoro e della società in movimento.

Naturalmente, l’intento è che si prosegua nel cammino di sensibilizzazione al tema dell’ecosostenibilità, come della protezione della vera creatività e arte della Moda di qualità nel mondo.

Livia Firth, con il suo coraggio e determinazione, ha convertito anche Kate Middleton alla moda sostenibile… chissà se avremo modo tutti noi, di appurare la trasformazione in positivo del nostro Pianeta Terra e delle politiche ambientali che ne prevengano la non vivibilità nei prossimi millenni.

Ketty Carraffa

Ketty Carraffa, nata a Milano, fotografa seguendo i concerti di Fabrizio De Andrè, che ha seguito fino alla scomparsa, e Reporter per L’Unità dal 1985, dal 1990 per Liberazione, su Politica, Televisione, Costume e Società. Scrittrice sui Diritti del lavoro e delle donne. Opinionista Freelance dal 2011 nei talk di Mediaset e Rai, sui fatti di cronaca – Conduttrice tv e radio – Blogger – Docente Area Comunicazione e Diritti e Doveri dei lavoratori – Ambasciatrice per i Diritti Umani 2015.

 

 

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