La Pagina del Doc: farsi una pera può far bene alla salute!

So che questo titolo potrebbe apparire provocatorio e indurre in errore: ovviamente la pera a cui mi riferisco non è costituita da sostanze estranee, stupefacenti o dopanti, bensì dal frutto; ma questo slogan, che se state leggendo evidentemente ha raggiunto lo scopo di attirare la vostra attenzione, è  ispirato da una recente indagine realizzata negli Stati Uniti.

E’ stato infatti pubblicato  sul Journal of Nutrition and Food Science uno studio condotto da un gruppo di ricercatori della Lousiana State University, che hanno esaminato i risultati di una indagine durata ben 9 anni – il National Health and Nutrition Examination Survey –  su una popolazione di oltre 24.000 individui, tutti maggiorenni.

Nei soggetti interessati dalla ricerca sono stati accuratamente valutati diversi parametri nutrizionali e comportamentali, facendo giungere gli studiosi alla conclusione che, a parità di dispendio energetico legato all’attività fisica e introito calorico giornaliero medio, chi mangiava abitualmente pere risultava più magro e presentava addirittura il 35% di probabilità in meno di sviluppare uno stato di obesità, nonché tutte le assai poco piacevoli problematiche ad essa correlate (diabete, ipertensione, ecc…)

Risulta sicuramente facile attribuire a questo frutto indiscutibili meriti, in quanto sappiamo che vanta caratteristiche molto apprezzabili dal punto di vista salutistico: ogni 100 grammi di parte edibile, nella varietà Abate che è la più dietetica, esso fornisce infatti solamente 35 calorie però con quasi 4 grammi di fibre, nonché apporti importanti di acqua, vitamina C, magnesio, potassio e calcio.

A titolo di confronto, facendo il paragone con un altro frutto tipicamente utilizzato come fuoripasto per contrastare un languore di stomaco, una quantità identica di mela apporta 53 calorie e contiene la metà delle fibre, risultando quindi contemporaneamente non soltanto meno saziante, ma anche con il 50% in più di valore energetico. Solo la varietà Granny Smith, a cui ho dedicato tempo fa un articolo (Sport & Work n.52 del 9 giugno 2015), è considerabile equivalente alle pere dal punto di vista degli apporti nutrizionali.

Volendo invece fare poi un paragone con la banana, che per la praticità di non dover essere lavata risulta uno spuntino comodo soprattutto fuori casa, e spesso molto gradito dai giovanissimi, essa ogni 100 grammi di polpa non contiene una maggior quantità di fibre rispetto ad una mela, ma arriva a fornire ben 65 calorie.

Ben vengano quindi le pere sulle nostre tavole e, soprattutto, nei fuoripasto dei nostri bambini; ma per completezza di informazione, o per coloro che non le gradissero, segnalo come rispetto ad esse esistano in natura altri frutti, magari non tutti comodissimi da consumare in mobilità, ma che vantano apporti calorici uguali od ancora più ridotti, e comunque una sufficiente quantità di fibre.

Infatti, in 100 g di parte edibile di pesca o di susine o di arancia o di popone si trova pressocché lo stesso potere energetico della pera  Abate, mentre a parità di porzione, le fragole e le percoche (30 kcal), l’albicocca (28 kcal), il melone d’inverno (22 kcal ) e l’anguria (15 kcal) risultano essere addirittura meno caloriche.

Nelle pere fibre, vitamina C, magnesio e potassio

«Nello studio si parla del beneficio legato allo stile di vita in generale e in particolare a un adeguato consumo di alimenti ricchi di fibra, vitamina C, magnesio e potassio. La pera è solo uno dei tanti frutti che contengono questi nutrienti così come molti ortaggi. Si può quindi affermare – spiega la dottoressa – che probabilmente viene attribuito alla pera un beneficio che in realtà potrebbe essere riconducibile a buone abitudini alimentari in generale. Infatti nello studio vengono esclusi a priori i soggetti che non raggiungono un punteggio stabilito in un test validato che misura la qualità della dieta. La relazione fra stile di vita e incidenza minore di obesità e sovrappeso si conosce da tempo, difficile attribuire solo al consumo di pere la garanzia di un peso normale».

(Per approfondire leggi qui: Frutta, prima o dopo i pasti? Se abbondanti, meglio dopo)

La pera è un frutto molto leggero. La fonte di energia è quasi esclusivamente il suo contenuto di carboidrati (94%) e l’apporto di acqua è dominante con 87,4 grammi. «Con un apporto calorico modesto, circa 60 kcal, una pera contiene un buon quantitativo di fibra, minerali e vitamine. Un frutto medio contiene 5.7 g di fibra (5% dei LARN*), vitamina C 6 mg (6% dei LARN), magnesio 10.5 mg (4.3% dei LARN), potassio 190 mg (13% dei LARN), calcio 16.5 mg (1.6% dei LARN)», conclude la specialista.

Carlo Napolitano


Carlo Napolitano
, medico pediatra, neonatologo e adolescentologo, si occupa da molti anni di attività sportiva e nutrizione e ha svolto funzioni di medico sociale e accompagnatore di squadre giovanili. Appassionato sportivo, si è dedicato alla pallavolo agonistica, prima da giocatore ed in seguito come allenatore, mentre attualmente pratica il tennistavolo, disciplina in cui ha conquistato in diverse edizioni dei Giochi Mondiali della Medicina  2 medaglie d’argento e 4 di bronzo.Ricopre la carica di direttore scientifico di un’agenzia di comunicazione multimediale, svolge una intensa attività divulgativa su temi di educazione sanitaria e sportiva e ha contribuito a pubblicazioni su salutismo e nutrizione.

Pubblicazioni-Edizioni Sperling & Kupfer:
2006: “Lo sport giusto per il tuo bambino”. Come scegliere l’attività fisica più idonea per i nostri figli.
2011: “L’alimentazione giusta per tuo figlio”, collaborazione con l’autrice Gigliola Braga
2013: “Lo sport che fa bene al tuo bambino”

 

 

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