La pagina del Doc: Ictus celebrale, se lo conosci..lo eviti(o almeno ne riduci i danni)

Come tradizione ormai da qualche anno, aprile è stato consacrato mese della prevenzione dell’ictus cerebrale, una patologia giudicata prevenibile in circa l’’80% dei casi, con adeguati stili di vita, ma che purtroppo rappresenta ancora in assoluto la seconda causa di morte a livello mondiale, e la terza per quanto riguarda i Paesi industrializzati.

Se poi si considera che l’età media della popolazione è in costante aumento, perché si tende a vivere di più – anche se non sempre questo significa farlo qualitativamente meglio – risultano comprensibili le stime che ipotizzano in tempi piuttosto brevi, vale a dire già nel 2020, addirittura un  raddoppio della mortalità riconducibile a questa problematica.

Va però detto che anche per essa esiste una buona possibilità di prevenzione e, a costo di risultare monotoni e ripetitivi, ancora una volta comincia in particolare dalla tavola: infatti numerosi studi epidemiologici hanno identificato proprio nella dieta uno dei fattori modificabili più efficaci nell’influenzare la nostra maggiore o minore probabilità di essere colpiti da un ictus cerebrale.

Soltanto per dare un’idea, l’’Organizzazione Mondiale della Sanità ha stimato che, ogni anno, nel mondo circa 2.640.000 casi di morte sarebbero evitabili semplicemente con un maggiore consumo di frutta e verdura.

Sembra infatti che, già con un’assunzione giornaliera pro-capite di 600 grammi di vegetali, il rischio di ictus scenda del 19% (e quello di infarto cardiaco addirittura del 31%).

Se poi si assumessero 23 grammi al giorno di olio di oliva extravergine, che viene considerato come uno degli elementi maggiormente protettivi nei confronti del sistema cardiovascolare, l’incidenza dell’ictus registrerebbe una riduzione del rischio pari al 20% e della mortalità ad esso relativa dell’11%.

A completare l’elenco dei cibi che sono dagli esperti ritenuti altamente benefici, vanno citati legumi,  cereali (meglio se integrali), pesce azzurro oppure salmone, spada, trota e 1-2 bicchieri al giorno di vino rosso.

La buona notizia per noi Italiani è che in pratica, se ci si riflette, l’elenco degli alimenti riconosciuti come maggiormente protettivi nei confronti del pericolo ictus cerebrale coincide perfettamente con quello degli ingredienti della famosa dieta mediterranea, e di conseguenza non soltanto siamo più facilitati a procurarceli freschi e genuini rispetto ai popoli di altre latitudini e zone del pianeta, bensì  ne potremmo diventare produttori ed esportatori sempre più importanti.

Quando viceversa la prevenzione fallisce, altrettanto importante nella lotta all’ictus cerebrale è la capacità di riconoscere tempestivamente il problema, reagire di conseguenza e ridurre così le conseguenze: l’insorgere repentino in una persona di anche soltanto 1 dei seguenti 5 sintomi va considerato allarmante e giustifica una immediata messa in allerta del numero di emergenza 118 :

– BOCCA STORTA: la rima labiale diviene asimmetrica, specialmente  nel tentativo di sorridere

– BRACCIO DEBOLE: rispetto al controlaterale, perde forza e risulta difficile tenerlo sollevato

– DIFFICOLTA’ VERBALE: non è possibile ripetere senza farfugliare frasi semplici

– ANOMALIE DELLA VISTA: gli oggetti paiono annebbiati, o doppi, il campo visivo si modifica

– CEFALEA FORTE: un mal di testa improvviso e d’intensità mai provata prima

Poiché le terapie utili ad affrontare la situazione, scongiurando il decesso e riducendo la potenziale successiva disabilità, vanno iniziate prima possibile, è assolutamente fondamentale reagire al meglio di fronte a questo tipo di  emergenza: l’invio con un mezzo del 118 ad un centro specializzato consente infatti di far giungere il paziente in una struttura già preparata ad affrontare una simile patologia, perché avvisata preventivamente dai soccorritori, guadagnando tempo prezioso.

Proprio allo scopo di facilitare la capacità di intuire il problema, ed evitare a chi sia profano di competenze sanitarie di sottovalutarlo, segnalo che l’A.L.I.Ce. (Associazione per la Lotta all’Ictus Cerebrale) ha creato e resa disponibile a chiunque una web app informativa sull’argomento, molto pratica ed intuitiva, che oltre ad assistere nella “diagnosi” consente anche di calcolare il quoziente di rischio personale di ogni soggetto.

Si chiama ICTUS 3R (appunto in riferimento al Riconoscere, Reagire e Ridurre il problema) ed è scaricabile gratuitamente sugli smartphone: invito i lettori ad acquisirla e pubblicizzarla, favorendone la diffusione, con il fervido augurio che non serva mai, e soprattutto che non se ne debba arrivare a rimpiangere la mancata acquisizione.
Carlo Napolitano

 

Carlo Napolitano, medico pediatra, neonatologo e adolescentologo, si occupa da molti anni di attività sportiva e nutrizione e ha svolto funzioni di medico sociale e accompagnatore di squadre giovanili. Appassionato sportivo, si è dedicato alla pallavolo agonistica, prima da giocatore ed in seguito come allenatore, mentre attualmente pratica il tennistavolo, disciplina in cui ha conquistato in diverse edizioni dei Giochi Mondiali della Medicina  2 medaglie d’argento e 4 di bronzo.Ricopre la carica di direttore scientifico di un’agenzia di comunicazione multimediale, svolge una intensa attività divulgativa su temi di educazione sanitaria e sportiva e ha contribuito a pubblicazioni su salutismo e nutrizione.
Pubblicazioni-Edizioni Sperling & Kupfer:
2006: “Lo sport giusto per il tuo bambino”. Come scegliere l’attività fisica più idonea per i nostri figli.
2011: “L’alimentazione giusta per tuo figlio”, collaborazione con l’autrice Gigliola Braga
2013: “Lo sport che fa bene al tuo bambino”

 

 

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