La Pagina del Doc: diabete e obesità, costi notevoli e uno stile di vita da migliorare

Diabete e obesità ci costano nove miliardi di euro all’anno

All’ottava edizione dell’Italian Barometer Diabetes Forum appena svoltasi a Roma, organizzata dall’Università di Tor Vergata e da Italian Barometer Diabetes Observatory (IBDO) Foundation, con oltre 200 esperti del mondo accademico, clinico e sanitario, grande scalpore hanno suscitato i dati di natura economica legati a due patologie strettamente correlate tra loro ed in costante aumento.

Obesità e sovrappeso sono infatti responsabili di una esborso annuale a carico del nostro SSN pari a circa 4,5 miliardi di euro, ai quali se ne devono aggiungere almeno altrettanti per via dei costi indiretti, rappresentati da voci come perdita di produttività, assenteismo e mortalità precoce; in particolare, un terzo di questo fiume di denaro speso è imputabile al diabete.

«Nel nostro Paese il 10% della popolazione è obeso e il 40% in sovrappeso, ma le proiezioni dell’Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS) entro 15 anni portano quasi al raddoppio della prevalenza di obesità che sommata al sovrappeso interesserà circa il 70% della popolazione», ha annunciato Paolo Sbraccia, presidente della Società Italiana dell’Obesità.

Un quadro sconfortante, se si considera che, a livello mondiale, l’OMS stima che circa il 58% del diabete mellito, il 21% della malattie coronariche e quote comprese tra l’8 e il 42% di certi tipi di cancro siano attribuibili all’obesità».

“Quest’ultima – ha aggiunto Walter Ricciardi, Direttore del Dipartimento di Sanità Pubblica dell’Università Cattolica di Roma e Commissario dell’Istituto Superiore di Sanità – è responsabile della perdita ogni anno di circa 94 milioni di anni di vita aggiustati per disabilità, con un incremento di più dell’80% negli ultimi 20 anni. Tutto ciò si traduce in un costo individuale, sociale, sanitario ed economico che rischia di divenire insostenibile”.

Un importante contributo alla spesa indotta dall’obesità è poi riconducibile al diabete di tipo 2, in gran parte causato dai problemi di sovrappeso, anche non particolarmente esagerato, e che pure si associa a un più elevato rischio di malattie cardiovascolari.

Ancora una volta, i numeri forniti dagli studiosi sono impietosi: in particolare, al di sotto dei 55 anni l’obesità grave aumenta di 16 volte il rischio di avere il diabete, mentre sopra i 65 anni la prevalenza di questa patologia cronica, che genera gravi complicazioni a carico di occhi, arti, reni, cervello e apparato cardiovascolare, passa dal 12,5% fra i normopeso al 38,7% fra i grandi obesi.

Fa poi una certa impressione apprendere che, per esempio, nella sola Milano, i diabetici riconosciuti e come tali trattati sono già 60.000, ma secondo me deve destare ancora più scalpore sapere che in città esistono almeno, del tutto ignari, altri 20.000 casi che non sono stati ancora diagnosticati: in pratica, con i soli malati meneghini di diabete si potrebbe riempire lo Stadio Meazza in ogni ordine dei posti…

A margine di queste considerazioni, segnalo che proprio in questi giorni, sulle spiagge della Romagna, ha preso il via la lodevole campagna “Diabete Beach”, che diffonderà materiale divulgativo, ricco di informazioni per un adeguato e sano stile di vita; in particolare, un opuscolo preparato dal nutrizionista Aldo Vallicelli, con dieci consigli per una corretta alimentazione.

Ma al di là di queste iniziative “locali”, tornando a ragionare sul piano nazionale, e considerato che è stato da poco stipulato l’accordo raggiunto dalla Conferenza Stato-Regioni che prevede la riduzione di 2,35 miliardi del fondo per la sanità 2015, e che sono stati al contempo annunciati nuovi ulteriori risparmi da portare avanti nel settore, diventerà imperativo trovare capitoli di spesa da tagliare.

Insomma, ci sarà da correre… e non è un semplice modo di dire, nel senso che già solo aumentando l’attività fisica è ampiamente dimostrato che si fa un’ottima prevenzione verso questa e altre patologie indotte dalla sedentarietà.
Dunque, quale momento migliore delle ferie può esserci per darsi una mossa e incrementare il proprio dinamismo?

Buone vacanze.
Carlo Napolitano

Carlo Napolitano, medico pediatra, neonatologo e adolescentologo, si occupa da molti anni di attività sportiva e nutrizione e ha svolto funzioni di medico sociale e accompagnatore di squadre giovanili. Appassionato sportivo, si è dedicato alla pallavolo agonistica, prima da giocatore ed in seguito come allenatore, mentre attualmente pratica il tennistavolo, disciplina in cui ha conquistato in diverse edizioni dei Giochi Mondiali della Medicina 2 medaglie d’argento e 4 di bronzo.Ricopre la carica di direttore scientifico di un’agenzia di comunicazione multimediale, svolge una intensa attività divulgativa su temi di educazione sanitaria e sportiva e ha contribuito a pubblicazioni su salutismo e nutrizione.
Pubblicazioni-Edizioni Sperling & Kupfer:
2006: “Lo sport giusto per il tuo bambino”. Come scegliere l’attività fisica più idonea per i nostri figli.
2011: “L’alimentazione giusta per tuo figlio”, collaborazione con l’autrice Gigliola Braga
2013: “Lo sport che fa bene al tuo bambino”

 

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *