La Pagina del Doc: dieta restrittiva, per il cuore può essere un problema!

Alzi la mano chi non ha mai sentito dire che fare una dieta autoprescritta, attuata cioè senza il controllo di una persona competente in materia per quanto concerne la nutrizione, soprattutto quando condotta in maniera drastica, può risultare dannoso.

Uno studio pubblicato di recente dai ricercatori dell’Università di Oxford, a questo proposito, ha messo in evidenza con grande chiarezza una delle possibili conseguenze negative di un regime troppo restrittivo sotto il profilo calorico, documentando con i controlli effettuati presso il Centro di Risonanza Magnetica con cui collaborano ciò che di spiacevole può capitare a livello cardiaco.

Si è visto infatti come una dieta che preveda un introito quotidiano inferiore alle 800 calorie faccia indubbiamente perdere peso, ma comporti al tempo stesso una mobilitazione dei grassi verso il miocardio, vale a dire il tessuto muscolare deputato alla contrazione della nostra pompa vascolare, generando così un aumento del rischio per il cuore.

Anche se questo fenomeno potrebbe ad una analisi superficiale sembrare contradditorio o bizzarro, in realtà ancora una volta la Natura mostra con esso di avere nei propri meccanismi una precisa logica improntata alla conservazione dell’organismo: infatti, quando viene avvertito un drastico calo degli apporti nutritivi, quelli che fungono da veri e propri depositi di energia, cioè i grassi, vengono prioritariamente destinati all’organo che non può permettersi di restare senza rifornimenti, pena la perdita di efficacia ed il successivo arresto dei battiti.

In effetti, soprattutto in soggetti diabetici ed obesi, questa severa riduzione degli apporti calorici, per un periodo di qualche settimana, aveva cominciato ad essere proposta dai nutrizionisti negli scorsi anni, evidenziando un dimagrimento ed il calo della pressione arteriosa, ma senza che venissero indagate le conseguenze sul cuore.

Grazie alla risonanza magnetica, esame molto accurato e che ha il grande vantaggio di poter essere ripetuto anche in tempi ravvicinati perché non espone i pazienti a radiazioni dannose, gli studiosi di Oxford hanno per la prima volta monitorato, con tre indagini eseguite in momenti diversi (a inizio dieta, indi dopo 7 giorni e infine dopo 8 settimane) le variazioni del contenuto di grasso a livello di fegato, addome e miocardio in 21 soggetti affetti da obesità, e che si sono stoicamente sottoposti per due mesi a un regime alimentare particolarmente restrittivo, con introito calorico quotidiano compreso tra le 600 e le 800 kcal.

Già dopo soltanto una settimana, se da un lato si registrava un importante miglioramento dell’insulino- resistenza, nonché la riduzione dei valori per quanto concerne colesterolo totale, trigliceridi, glicemia basale e pressione arteriosa, dall’altro veniva evidenziato un deterioramento delle funzioni cardiache, con ridotta capacità di pompaggio del sangue e un incremento del grasso depositato nel miocardio pari addirittura al 44%.

E’ vero che al termine del periodo di osservazione di 2 mesi praticamente tutti i soggetti mostravano una situazione migliorata rispetto a quella precedente la dieta, ma questo non deve far sembrare di poca importanza la fase iniziale di “sofferenza” a carico del cuore, che può comportare problemi di respirazione, aritmie e generare una vera e propria insufficienza cardiaca.

Quindi, soprattutto se i chili da perdere sono tanti e non può bastare la semplice rinuncia a qualche sfizio per ridurre l’introito calorico giornaliero, è bene rivolgersi ad uno specialista nel campo della nutrizione, che sia in grado di garantire un programma dietetico che preveda in primis un regime equilibrato nei suoi vari costituenti (lipidi, glucidi, proteine, fibre, ecc..) e soprattutto possa monitorarne gli effetti sull’organismo, prevenendo quelli potenzialmente dannosi.

Carlo Napolitano

Carlo Napolitano, medico pediatra, neonatologo e adolescentologo, si occupa da molti anni di attività sportiva e nutrizione e ha svolto funzioni di medico sociale e accompagnatore di squadre giovanili. Appassionato sportivo, si è dedicato alla pallavolo agonistica, prima da giocatore ed in seguito come allenatore, mentre attualmente pratica il tennistavolo, disciplina in cui ha conquistato in diverse edizioni dei Giochi Mondiali della Medicina  2 medaglie d’argento e 4 di bronzo.Ricopre la carica di direttore scientifico di un’agenzia di comunicazione multimediale, svolge una intensa attività divulgativa su temi di educazione sanitaria e sportiva e ha contribuito a pubblicazioni su salutismo e nutrizione.

Pubblicazioni-Edizioni Sperling & Kupfer:
2006: “Lo sport giusto per il tuo bambino”. Come scegliere l’attività fisica più idonea per i nostri figli.
2011: “L’alimentazione giusta per tuo figlio”, collaborazione con l’autrice Gigliola Braga
2013: “Lo sport che fa bene al tuo bambino”

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