La pagina del Doc: Autunno, tempo di funghi

Siamo alle porte della stagione autunnale, da sempre considerata come la più favorevole per gli appassionati della ricerca dei funghi, hobby a cui sembra che si dedichi ogni anno un numero sempre maggiore di persone.

Trattasi di un passatempo molto sano sotto il profilo fisico, perché comporta diverse ore di cammino, in ambiente di norma salubre; ma a beneficiare di questa attività, decisamente aerobica, non sono soltanto come si potrebbe semplicisticamente pensare gli apparati respiratorio, cardiovascolare e locomotore.

In realtà l’esercizio ginnico richiesto è piuttosto completo: per esempio, anche le braccia vengono chiamate in causa frequentemente, laddove nei passaggi meno agevoli si renda necessario un appoggio vigoroso sulle indispensabili racchette o sul più classico bastone, oppure quando sia necessario spostare fronde o sollevare rami che potrebbero nascondere qualche preziosa sorpresa del bosco.

Inoltre, sono innumerevoli i piegamenti e le torsioni che vengono effettuate per compensare e rendere più stabile la postura mentre ci si trova magari in un tratto pendente, o per migliorare la visione del punto di bosco da esplorare se la vegetazione è fitta, o infine per raccogliere i frutti della ricerca.

Ma persino gli occhi traggono vantaggi da questo genere di passatempo: infatti la continua necessità di mettere a fuoco a distanze diverse, concentrando l’attenzione su particolari del bosco alla ricerca degli esemplari di fungo commestibili, che a volte risultano solo parzialmente visibili perchè si celano sotto le foglie, o fanno capolino in tappeti di muschio, è una ginnastica oculare molto benefica e rilassante, che ne rilassa la muscolatura che si occupa del movimento dei bulbi e migliora l’accomodamento visivo.

Infine, e questo appare scontato, anche gli apparati olfattivo e, soprattutto, gustativo possono essere notevolmente gratificati da questa attività, qualora ovviamente gli sforzi della ricerca siano coronati da successo: ma per questo occorre l’assoluta certezza di aver raccolto funghi edibili.

Pare infatti che il continuo aumento del numero di “fungiatt” abbia comportato un proporzionale incremento dell’incidenza di intossicazioni, anche gravi, dovute al fatto che il bottino non sempre viene valutato da persona esperta, in grado cioè di riconoscere e distinguere con la dovuta sicurezza i vari tipi di esemplari per avallarne il consumo.

Deve in effetti essere sottolineato che, in base alle statistiche, praticamente in tutti i casi di intossicazione che vengono registrati, i funghi coinvolti non sono mai stati sottoposti a un controllo ufficiale: coloro che li hanno raccolti spesso dichiarano di averli in passato già consumati parecchie volte, o di averli semplicemente confrontati con le immagini riportate su un libro o un manifesto, cosa che espone ad un notevole rischio d’errore.

Ma oltre che per una questione di varietà, altri due parametri giocano un ruolo molto importante in questo ambito: a volte, e non di rado, i problemi sorgono per ragioni di quantità di funghi consumata. Essi rientrano infatti tra i cibi meno digeribili, al punto che che non andrebbero mai dati a bambini che non siano come minimo già in età da scuola dell’obbligo, e farsi tentare dalla gola esagerando nella loro ingestione può generare pesanti disavventure gastroenteriche.

Da ultimo, ma non per importanza, del tutto rilevante è il problema del corretto utilizzo di questi alimenti, perché sono numerosi anche gli intossicati per aver consumato funghi di varietà assolutamente commestibile, ma in cattivo stato di conservazione: troppo maturi, o marcescenti, o cucinati in maniera inadeguata (cottura troppo breve).

Il consiglio, pertanto, è di sottoporre il proprio raccolto agli Ispettorati Micologici delle ASL, ove personale qualificato, da settembre a novembre, del tutto gratuitamente, non solo ne potrà identificare la varietà ed autorizzare il consumo, ma anche fornire indicazioni sulle migliori modalità di conservazione e preparazione, diverse da specie a specie.

Carlo Napolitano

Carlo Napolitano, medico pediatra, neonatologo e adolescentologo, si occupa da molti anni di attività sportiva e nutrizione e ha svolto funzioni di medico sociale e accompagnatore di squadre giovanili. Appassionato sportivo, si è dedicato alla pallavolo agonistica, prima da giocatore ed in seguito come allenatore, mentre attualmente pratica il tennistavolo, disciplina in cui ha conquistato in diverse edizioni dei Giochi Mondiali della Medicina 2 medaglie d’argento e 4 di bronzo.Ricopre la carica di direttore scientifico di un’agenzia di comunicazione multimediale, svolge una intensa attività divulgativa su temi di educazione sanitaria e sportiva e ha contribuito a pubblicazioni su salutismo e nutrizione.
Pubblicazioni-Edizioni Sperling & Kupfer:
2006: “Lo sport giusto per il tuo bambino”. Come scegliere l’attività fisica più idonea per i nostri figli.
2011: “L’alimentazione giusta per tuo figlio”, collaborazione con l’autrice Gigliola Braga
2013: “Lo sport che fa bene al tuo bambino”

 

Un commento

  1. Luciana Brusa

    Ho letto con attenzione questo interessantissimo e attuale articolo, proprio nei giorni in cui anche in internet molti cercatori di funghi postano foto dei loro bottini, a volte poco credibili …Mangio solo funghi porcini o comunque altre specie ( mazze di tamburo, ovoli, galletti e famigliole ). Certo li compro in negozi specializzati e sicuri. Credo che abbia molta ragione il dottor Napolitano nel raccomandare prudenza e misura nel consumo e nella cottura di questo ottimo e profumato prodotto naturale nel colorato e magico autunno.

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