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La pagina del DOC numero 47

La pagina del Doc: le insidie della plastica

In base a quanto sostiene nei propri studi l’Environmental Working Group, un organismo statunitense che si occupa di ricerche in merito alla sicurezza ambientale, praticamente ogni giorno ciascuno di noi entrerebbe in contatto con addirittura 168 sostanze potenzialmente nocive, sia per l’uomo che per l’ambiente.

Dico subito che questo dato numerico personalmente mi pare forse esagerato, però credo sia giusto segnalare alcune allarmanti evidenze scientifiche che i lavori di questa organizzazione hanno rivelato.

Per esempio, le mucose di occhi, naso e gola possono accusare lievi fastidi, a causa di oltre 100 irritanti rilasciati da apparentemente innocue tende da doccia in vinile; e a causa degli ftalati, usati per rendere quest’ultime più morbide e flessibili, nel lungo termine si rischiano effetti tossici a carico di sistema nervoso, fegato e reni. foto tende da doccia

Queste sostanze, se presenti in alta concentrazione, fungono infatti da interferenti endocrini, generando squilibri ormonali che inducono sterilità, sviluppo sessuale precoce nelle bambine e femminilizzazione nei ragazzi.
Se dunque non è possibile chiudere la propria doccia con un box di vetro, il consiglio è di adottare una tenda “ecologica” in Peva oppure in Eva, o in alternativa in materiali naturali (ne esistono di cotone, canapa, lino, bambù) adeguatamente impermeabilizzati.

Anche in cucina dobbiamo stare attenti ad alcune insidie, prima tra tutte il PFOA (acido perfluoro-ottanoico), presente ad esempio nei sacchetti di pop-corn destinati all’utilizzo nel forno a microonde, o nelle buste usate per confezionare cibi come pollo arrosto o patatine fritte, dato che è in grado di garantire la proprietà di resistere alle alte temperature, mantenendo meglio il caldo.

Ma lo si trova anche nel rivestimento antiaderente di alcune pentole, e nelle vaschette di alluminio, quindi risulta relativamente diffuso, col rischio che possa essere in parte assorbito dagli alimenti, generando a lungo andare danni alla salute: a farne le spese, ancora una volta, in primis i nostri “organi filtro”, cioè fegato e reni, e l’apparato riproduttivo.
Persino le montature in plastica degli occhiali in certi casi possono nascondere qualche insidia, non tanto per il materiale con cui vengono fatte, perché l’acetato di celluloide non crea problemi, bensì per le vernici acriliche di cui sono rivestite.

Capita infatti che, reagendo con l’acidità del sudore cutaneo, esse cedano piccole percentuali di coloranti che possono indurre eczema da contatto, un po’ come avviene del resto nei soggetti allergici al nichel, metallo spesso presente nelle leghe utilizzate dai fabbricanti di occhiali. Per mettersi al riparo da questi fastidiosi disturbi, si consiglia di optare allora per prodotti realizzati in titanio, o adottare una montatura in acetato di celluloide al naturale, cioè non verniciata, che appare di color beige avana leggermente screziato. foto occhiali

Ulterori insidie, secondo il Dipartimento di Tossicologia Acquatica della Goethe University di Francoforte, sono presenti nelle cosiddette sport bottles, cioè le bottigliette di acqua dalla forma arrotondata concepite per essere facilmente collocate in zaini e borse da palestra.

Pur essendo fabbricate in PET, cioè la plastica definita “eco-friendly” per il suo basso impatto ambientale, nel 60% dei casi esse rilasciano tereftalati, contaminanti simili agli estrogeni umani che interferiscono col sistema endocrino umano: accumulandosi nel tempo, a lungo andare queste sostanze indurrebbero sviluppo eccessivo dell’apparato mammario (anche maschile), infertilità e neoplasie della mammella. Gli studiosi tedeschi consiglierebbero pertanto l’utilizzo di borracce in acciaio o alluminio.

Infine, avete presente il tappo dei vasetti con un rivestimento interno bianco? Ebbene, soprattutto quando acquistiamo cibi acidi (pelati, sottaceti, tonno, ecc…) dovremmo evitare le confezioni con quella candida plastichetta perché rilascia BPA (Bisfenolo A), in particolar modo se entra in contatto con alimenti a pH basso o sott’olio.

L’EFSA, vale a dire l’Autorità Europea per la Sicurezza Alimentare, già da tempo ha provveduto a bandirne l’utilizzo nella fabbricazione di oggetti per l’infanzia come succhiotti, biberon e confezioni di omogeneizzati, ma è bene sapere che questa sostanza la si può ritrovare pure in stoviglie di plastica e contenitori specifici per la cottura al microonde.

Si tratta anche in questo caso di un potenziale interferente endocrino, in quanto chimicamente simile agli estrogeni, e quindi capace di indurre squilibri ormonali; ma rispetto alle altre di cui ho trattato in precedenza, questa molecola, secondo gli studiosi di tossicologia ambientale e veterinaria del nostro Istituto Superiore di Sanità, sarebbe in grado anche di aumentare il rischio di malattie cardiovascolari, diabete e obesità.

E’ vero che il quantitativo di Bisfenolo A rilasciato in ogni singolo cibo è minimo, però nel tempo è inevitabile un suo accumulo: quindi il consiglio degli esperti è quello di limitare al massimo le occasioni di possibile esposizione a questa insidia, soprattutto per quanto riguarda i bambini.

Carlo Napolitano
Carlo Napolitano, medico pediatra, neonatologo e adolescentologo, si occupa da molti anni di attività sportiva e nutrizione e ha svolto funzioni di medico sociale e accompagnatore di squadre giovanili. Appassionato sportivo, si è dedicato alla pallavolo agonistica, prima da giocatore ed in seguito come allenatore, mentre attualmente pratica il tennistavolo, disciplina in cui ha conquistato in diverse edizioni dei Giochi Mondiali della Medicina 2 medaglie d’argento e 4 di bronzo.Ricopre la carica di direttore scientifico di un’agenzia di comunicazione multimediale, svolge una intensa attività divulgativa su temi di educazione sanitaria e sportiva e ha contribuito a pubblicazioni su salutismo e nutrizione.
Pubblicazioni-Edizioni Sperling & Kupfer:
2006: “Lo sport giusto per il tuo bambino”. Come scegliere l’attività fisica più idonea per i nostri figli.
2011: “L’alimentazione giusta per tuo figlio”, collaborazione con l’autrice Gigliola Braga
2013: “Lo sport che fa bene al tuo bambino”

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