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La Pagina del Doc: Una mela al giorno… meglio ancora se Granny Smith

foto mela granny smith
Mela Granny Smith

I risultati di un recente studio pubblicato sulla nota rivista scientifica Food Chemistry, hanno mostrato che le mele, ed in particolare quelle di varietà Granny Smith, contengono sostanze non digeribili che sarebbero in grado di favorire spiccatamente la selezione di alcuni tipi di ceppi batterici utili a contrastare la tendenza all’obesità e a combattere le infiammazioni nel microbioma intestinale.

I ricercatori statunitensi ovviamente hanno in realtà analizzato anche altre qualità di mele, come le Fuji, le Gala, le Golden, le McIntosh e le Rosse Delizia, ma tutte presenterebbero un contenuto decisamente inferiore di queste preziose sostanze non digeribili, rispetto alle verdissime Granny Smith.

“E’ noto – ha spiegato Giuliana D. Noratto, esperta della School of Food Science presso la Washington State University – che la composizione qualitativa del microbioma nei soggetti obesi è alterata, e questo porta alla formazione di prodotti del metabolismo microbico in grado di provocare un’infiammazione persistente di basso grado e di influenzare la comparsa di disturbi del metabolismo associati all’obesità. E’ proprio il cibo che consumiamo infatti a determinare l’equilibrio del microbioma intestinale.”

Ristabilire un corretto bilancio batterico nel colon contribuisce a stabilizzare i processi metabolici che indirettamente influenzano il controllo del peso corporeo, e persino la sensazione di sazietà.

Questi gustosi frutti, verdi e croccanti, sono infatti piuttosto ricchi di fibre dietetiche che favorirebbero la proliferazione di batteri ‘amici’ nell’ambito dell’apparato digerente; questo effetto sarebbe dovuto al loro elevato contenuto di composti non digeribili, tra i quali fibre dietetiche e polifenoli, e al loro basso apporto di carboidrati.

Ne deriva pertanto, soprattutto per chi vive in perenne conflitto con la bilancia, il consiglio di assumere quotidianamente almeno una mela Granny Smith, e mangiandone possibilmente persino la buccia: anche in quest’ultima sono infatti contenuti elementi davvero preziosi dal punto di vista nutrizionale.
Si dovrà però fare attenzione a curarne molto attentamente la detersione, in quanto è possibile che sulla superficie del frutto, persino quando proveniente da coltivazioni biologiche, se non lavato in modo adeguato, restino tracce di eventuali contaminanti e pesticidi.

Carlo Napolitano

Carlo Napolitano, medico pediatra, neonatologo e adolescentologo, si occupa da molti anni di attività sportiva e nutrizione e ha svolto funzioni di medico sociale e accompagnatore di squadre giovanili. Appassionato sportivo, si è dedicato alla pallavolo agonistica, prima da giocatore ed in seguito come allenatore, mentre attualmente pratica il tennistavolo, disciplina in cui ha conquistato in diverse edizioni dei Giochi Mondiali della Medicina 2 medaglie d’argento e 4 di bronzo.Ricopre la carica di direttore scientifico di un’agenzia di comunicazione multimediale, svolge una intensa attività divulgativa su temi di educazione sanitaria e sportiva e ha contribuito a pubblicazioni su salutismo e nutrizione.
Pubblicazioni-Edizioni Sperling & Kupfer:
2006: “Lo sport giusto per il tuo bambino”. Come scegliere l’attività fisica più idonea per i nostri figli.
2011: “L’alimentazione giusta per tuo figlio”, collaborazione con l’autrice Gigliola Braga
2013: “Lo sport che fa bene al tuo bambino”

One Comment

    • Luciana Brusa

    Molto utile ed interessante questo articolo! Cercherò questo tipo di mela d’ora in poi! Grazie dottore per il suo prezioso consiglio!

    20 Giugno 2015

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