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La Pagina del Doc: patologie da progresso

Patologia fisica “Hi-Tech”

Lasciando da parte i noti problemi psicologici e relazionali che una eccessiva multimedialità può generare, un numero in costante crescita di adolescenti e giovani adulti, senza distinzione di sesso, sono segnalati affetti da patologie fisiche strettamente correlate all’utilizzo intensivo, spesso anche per esigenze di studio e lavoro, oltre che per svago, di prodotti tecnologici come smartphone, tablet, PC, ecc…; e questo fenomeno preoccupa gli esperti, in quanto la forbice della fascia di età interessata è inesorabilmente destinata ad allargarsi sempre più.

Abbastanza conosciuta per la sua diffusione è la sindrome del tunnel carpale, che un tempo veniva accusata soprattutto dai musicisti che suonavano strumenti a corde; oggi invece viene scatenata dai movimenti rapidi e ripetitivi delle dita sulle tastiere di computer e telefonini, oppure della mano impegnata a manovrare il mouse. I primi segnali di solito consistono in sensazioni di formicolìo e gonfiore, che poi evolvono in un quadro francamente doloroso e, talora, di perdita della sensibilità.foto1

Abbastanza assimilabile al problema precedente come fattori scatenanti è la tendinite da sms o da joystick ; affligge infatti gli irriducibili della digitazione sui cellulari e i giocatori incalliti di PlayStation e videogiochi, definiti dagli studiosi “schiavi informatici” per la dipendenza dallo schermo digitale, che per molti versi ricorda l’ipnosi.

Passando a tutt’altro genere di problematiche, sono anche segnalati in grande aumento gli attacchi di epilessia, facilitata da quella sorta di rapimento mentale generato in particolare dall’esposizione prolungata agli effetti grafici, con luci lampeggianti o a flash e rapide variazioni di inquadratura, tipici di quasi tutti i videogiochi.

Personalmente, mi è capitato di assistere ad una crisi comiziale scatenatasi in una giovane durante uno spettacolo teatrale che prevedeva una breve fase di giochi di illuminazione psichedelica; interessante da notare è il fatto che in passato le era già capitato di avere due attacchi epilettici davanti al PC, e tutti gli accertamenti eseguiti in quelle occasioni avevano tassativamente escluso forme organiche di patologia, portando alla conclusione che la sua mente mostrava di avere sviluppato una sorta di ipersensibilità a determinati stimoli luminosi.

Del resto, esistono prove inconfutabili che il nostro cervello, soprattutto quando è ancora in fase di formazione, risulta particolarmente suscettibile a possibili danni: per esempio, è stato dimostrato che una semplice conversazione di due minuti con un cellulare ne può condizionare il funzionamento, alterandone i potenziali elettrici dei neuroni.
Quindi va assolutamente evitato, come invece abbastanza spesso capita di veder fare, di utilizzare questo genere di apparecchio per intrattenere i giovanissimi, che devono viceversa essere tenuti al riparo il più possibile nei confronti dei campi magnetici. foto2

A proposito di questi ultimi, è interessante sapere che il picco delle loro emissioni si ha in fase di chiamata, mentre si attende la risposta: sarebbe quindi più sicuro se tutti ci abituassimo a comporre il numero desiderato e verificare quando la connessione va a buon fine non ascoltando il classico tono con il cellulare appoggiato all’orecchio, bensì guardando il display dell’apparecchio, oppure ricorrendo all’auricolare.

Chiude questa rassegna di problematiche indotte da strumenti tecnologici la possibile diminuzione di fertilità maschile che gli esperti attribuiscono ad un abituale prolungato posizionamento del notebook sulle gambe (in automobile, su panchine, ogni volta insomma in cui manca un piano d’appoggio) perché il calore del computer è dannoso per l’apparato riproduttivo; e non meno insidiosa può essere anche la tendenza a tenere sempre addosso il cellulare nelle tasche anteriori dei pantaloni, in quanto si rischia l’esposizione a radiazioni dei testicoli.

Carlo Napolitano

Carlo Napolitano, medico pediatra, neonatologo e adolescentologo, si occupa da molti anni di attività sportiva e nutrizione e ha svolto funzioni di medico sociale e accompagnatore di squadre giovanili. Appassionato sportivo, si è dedicato alla pallavolo agonistica, prima da giocatore ed in seguito come allenatore, mentre attualmente pratica il tennistavolo, disciplina in cui ha conquistato in diverse edizioni dei Giochi Mondiali della Medicina 2 medaglie d’argento e 4 di bronzo.Ricopre la carica di direttore scientifico di un’agenzia di comunicazione multimediale, svolge una intensa attività divulgativa su temi di educazione sanitaria e sportiva e ha contribuito a pubblicazioni su salutismo e nutrizione.
Pubblicazioni-Edizioni Sperling & Kupfer:
2006: “Lo sport giusto per il tuo bambino”. Come scegliere l’attività fisica più idonea per i nostri figli.
2011: “L’alimentazione giusta per tuo figlio”, collaborazione con l’autrice Gigliola Braga
2013: “Lo sport che fa bene al tuo bambino”

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