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La Pagina del Doc: “La Farmacia”, al servizio del tuo benessere. Ma è sempre così? Una testimonianza diretta!

Premetto ed ammetto di non avere una grande stima nei confronti di alcuni farmacisti, che con comportamenti smaccatamente “interessati” rischiano di porre in cattiva luce una intera categoria, popolata viceversa da professionisti sicuramente preparati e impeccabili nello svolgimento della loro delicata attività.

Preciso anche che, avendo abbastanza spesso occasione di trattare questo argomento con colleghi, pazienti e informatori scientifici, a pensarla così sono tutt’altro che solo. Troppo spesso pare sia la devozione al dio denaro a dettare i consigli elargiti alla clientela e la gestione del magazzino dei farmaci.

Esistono in particolare intere categorie di prodotti farmaceutici, ad esempio i fermenti lattici, in cui i pazienti faticano ad ottenere con esattezza quanto prescritto dal curante, perché si sentono dire che “è fuori produzione” oppure “non me lo consegnano…”, per vedersi poi offerto un prodotto garantito come analogo – che spesso proprio identico non risulta – di cui è stata fatta una conveniente (per la farmacia) scorta, o che garantisce al venditore un margine di guadagno superiore.

Se poi una persona, ignorante in materia, per i disturbi più banali si affida al “dottore” dietro il bancone senza aver interpellato il medico e averne una prescrizione, la sensazione che una certa quota di interesse economico a suggerire un prodotto piuttosto che un altro ci sia… sarò anche malizioso, però in molti casi che mi raccontano non riesco ad evitare di provarla.

Ma considerato che in fondo di commercianti si sta trattando, sia pur nell’ambito della salute – un campo che richiede a mio parere un’etica nei rapporti col pubblico ancora maggiore – certi comportamenti potrebbero essere in parte anche comprensibili, e comunque non credo siano illegali.

Quanto invece sto per raccontarvi, vuole fungere da denuncia, ma al tempo stesso anche informare e mettere in guardia il pubblico che debba rivolgersi a una farmacia notturna.

Pochi giorni fa, dopo 15 ore, interminabili quanto sfiancanti, trascorse al Pronto Soccorso dell’Ospedale San Gerardo di Monza – tra l’altro nella inquietante sezione COVID19 per il solo motivo che avevo in precedenza accusato febbre, senza essere contaminato dal Coronavirus – sono per fortuna stato dimesso dal collega chirurgo di Guardia, con l’indicazione ad iniziare quanto prima una terapia.

Rincasando, mi sono allora recato in una lussuosa farmacia brianzola, che risultava di turno in quel momento, munito delle ricette cartacee per il ritiro dei medicinali, e attraverso un antipatico bussolotto rotante, che non consente nemmeno per un attimo di vedere chi opera all’interno, ho fornito i documenti, e ritirato i farmaci, pagando quanto richiestomi.

Era quasi mezzanotte, non mangiavo dalla sera prima e non vedevo l’ora di potermi rifocillare e coricare dopo una giornata che non esito a definire da incubo, sia per l’ambientazione “insidiosa”, che per la possibilità a lungo temuta di finire sotto i ferri. Ricordo di aver utilizzato una banconota da 20 €, senza nemmeno controllare gli spiccioli ottenuti come resto.

Due giorni dopo, finalmente in ripresa dalla brutta avventura, nel mettere in ordine tutta la documentazione mi sono reso conto che la ineffabile farmacista di turno: 

  1. mi aveva fatto pagare a prezzo intero uno dei farmaci, malgrado ne avessi regolare ricetta del SSN
  2. ne aveva però disinvoltamente asportato il talloncino adesivo dalla scatola, per poterne ottenere il pagamento anche dal SSN
  3. mi aveva addebitato pure il Diritto di chiamata notturno, che però – cosa che non sapevo – otterrà anche dal SSN, perché la prescrizione di un Pronto Soccorso lo prevede a carico della Azienda Sanitaria e non del cittadino

Conclusione: forse provo sinceramente più pena che rabbia per una professionista, iscritta ad un Ordine, che si riduce a comportarsi da ladruncola con i clienti, e come una truffatrice nei confronti dello Stato: con quei trucchetti, ripetuti serialmente, si può accantonare un gruzzolo – esentasse – tutt’altro che irrilevante.

Ma il sentimento più appropriato che una simile condotta dovrebbe suscitare probabilmente è il disgusto: per me, i dieci euro circa che mi ha sottratto indebitamente sono per fortuna poca cosa… ma considerando il particolare momento storico in cui ci troviamo, io per lei avrei anche potuto essere una di quelle tante persone vittime dell’attuale dissesto finanziario da COVID19, indebolite e disperate, che magari faticano a trovare i soldi per il sostentamento quotidiano, e in tal caso diventerebbe assimilabile a uno sciacallo.

Con una ulteriore aggravante, e non trascurabile: se ci si pensa, in quanto farmacista, lei appartiene (infangandola) proprio a una di quelle poche categorie che per via della pandemia non hanno sicuramente patìto una drammatica contrazione del fatturato.

 A questo punto, mi appare beffardo lo slogan presente sui sacchettini con cui consegna le medicine che si fa strapagare: 

LA FARMACIA : AL SERVIZIO DEL TUO BENESSERE.

IN SINTESI, LE COSE DA SAPERE:

Il Diritto di chiamata è un costo che il farmacista di turno addebita al cittadino durante l’orario di chiusura notturna, mentre non è dovuto quando l’esercizio opera a porte aperte, oppure 24 ore su 24.

Attualmente, prevede un importo di 7.50 €, che sale a 10.00 € per le farmacie rurali sussidiate.

Quando il cittadino presenta una ricetta rossa mutualistica redatta dalla Guardia Medica o dal Pronto Soccorso, non deve pagare il Diritto di chiamata, che verrà rimborsato alla farmacia direttamente dall’Azienda Sanitaria, assieme al costo del farmaco dedotto di eventuali ticket e quote stabilite su base regionale.

Carlo Napolitano

Carlo Napolitano, medico pediatra, neonatologo e adolescentologo, si occupa da molti anni di attività sportiva e nutrizione e ha svolto funzioni di medico sociale e accompagnatore di squadre giovanili. Appassionato sportivo, si è dedicato alla pallavolo agonistica, prima da giocatore ed in seguito come allenatore, mentre attualmente pratica il tennistavolo, disciplina in cui ha conquistato in diverse edizioni dei Giochi Mondiali della Medicina  2 medaglie d’argento e 4 di bronzo.Ricopre la carica di direttore scientifico di un’agenzia di comunicazione multimediale, svolge una intensa attività divulgativa su temi di educazione sanitaria e sportiva e ha contribuito a pubblicazioni su salutismo e nutrizione.

Pubblicazioni-Edizioni Sperling & Kupfer:
2006: “Lo sport giusto per il tuo bambino”. Come scegliere l’attività fisica più idonea per i nostri figli.
2011: “L’alimentazione giusta per tuo figlio”, collaborazione con l’autrice Gigliola Braga
2013: “Lo sport che fa bene al tuo bambino”

 

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