La Pagina del Doc: l’incredibile vicenda dei dispositivi antiabbandono

Nel settembre 2018, forse in seguito all’onda emotiva generata dall’ennesima tragedia verificatasi ad Arezzo nel precedente giugno, primo Paese al mondo, l’Italia ha approvato  (con 261 senatori favorevoli, 1 solo astenuto – probabilmente voglioso di distinguersi,  o dormiente, o magari non in grado di capire il tema in questione – e nessuno contrario) una proposta di legge di iniziativa parlamentare che, modificando l’art. 172 del Codice della Strada, che disciplina l’utilizzo delle cinture di sicurezza, ha introdotto l’obbligo di dispositivi antiabbandono per trasportare in auto i bambini minori di 4 anni.

Ma siccome ne dovevano essere disciplinate le caratteristiche tecniche, in quanto ancora non ne esistevano sul nostro Pianeta (!), il Parlamento aveva fissato al 1 luglio 2019 il limite massimo di tempo per poter considerare applicata la normativa.

Però non erano stati fatti i conti con l’immancabile ingerenza da parte della Unione Europea…

Infatti, il  12 ottobre 2018 viene pubblicata la legge (numero 117/2018) sulla Gazzetta Ufficiale, che entra ufficialmente in vigore il successivo 27 Ottobre.

In conseguenza di ciò, tra dicembre 2018 e gennaio 2019 il Ministero dei Trasporti e le aziende interessate alla produzione di questi dispositivi salvabimbi si sono dovuti  incontrare più volte per mettere a punto lo schema di decreto, che il 22 gennaio è giunto finalmente in Belgio alla apposita Commissione UE per la pubblica consultazione a livello continentale prevista per questi provvedimenti.

Ma il 22 aprile 2019, da Bruxelles si viene a sapere che la conclusione dell’iter per l’approvazione, che inizialmente avrebbe dovuto concludersi appunto in un trimestre, cioè quel giorno stesso, viene prorogata di altri tre mesi, quindi oltre il termine dell’1 luglio inizialmente fissato dal legislatore italiano.

Così il nostro Ministero dell’Interno, preso atto che non era possibile applicare la norma, il 3 luglio ha “congelato” i provvedimenti, perché “nelle more dell’adozione del decreto ministeriale, la violazione non può essere oggetto di sanzioni”.

Finalmente, il  25 luglio 2019 l’ufficio Tris della UE si pronuncia, imponendo in pratica al  governo italiano due modifiche:

– abolire l’obbligo (ma non la possibilità) di dotare il dispositivo di un sistema di comunicazione telefonico e con SMS

– eliminare l’obbligo di omologazione, prevedendo comunque una dichiarazione di conformità del produttore.

Ma nemmeno questo secondo punto, che tra l’altro avrebbe dovuto consentire di abbreviare notevolmente i tempi di messa in commercio dei dispositivi, è stato in grado di velocizzare la vicenda.

Così, il 2 agosto scorso il Ministero dei Trasporti ha inviato al Consiglio di Stato lo schema di decreto corretto in base alle indicazioni di Bruxelles, ma per avere da esso indicazioni di un parere favorevole si è dovuto attendere fino al 26 settembre 2019.

Se però il 7 ottobre, quando la neoministra delle Infrastrutture e dei Trasporti Paola De Micheli ha firmato il decreto, qualcuno si è illuso di essere finalmente arrivati al momento in cui si potessero adottare questi importanti dispositivi di protezione dei bambini in auto –  naturalmente soltanto dopo la pubblicazione In Gazzetta Ufficiale avvenuta il 23 ottobre 2019 – non ha tenuto nella debita considerazione l’italica tendenza allo scivolamento temporale dei provvedimenti.

Incredibilmente infatti, quando il Viminale ha confermato l’obbligo a partire dal 7 novembre  scorso dell’utilizzo dei dispositivi antiabbandono, e conseguentemente le sanzioni per chi lo viola, politici e associazioni di consumatori, giornali e persino istituzioni hanno parlato di “legge a sorpresa” (!?!), mettendo in atto una levata di scudi tale da indurre la Ministra democratica Paola DeMicheli a rinviare tutto al marzo 2020.

Come minimo, va precisato, perché nel momento in cui scrivo, forse non ci crederete, ma già il Movimento 5 Stelle ha prontamente proposto una moratoria estesa al giugno 2020…

Conclusioni: ho letto che il grande Ennio Flaiano era solito dire che “in Italia, niente è più definitivo del provvisorio“.

Non posso dargli che ragione, ed aggiungo: speriamo che, durante questa ulteriore attesa, mentre facciamo sghignazzare il mondo coprendoci di ridicolo, noi non si debba piangere qualche altro bambino abbandonato in auto.

Carlo Napolitano

Carlo Napolitano, medico pediatra, neonatologo e adolescentologo, si occupa da molti anni di attività sportiva e nutrizione e ha svolto funzioni di medico sociale e accompagnatore di squadre giovanili. Appassionato sportivo, si è dedicato alla pallavolo agonistica, prima da giocatore ed in seguito come allenatore, mentre attualmente pratica il tennistavolo, disciplina in cui ha conquistato in diverse edizioni dei Giochi Mondiali della Medicina  2 medaglie d’argento e 4 di bronzo.Ricopre la carica di direttore scientifico di un’agenzia di comunicazione multimediale, svolge una intensa attività divulgativa su temi di educazione sanitaria e sportiva e ha contribuito a pubblicazioni su salutismo e nutrizione.

Pubblicazioni-Edizioni Sperling & Kupfer:
2006: “Lo sport giusto per il tuo bambino”. Come scegliere l’attività fisica più idonea per i nostri figli.
2011: “L’alimentazione giusta per tuo figlio”, collaborazione con l’autrice Gigliola Braga
2013: “Lo sport che fa bene al tuo bambino”

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