La pagina del Doc: L’importanza della postura

La postura potrebbe essere definita il modo in cui il nostro corpo si atteggia per rispondere alle sollecitazioni che deve sopportare in conseguenza della gravità terrestre, e/o di altre forze fisiche concomitanti, come ad esempio quella centrifuga.

Viene regolata in primis da una complessa interazione di variabili di tipo neurologico, muscolare e biomeccanico, ma subisce notevoli influenze anche da fattori emotivi e relazionali, in quanto rappresenta il risultato della sinergia tra cervello, organi sensoriali e psiche. In pratica, la postura ideale prevede corretti rapporti fra i vari segmenti del corpo, in assenza di asimmetrie ed anomale tensioni muscolari, fasciali e articolari.

Si deve quindi comprendere innanzitutto come le cause di un vizio posturale possano essere molteplici, e va notato chea volte l’origine di esso è anatomicamente distante dalla zona che subisce il disturbo.

Per darvi l’idea, ad esempio, se può apparire abbastanza intuibile che un trauma distorsivo alla caviglia generi zoppia e conseguenti ripercussioni sui movimenti di ginocchio e anca dello stesso lato, può viceversa sorprendere abbastanza che un difetto visivo misconosciuto, oppure non adeguatamente corretto, possa provocare irrigidimento e tensione della muscolatura perioculare, e soprattutto che ciò vada poi addirittura a ripercuotersi su mandibola, collo, e a volte persino sulla colonna vertebrale.

Ma Madre Natura ci ha fatto così complicati, che risentiamo di anomalie nella postura persino quando ci troviamo in condizioni emotive particolari: non a caso si dice che una persona particolarmente felice per un avvenimento sembra camminare sollevato da terra, mentre chiunque subisca un dispiacere appare chino, quasi raccolto su se stesso. Uno dei più classici esempi cinematografici di quanto il disagio emozionale possa giungere ad influenzare il portamento è rappresentato dalla famosa macchietta di Fantozzi che, al cospetto del proprio Megadirettore, si rattrappisce quasi accartocciandosi, ostacolando persino la respirazione e faticando per questo addirittura nell’emissione della voce.

A fare la differenza nel modo di assumere una postura più o meno corretta giocano poi un ruolo fondamentale determinate abitudini che sviluppiamo, soprattutto quando riguardano attività che ci impegnano per diverse ore.

Ad esempio, se ci tocca stare seduti su una sedia, bisogna appoggiare cosce e bacino il più possibile, e aderire con la colonna vertebrale allo schienale, mentre su un divano occorre garantirsi sempre un supporto lombare, ricorrendo eventualmente a qualche piccolo cuscino; in ogni caso, poi, evitare sempre di accavallare le gambe.

Quando invece si lavora davanti al PC, occorre mantenere il monitor a circa 60 cm dagli occhi, appoggiare entrambi gli avambracci mentre si digita, tenere il mouse sullo stesso piano della scrivania, adottare un sedile girevole e di altezza regolabile, garantirsi sufficiente spazio per poter muovere le gambe ed eventualmente utilizzare un poggiapiedi.

Un’altra attività insidiosa può essere rappresentata dallo stirare: l’altezza del piano non deve costringere a piegarsi in avanti, bisogna imparare a distribuire il peso del corpo su entrambe le gambe, meglio se quella controlaterale al braccio che muove il ferro sarà un po’ più avanzata rispetto all’altra.

Persino dormire su un giaciglio sconveniente, tenuto conto che vi trascorriamo quasi un terzo della nostra esistenza, può generare problemi di postura: da evitare i materassi che non consentono il mantenimento di un corretto allineamento vertebrale, specialmente se troppo soffici, ed anche i cuscini poco ergonomici che non rispettano la naturale curvatura del rachide cervicale.

Sarà quindi basilare mantenere sempre su buoni livelli il proprio tono muscolare, dedicando ogni giorno qualche minuto ad esercizi di stretching, e ovviamente limitando il più possibile la sedentarietà; in particolare, va detto che le due discipline sportive che maggiormente contribuiscono a conferire uno splendido portamento a chi le pratica con regolarità sono l’equitazione e il pattinaggio, nelle varianti sia su ghiaccio che a rotelle.

Carlo Napolitano

 

Carlo Napolitano, medico pediatra, neonatologo e adolescentologo, si occupa da molti anni di attività sportiva e nutrizione e ha svolto funzioni di medico sociale e accompagnatore di squadre giovanili. Appassionato sportivo, si è dedicato alla pallavolo agonistica, prima da giocatore ed in seguito come allenatore, mentre attualmente pratica il tennistavolo, disciplina in cui ha conquistato in diverse edizioni dei Giochi Mondiali della Medicina 2 medaglie d’argento e 4 di bronzo.Ricopre la carica di direttore scientifico di un’agenzia di comunicazione multimediale, svolge una intensa attività divulgativa su temi di educazione sanitaria e sportiva e ha contribuito a pubblicazioni su salutismo e nutrizione.
Pubblicazioni-Edizioni Sperling & Kupfer:
2006: “Lo sport giusto per il tuo bambino”. Come scegliere l’attività fisica più idonea per i nostri figli.
2011: “L’alimentazione giusta per tuo figlio”, collaborazione con l’autrice Gigliola Braga
2013: “Lo sport che fa bene al tuo bambino”

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