La Pagina del Doc: Meningite, nessun allarme, ma per proteggersi non bastano solo i vaccini

Allarme-meningite: facciamo il punto della situazione

Nel periodo delle scorse festività di fine anno, credo di non aver visto una sola edizione di TG sulle principali reti televisive né un quotidiano che evitassero di informare in merito a qualche ricovero o decesso causato dalla meningite, malgrado non ci fossero al momento numeri oggettivi per poter parlare di una epidemia.

I media si sono però accorti che l’argomento fa audience e quindi tendono tuttora a riproporlo, appena si registra un caso anche semplicemente sospetto, e confesso che stavolta questa ricerca di sensazionalismo a noi pediatri fa pure abbastanza comodo: non solo stimola l’attenzione nei confronti di una minaccia potenzialmente grave, ma indirettamente facilita il nostro compito di convincere certi genitori, titubanti perché male informati, ad affidarsi alle vaccinazioni come strumento preventivo, per poter così contare su una protezione almeno parziale da determinate patologie.

Credo interessante, allora, fornire un inevitabilmente sintetico approfondimento sul tema, in maniera da sgombrare il campo da equivoci oppure false credenze ed evitare al contempo inutili allarmismi, sempre dannosi.

La meningite, infiammazione delle membrane di rivestimento del cervello e del midollo spinale:

  • è quasi sempre dovuta ad una causa infettiva, ed ha nelle forme da virus il tipo più diffuso (per fortuna tendenzialmente meno grave) mentre risultano in genere più rare, ma maggiormente pericolose, quelle di origine batterica
  • non è una malattia particolarmente contagiosa, tanto che viene contratta molto più facilmente da organismi non perfettamente efficienti sotto il profilo immunitario (giovanissimi, anziani, soggetti con scarse difese)
  • per esserne contagiati occorre uno stretto e prolungato contatto con il malato, che soprattutto mentre tossisce, starnuta, piange o parla emette molti germi, i quali poi pullulano soprattutto se ci si trova in un ambiente chiuso e troppo riscaldato, con scarso ricambio d’aria

(quindi non la si prende giocando all’aperto in un parco, anche se fa freddo, bensì molto più facilmente in un asilo-nido sovraffollato o a scuola, specialmente se ci sono 23-25° C o più di temperatura… – ndr)

  • si presenta con sintomi generici come febbre alta, nausea e/o vomito, cefalea, ed altri più specifici: torpore, irrigidimento nucale, convulsioni e, nel neonato, irritabilità e rigonfiamento della fontanella anteriore
  • è prevenibile con le vaccinazioni attualmente disponibili contro ognuno dei tre più diffusi germi che causano le forme batteriche: Haemophilus Influentiae B (il quale, sia ben chiaro, malgrado il nome non ha nessuna relazione con l’influenza stagionale), Pneumococco e Meningococco. Per quest’ultimo va precisato che ne esistono diversi tipi, a seconda dei suoi vari ceppi: in Europa i due più diffusi sono il B e il C.

Ora, malgrado la grande risonanza generata dai ricorrenti notiziari sul tema, ribadisco che in questo momento non c’è una epidemia di meningite: l’andamento della malattia rispecchia il trend del 2015 e 2016, con circa 200 casi all’anno, gravati da una letalità indicativa del 10%.

Soltanto in un’area circoscritta della Toscana, è stato tempo fa osservato un focolaio epidemico da Meningococco di ceppo C, prontamente fronteggiato e limitato con l’offerta, da parte della Regione, dello specifico vaccino ad una ampia fetta della popolazione residente.

Questo fatto rappresenta una indubbia testimonianza dell’alto livello di sorveglianza sanitaria presente nel nostro Paese, che non giustifica ansie immotivate, ed al tempo stesso dovrebbe indurre a fidarsi invece ciecamente delle “proposte vaccinali“ contemplate dall’apposito Piano Nazionale.

Per i giovanissimi, è quindi fondamentale rispettare tutte le tappe previste in esso per raggiungere la tranquilità fornita da una idonea copertura, utile a favorire anche la cosiddetta “immunità di gregge“, che in parte protegge pure i non vaccinati, limitando la circolazione dei germi potenzialmente insidiosi.

Ma non è viceversa opportuno che si scateni, sull’onda emozionale generata dai notiziari giornalistici, una corsa indiscriminata all’antimeningite da parte degli adulti, che è bene si vaccinino solo se esposti per motivi professionali o affetti da alcune particolari patologie (diabete mellito, thalassemia, immunodeficit, gravi malattie epatiche, ecc…), oppure in caso di viaggi in Paesi considerati a rischio.

Il mio consiglio finale, scontato, è che ciascuno si consulti pertanto con il proprio medico di fiducia per valutare adeguatamente la situazione personale, mettendo al contempo in atto a monte una prevenzione, tanto semplice quanto efficace, e che definirei comportamentale: cercare il più possibile di evitare i luoghi, chiusi e malsani, dove queste insidie possono annidarsi.

Anche perché così risulteremo molto meno esposti pure nei confronti delle forme per le quali non abbiamo a disposizione il vaccino…

Carlo Napolitano

Carlo Napolitano, medico pediatra, neonatologo e adolescentologo, si occupa da molti anni di attività sportiva e nutrizione e ha svolto funzioni di medico sociale e accompagnatore di squadre giovanili. Appassionato sportivo, si è dedicato alla pallavolo agonistica, prima da giocatore ed in seguito come allenatore, mentre attualmente pratica il tennistavolo, disciplina in cui ha conquistato in diverse edizioni dei Giochi Mondiali della Medicina  2 medaglie d’argento e 4 di bronzo.Ricopre la carica di direttore scientifico di un’agenzia di comunicazione multimediale, svolge una intensa attività divulgativa su temi di educazione sanitaria e sportiva e ha contribuito a pubblicazioni su salutismo e nutrizione.

Pubblicazioni-Edizioni Sperling & Kupfer:

2006: “Lo sport giusto per il tuo bambino”. Come scegliere l’attività fisica più idonea per i nostri figli.

2011: “L’alimentazione giusta per tuo figlio”, collaborazione con l’autrice Gigliola Braga

2013: “Lo sport che fa bene al tuo bambino”

 

 

 

 

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