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La Pagina del Doc: nuova epatite giovanile

NUOVA EPATITE GIOVANILE: IL VACCINO ANTICOVID-19 NON HA RESPONSABILITA’

 

Da qualche settimana, anche nel nostro Paese ha cominciato a destare l’attenzione dei mass media – e di conseguenza una certa preoccupazione soprattutto tra genitori e operatori della scuola – la notizia del diffondersi di una epatite acuta di origine sconosciuta, con contemporanea infezione da Adenovirus, in un gruppo di bambini apparentemente sempre più numeroso. 

In realtà la prima allerta sanitaria per questo problema era stata emessa dai Centers for Disease Control and Prevention (CDC) statunitensi già ad ottobre 2021, quando nello Stato dell’Alabama in un ospedale pediatrico erano stati ricoverati, in due momenti diversi ma ravvicinati, in tutto nove bambini che presentavano un danno epatico da causa ignota e, allo stesso tempo, positività ai test per l’Adenovirus. Di quest’ultimo agente infettivo, in particolare, era apparsa – ma soltanto in alcuni soggetti – la variante F41 (attualmente, se ne conoscono un totale di 57), che è nota per la capacità di provocare disturbi gastroenterici e febbre, di solito però non particolarmente impegnativi.

In seguito, un fenomeno analogo ha cominciato ad essere osservato anche dall’altra parte dell’oceano Atlantico, tanto che alla data del 21 Aprile 2022 l’Organizzazione Mondiale della Sanità aveva registrato 169 casi di questa epatite criptogenetica, osservati in 11 differenti Paesi del Vecchio Continente, con almeno un decesso confermato; a questi, si sono poi aggiunte 12 segnalazioni in Israele, e 1 dall’altra parte del mondo, precisamente in Giappone.

Per quanto ci riguarda più da vicino, l’Italia a inizio maggio aveva rilevato 17 casi, di cui 8 già confermati, e in uno di questi soggetti si è addirittura reso necessario il trapianto di fegato.

La sintomatologia, apparentemente abbastanza banale nelle sue fasi iniziali, consiste in dolori addominali, diarrea e vomito che stentano però a scomparire, generando importante spossatezza ma quasi mai febbre; la successiva comparsa del classico ittero, vale a dire la colorazione gialla della cute e delle sclere, nonché l’impennarsi dei valori delle transaminasi di oltre 10-15 volte quelli normali completano il quadro clinico di questa infezione, che sembra colpire soltanto i minori di 16 anni.

In tutti i pazienti, i markers per le forme di epatite da virus A, B, Delta, C, E, G,  Citomegalo, Epstein-Barr, Herpes, nonchè da Toxoplasma sono risultati assenti.

Le ipotesi più accreditate sono quelle legate ad una mutazione dell’Adenovirus, che lo renda evidentemente più aggressivo, o ad una sua interazione con un co-fattore virale, o ambientale, o farmacologico, che ne amplifichi gli effetti epatotossici, anche se dalle anamnesi fin qui raccolte nei soggetti colpiti nulla di significativo in tal senso finora è stato possibile stabilire; oppure che ci si stia trovando di fronte ad un nuovo microrganismo. 

Questa possibile evenienza non deve quindi essere trascurata, qualora insorgessero in un giovane fenomeni gastroenterici persistenti, che con una certa leggerezza potrebbero magari essere confusi con i classici fastidi che nella stagione più calda vengono spesso ricondotti all’assunzione di cibi mal conservati, o di bevande troppo refrigerate, oppure ad un eccessivo ricorso all’aria condizionata.  

Al di là dei possibili rischi di sottostima dell’inconveniente, in questa sede mi preme però sottolineare anche la categorica esclusione che possa esistere un qualsiasi collegamento tra questi casi di epatite giovanile e la vaccinazione contro il COVID-19, come prontamente qualche irriducibile no-vax aveva provato ad ipotizzare, perchè nessuno dei bambini colpiti nel Regno Unito, che tra l’altro è risultato finora il Paese più interessato da questo fenomeno con ben 111 casi, era stato immunizzato.

Naturalmente, gli accertamenti tuttora in corso e le valutazioni che si potranno fare analizzando i tessuti degli organi espiantati ai pazienti, pur richiedendo ancora non sappiamo quanto tempo, dovrebbero consentire di giungere alla fine ad identificare il reale colpevole di questa grave epatopatia.

 

Carlo Napolitano

 

 

 

Carlo Napolitano, medico pediatra, neonatologo e adolescentologo, si occupa da molti anni di attività sportiva e nutrizione e ha svolto funzioni di medico sociale e accompagnatore di squadre giovanili. Appassionato sportivo, si è dedicato alla pallavolo agonistica, prima da giocatore ed in seguito come allenatore, mentre attualmente pratica il tennistavolo, disciplina in cui ha conquistato in diverse edizioni dei Giochi Mondiali della Medicina  2 medaglie d’argento e 4 di bronzo.Ricopre la carica di direttore scientifico di un’agenzia di comunicazione multimediale, svolge una intensa attività divulgativa su temi di educazione sanitaria e sportiva e ha contribuito a pubblicazioni su salutismo e nutrizione.

Pubblicazioni-Edizioni Sperling & Kupfer:
2006: “Lo sport giusto per il tuo bambino”. Come scegliere l’attività fisica più idonea per i nostri figli.
2011: “L’alimentazione giusta per tuo figlio”, collaborazione con l’autrice Gigliola Braga
2013: “Lo sport che fa bene al tuo bambino

 

 

 

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