La fuga dei clienti da MPS

Si moltiplicano le cronache sulla crisi della banca più antica del mondo. Ultima è quella sulla fuga dei clienti. Ma che avrebbero dovuto fare in assenza di progetti convincenti per il suo rilancio?foto-luciano

E’ stata pubblicata oggi una impietosa rassegna della debacle della banca senese sul fronte della clientela, oltre a quella borsistica. Lascio il dettaglio dei numeri alla lettura dell’articolo riportando però un passaggio significativo:

“…per non saper nè leggere nè scrivere i clienti i Mps hanno in via prudenziale preferito alleggerire le posizioni sulla banca”.

Non è incapacità dei clienti, anche metaforicamente, il non saper nè leggere nè scrivere , ma oggettiva impossibilità nei fatti. Cosa avrebbero dovuto leggere questi clienti per adottare un comportamento diverso? Non esiste nella comunicazione aziendale, di banche e non, la pratica di pubblicare periodicamente, almeno una volta all’anno, un documento progettuale rivolto a tutti gli stakeholder (clienti, fornitori, dipendenti, giornalisti, ecc.). Esso dovrebbe essere il Business Plan, inteso come dichiarazioni su cosa vuole fare l’azienda e non, come viene oggi interpretato, una previsione sul futuro. Inoltre oggi in genere, ma nemmeno sempre e per tutte le quotate, viene redatto esclusivamente per gli investitori; gli altri stakeholder sono ignorati (o tenuti buoni con stucchevoli tentativi di piaggeria come nel caso dei bilanci di sostenibilità).

Nel caso MPS l’unico documento è in inglese, rivolto come sempre agli investitori il cui giudizio è già espresso nelle performance del titolo, e ignora totalmente i clienti, le loro esigenze, i benefici che potrebbero avere dai pochi e malamente descritti “cambiamenti” (perlopiù patrimoniali).

Questo avrebbero dovuto leggere i clienti?

E cosa e a chi avrebbero dovuto scrivere? A manager decisi e voluti da interlocutori diversi dal business e su elementi che, come scritto (in inglese) nel Business Plan, li ignorano totalmente?

Certo il problema patrimoniale, e degli NPL che ne sono la principale fonte, per una banca è vitale, ma risolto quello torna tutto a posto come prima?

Come riportava un articolo del New York Times sulle banche italiane, proposto dal nostro blog qualche mese fa, “gli economisti sostengono che qualsiasi miglioramento nella situazione debitoria sarà di breve respiro”.

Di fatti come si faranno nuovi ricavi, che dovrebbero essere la fonte naturale per un miglioramento patrimoniale? Per quale motivo i clienti, persone fisiche e aziende, dovrebbero preferire MPS ad altri istituti?

Ad un cliente non è dato di sapere. Allora perchè, in assenza anche di una stampa che ponga scomodi interrogativi se non quando già li fanno tutti gli altri, dovrebbe continuare a tenere i soldi lì dove potrebbe addirittura perderli?
Luciano Martinoli
luciano.martinoli@gmail.com
l.martinoli@cse-crescendo.com

 

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *