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La pagina del DOC numero 151 - 01/2020 - anno 7

La Pagina del Doc: Bonus latte artificiale. Non sarà invece un malus?

Che  i nostri attuali governanti siano a dir poco propensi a cercare di catturare facili consensi con misure demagogiche, utilizzabili al momento opportuno (chissà, prima o poi si spera che ci possa ricapitare di votare…) per scopi propagandistici, lo si era capito da tempo.Consideriamo ad esempio l’assegno di natalità, forse meglio conosciuto come bonus bebé: se da un certo punto di vista esso può apparire in fondo un modo piuttosto semplicistico per cercare di indurre una coppia a mettere al mondo un figlio, c’è da riconoscere che dall’altro può almeno produrre pure un piccolo effetto di miglioramento del nostro disastroso rapporto nazionale tra nascite e decessi, che con le prime in costante calo, dà luogo come si sa ad un invecchiamento medio sempre maggiore della nostra popolazione.

Se poi analizziamo il bonus asili nido, che dovrebbe incentivare la frequentazione sin dalla più tenera età di queste comunità, è plausibile che possa generare maggiori possibilità per le mamme di cercare un’occupazione, e magari anche qualche probabilità in più di trovarla.

Però mi sarebbe piaciuto, e e sembrato doveroso, che a questo tentativo di politica del “tutti al nido!” fosse abbinata anche la tanto necessaria dichiarazione d’intenti per attuare una più seria e puntuale sorveglianza delle condizioni ambientali di queste strutture. Non tutte infatti si presentano con le caratteristiche ideali per ospitare i giovani cuccioli: sovraffollamento e inadeguata gestione delle temperature nelle stanze, dove spesso con i deleteri (e fuorilegge) 25-26°C non viene nemmeno garantito un adeguato ricambio dell’aria, le rendono tutt’altro che salubri. 

Noi pediatri sappiamo bene che, ogni anno, la patologia nelle comunità scoppia in concomitanza con l’accensione delle caldaie, perché la Scienza ha dimostrato con certezza che i germi pullulano proprio negli ambienti troppo riscaldati e chiusi, e non sono i rigori più o meno accentuati del freddo esterno a far ammalare i bambini.

Ma veniamo all’ultima invenzione dei nostri ineffabili cercatori di consenso, il bonus latte artificiale, destinato alle donne che abbiano problematiche per quanto concerne l’allattamento al seno. 

A parte i produttori ed i commercianti delle formule che cercano di sostituire il latte materno, per i quali questa trovata è una sorta di strenna natalizia anticipata da parte del governo, chiunque abbia un po’ di buon senso e di etica dovrebbe sentirsi in dovere di opporsi.

Trattasi infatti di un provvedimento che è indiscutibilmente contrario alle indicazioni sia di tutte le Società Scientifiche che dell’OMS su questo delicato argomento di alimentazione neonatale, nonché allo spirito del Codice Internazionale sulla commercializzazione dei sostituti del latte materno.

Appare evidente che i nostri politici creano così il rischio di ridurre la diffusione dell’allattamento al seno, in particolare proprio in quei primi, importantissimi, sei mesi di vita del bambino.  Se un investimento in quell’ambito andava fatto, doveva essere di segno esattamente opposto: negli States gli incentivi economici alle nutrici di basso reddito, hanno consentito un aumento del tasso di allattamento materno, facendo al contempo risparmiare soldi alle organizzazioni di welfare che si occupano di sostenere il costo di un eventuale allattamento artificiale.

Tra l’altro, va detto che il contribuito economico per l’acquisto di ‘latte artificiale’ alle donne che, per effetto di patologie piuttosto rare, non siano in grado di allattare al seno, è già previsto in diverse regioni (Piemonte, Emilia Romagna, Toscana, Friuli Venezia Giulia, ecc…), e la sporadicità di queste situazioni non giustifica di certo un provvedimento inserito in una Legge Finanziaria.

Perché poi potrebbe capitare che, nella speranza di poter ambire ad un incentivo, anche le mamme che abbiano scelto inizialmente di allattare al seno,  alla prima difficoltà si scoraggino più facilmente, arrendendosi all’idea di passare al più comodo ma meno salutare biberon.

Carlo Napolitano

Carlo Napolitano, medico pediatra, neonatologo e adolescentologo, si occupa da molti anni di attività sportiva e nutrizione e ha svolto funzioni di medico sociale e accompagnatore di squadre giovanili. Appassionato sportivo, si è dedicato alla pallavolo agonistica, prima da giocatore ed in seguito come allenatore, mentre attualmente pratica il tennistavolo, disciplina in cui ha conquistato in diverse edizioni dei Giochi Mondiali della Medicina  2 medaglie d’argento e 4 di bronzo.Ricopre la carica di direttore scientifico di un’agenzia di comunicazione multimediale, svolge una intensa attività divulgativa su temi di educazione sanitaria e sportiva e ha contribuito a pubblicazioni su salutismo e nutrizione.

Pubblicazioni-Edizioni Sperling & Kupfer:
2006: “Lo sport giusto per il tuo bambino”. Come scegliere l’attività fisica più idonea per i nostri figli.
2011: “L’alimentazione giusta per tuo figlio”, collaborazione con l’autrice Gigliola Braga
2013: “Lo sport che fa bene al tuo bambino”

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