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La pagina del Doc: Jogging, medicina straordinaria

Il Jogging risulta indiscutibilmente lo sport amatoriale più praticato al mondo, e nel nostro Paese sono circa un milione le persone, di ambo i sessi, che si allenano da due a tre volte la settimana senza perseguire mire agonistiche, bensì per il semplice piacere di muoversi.

Indubbiamente, praticare jogging fa parte di uno stile di vita salutare, a patto però di non esagerare; sono ormai decisamente numerosi gli studi effettuati da diverse società mediche in ambiti pure molto differenti (cardiologico in primis, ma anche vascolare, psicologico o metabolico ecc…) che la descrivono, infatti, come una delle attività più efficaci sia nella prevenzione sia nella cura di diverse malattie.foto uomo jogging

Negli anni ’70 sul jogging erano state sollevate perplessità e paure, in seguito alla morte di alcuni appassionati di mezza età che avevano fatto dubitare sui reali benefici di questa attività motoria.

Successive indagini avevano poi comunque escluso la reale connessione fra quei decessi e la pratica sportiva, giungendo invece nel 2012, con il Copenaghen City Heart Study presentato all’EuroPrevent, all’affermazione che correre per un tempo compreso tra una e due ore e mezzo a settimana, con un ritmo lento o al massimo medio, garantisce un’ottima possibilità di longevità.

Questa indagine, che era stata avviata addirittura nel 1979, con il coinvolgimento di ben 20mila uomini e donne fra i 20 e i 93 anni, aveva il chiaro obiettivo di aumentare le conoscenze mediche per quanto riguarda la prevenzione di ictus e malattie cardiovascolari.

Nell’ambito di essa, sono stati esaminati dati fisiologici, sulla mortalità e sulle abitudini di allenamento, che sono stati poi confrontati con quelli della popolazione che non pratica la corsa. I dati raccolti hanno portato a una serie di evidenze scientifiche fra le quali la dimostrazione che nel periodo di follow-up (entro un massimo di 33 anni) sono stati registrati 10.158 decessi fra i soggetti sedentari e soltanto 122 tra i podisti. Ulteriori approfondimenti dei risultati hanno consentito anche di stimare il grado di benefici, facendo giungere gli esperti alla conclusione che praticare jogging con regolarità allunga la vita di 6,2 anni agli uomini e di 5,6 alle donne.

Ma attenzione, non è affatto necessario correre a perdifiato, tutt’altro: risulta viceversa indispensabile mantenere un ritmo lento o medio, senza mai esagerare. Per cercare di dare un’idea approssimativa della “misura” dello sforzo, senza calcoli relativamente complicati basati su frequenza cardiaca ed età anagrafica, l’intensità ideale di questa pratica aerobica è quella che fa semplicemente avvertire un po’ di affanno.foto alimentazione

I benefici elencati dagli studi condotti sono innumerevoli; ma se alcuni sono intuibili anche da un profano in materia, come la prevenzione dell’obesità, perchè è lampante che correndo si consumano più calorie che a stare fermi, o il miglioramento del benessere psicologico, perché la macchina corporea della razza umana è concepita per il movimento, e quindi dare sfogo a questo impulso recondito significa assecondare un proprio istinto, ne esistono altri forse insospettabili.

Ad esempio, con il jogging moderato:
– l’organismo migliora la propria capacità di assorbimento dell’ossigeno, che è uno dei nostri “carburanti cellulari”
– aumenta l’HDL , cioè il colesterolo definito buono perché protettivo
– si riducono viceversa i trigliceridi, con un miglioramento del cosiddetto profilo lipidico
– si abbassa la pressione sanguigna, al punto che in alcune ASL stanno valutando il risparmio in farmaci antiipertensivi che si può ottenere inducendo ad un maggior movimento la popolazione ipertesa
– si riduce l’aggregazione piastrinica, rendendo meno probabile un accidente tromboembolico
– si migliora la funzione immunitaria, a patto di scegliere ambienti sani per correre e non esagerare con lo sforzo
– si combatte l’osteoporosi in modo molto efficace, perché viene stimolato intensivamente il rimodellamento osseo

Insomma, il jogging non sarà l’elisir di lunga vita, ma praticarlo può decisamente aiutare a garantire un certo benessere psico-fisico, a patto di rispettare alcune regole fondamentali:

– adottare una idonea attrezzatura, in particolare per quanto concerne le calzature, che vanno prontamente sostituite dopo un certo chilometraggio proprio come gli pneumatici di un veicolo
– individuare percorsi salubri, lontano da contaminanti, smog e, per chi soffra di allergie stagionali, da zone con alta concentrazione dei pollini mal tollerati
– curare l’alimentazione e l’idratazione, non solo per quanto riguarda quantità e qualità del cibo, ma anche per i tempi di assunzione di esso (mai correre a stomaco pieno!)
– imparare ad ascoltare il proprio corpo, per cogliere i segnali di eventuali problemi incipienti e affrontarli tempestivamente
– assicurarsi un adeguato monitoraggio delle proprie condizioni fisiche mediante regolari controlli sanitari
Carlo Napolitano
Carlo Napolitano, medico pediatra, neonatologo e adolescentologo, si occupa da molti anni di attività sportiva e nutrizione e ha svolto funzioni di medico sociale e accompagnatore di squadre giovanili. Appassionato sportivo, si è dedicato alla pallavolo agonistica, prima da giocatore ed in seguito come allenatore, mentre attualmente pratica il tennistavolo, disciplina in cui ha conquistato in diverse edizioni dei Giochi Mondiali della Medicina 2 medaglie d’argento e 4 di bronzo.Ricopre la carica di direttore scientifico di un’agenzia di comunicazione multimediale, svolge una intensa attività divulgativa su temi di educazione sanitaria e sportiva e ha contribuito a pubblicazioni su salutismo e nutrizione.
Pubblicazioni-Edizioni Sperling & Kupfer:
2006: “Lo sport giusto per il tuo bambino”. Come scegliere l’attività fisica più idonea per i nostri figli.
2011: “L’alimentazione giusta per tuo figlio”, collaborazione con l’autrice Gigliola Braga
2013: “Lo sport che fa bene al tuo bambino”

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