La conquista della Luna, Il CAT di Trezzano con Paolo Attivissimo

Paolo Attivissimo al Circolo Astrofili Trezzano

Seguito con grande interesse del pubblico l’evento dello scorso 10 gennaio tenutosi al Centro Socio Culturale C.A. Dalla Chiesa, a Trezzano sul Naviglio. Il Circolo Astrofili , associazione attiva della divulgazione dell’astronomia, ha invitato Paolo Attivissimo, giornalista scientifico esperto di  astronautica ed esplorazioni spaziali.

L’epopea della conquista della Luna, falsificazione o verità  storica?

Quando i posteri guarderanno al secolo appena trascorso,  a parte le innumerevoli guerre, due delle quali mondiali, ricorderanno  tra i fatti epocali del  il ‘900  la diffusione dei mezzi di  della comunicazione di massa e di internet.  Sicuramente un altro fatto che ha cambiato per sempre il destino dell’uomo è rappresentato    dall’inizio dell’era spaziale e  la conquista della Luna.  Avvenuta ormai più di quarant’anni fa, appare a volte come un ricordo sbiadito… forse  neppure reale.  Messa in discussione da parte di vari sostenitori dell’idea di un colossale complotto, fu in realtà il risultato della competizione di due superpotenze , Stati Uniti ed Unione Sovietica ,  e di uno sforzo economico, tecnologico  ed  industriale enorme.

La teoria del complotto piaceanche ad Hollywood

foto capricorn one
una scena del film Capricon One

Gradevole come film di fantascienza, uscito nel 1978, la trama del  film Capricorn  One, ( Usa, 1978)
nasce probabilmente sull’onda   di chi sostenne  che la Nasa orchestrò una colossale messinscena, voluta dal governo degli Sati uniti per fini propagandistici.

Nel film  tre ignari astronauti, convinti di partire con un’astronave per pianeta Marte, vengono in realtà sequestrati dalla Nasa e costretti sotto minaccia  a girare false scene della missione in uno studio televisivo, mentre l’astronave parte sì per il pianeta Marte, ma senza di loro.  

I sistemi vitali dell’astronave infatti non avrebbero garantito la loro sopravvivenza, ma lo show deve continuare, o la Nasa si vedrà tagliare una fetta importante del proprio bilancio.  Tutto si svolge regolarmente, ma quando la capsula senza equipaggio ritorna dal pianeta Marte,  si distrugge al rientro in atmosfera terrestre.

I tre sono ufficialmente morti, e la Nasa non può che, nemmeno troppo a malincuore, prendere la decisione di eliminarli. Inizia così un thriller fantascientifico entusiasmante; gli astronauti non ci stanno a svanire nel silenzio, si impadroniscono di un aereo e tentano la fuga. L’aereo però li costringe ad un atterraggio di emergenza in pieno deserto. I tre non si perdono d’animo, non possono tornare indietro; si separano , incamminandosi in tre direzioni diverse, mentre i killer della Nasa li inseguono. Due non ce la faranno, ma il  terzo apparirà  al suo funerale, smascherando l’inganno criminoso. Come dicevamo , bello come film di fantascienza, ma poco realistico. Nel film la Nasa è composta da un direttore senza scrupoli e qualche sicario.

Nella realtà, al programma Apollo lavorarono più di 400.000 persone, in uffici pubblici quanto in aziende private. La conquista della Luna fu certamente merito dell’ingegno  e del lavoro di centinaia di migliaia di persone, e da un manipolo di temerari che, correndo rischi altissimi, varcarono quel nero spazio che ci separa dalla Luna.

Esseri umani o freddi robot?

Paolo Attivissimo, appassionato ed esperto di astronautica, nel suo intervento ha illustrato al pubblico quella affascinante avventura che fu appunto la conquista della Luna, arricchendo l’esposizione con aneddoti sulle vite di quegli strani esseri che chiamiamo astronauti. foto luna, si ci siamo andati

In modo simpatico e divertente Attivissimo ha saputo “ umanizzare” gli astronauti,  le storie  e gli episodi di vita  anche quotidiana, che hanno restituito quella umanità che  i media di allora avevano loro tolto,  dipingendoli come eroi senza alcun dubbio o paura, o come insensibili militari addestrati ad obbedire.    Così  nel corso del racconto scopriamo che  non   tutto fu  rose e fiori. La competizione con l’Unione Sovietica era serrata;  gli scienziati russi, all’oscuro dell’occidente, stavano approntando un potente vettore  in grado di portare due cosmonauti sulla  Luna.  Primo uomo nello spazio, Yuri Gagarin aveva dimostrato l’iniziale superiorità tecnologica dei sovietici all’inizio  degli anni sessanta. La corsa era continuata con la prima donna nello spazio, Valentina Tereshkova, e dalla prima uscita extraveicolare. L’immagine di Leonov che fluttuava nello spazio fece il giro del mondo  e si conquistò la copertina della rivista Live; i cosmonauti sovietici si aggiudicarono un rekord dopo l’altro.  Gli stati Uniti si trovarono così a rincorrere un avversario temibile; la sfida lanciata da Kennedy nel 1961, di portare un uomo sulla Luna e riportarlo sano e salvo terra entro la fine del  decennio, fu davvero una sfida epocale. Gli anni seguenti segnarono diversi successi in entrambi gli schieramenti. Una fiducia eccessiva nei  risultati raggiunti  e la competizione serrata portarono a sottovalutare i rischi; il prezzo pagato da entrambi i contendenti fu alto. I sovietici persero il comandante Komarov,  precipitato con la nuova Sojuz, l’astronave che doveva regalare la Luna all’Unione Sovietica ; gli americani persero tre astronauti, Grissom, White e Chaffe, nel terribile incendio dell’Apollo 1 durante un banale test a terra. La strada per le stelle  fu costellata dalle asperità, come recita la  targa posta alla base della rampa dove perse la vita l’equipaggio dell’Apollo 1.
L’enorme impiego di mezzi  profuso dagli Stati Uniti diede in seguito i risultati sperati. Costi davvero “ astronomici” ; alla Nasa si stimò che il costo doveva aggirarsi tra i 10 e 20 miliardi di dollari.. non sbagliarono. In molti si chiesero se ne valesse la pena; era  giusto spendere tanti soldi, quando ancora in America non tutta la popolazione era affrancata dalla povertà? 
Eppure, questo oceano di denaro, questa titanica impresa, costò agli americani “solo” come tre mesi di guerra in  Vietnam. La ricaduta in campo industriale e tecnologico fu enorme. Ogni giorno, quando guidiamo ed il nostro navigatore ci aiuta nel percorrere la strada più breve, o lavoriamo davanti al nostro computer, riflettiamo un momento che nulla di tutto questo sarebbe stato realizzato  in questo tempo, senza la corsa alla Luna. 

L’assenza di un grande sogno.

E’ stato poi chiesto ad Attivissimo cosa ci riserva il futuro. Al momento  le economie emergenti sembrano aver riscoperto l’interesse per la Luna. Un rover  dell’agenzia spaziale cinese è sbarcato recentemente sulla superficie del nostro satellite naturale.  La Nasa avrebbe in programma la costruzione di un base lunare, ma i pesanti tagli di bilancio per ora sembrano frenare la realizzazione di progetti a lungo termine. Paolo Attivissimo afferma che la questione ha anche altri aspetti:  il salto dalla scaletta dal modulo lunare Eagle, compiuto da Neil Armstong, fu davvero un balzo gigantesco per l’umanità. Per gli astronauti moderni, la conquista del Pianeta Rosso non avrebbe le stesse implicazioni.

Alla Nasa mancherebbe un “grande sogno” quale fu la conquista della Luna per  il presidente Kennedy ed i vertici della Nasa di allora.

Ci piace pensare che probabilmente il sogno esiste, devono soltanto verificarsi le condizioni sociali, economiche ma anche tecnologiche giuste perché  possa diventare realtà.  Certo è il fatto che una missione  odierna, con i rischi che furono accettati alla fine degli anni sessanta, oggi non sarebbe approvata da nessuna agenzia spaziale. Ma chi può dire cosa sarà possibile realizzare nel prossimo futuro? Forse il bimbo, o la bimba che cammineranno sulla superficie del Pianeta Rosso, sono già nati.

Norberto Milani.

Nota dell’Editore:

Paolo Attivissimo, nato a York (GB) nel 1963, vive a Lugano con moglie, figlie, 2,5 gatti (Ciuffo, Pallina, Ombra) e 7 computer. Scrittore e giornalista informatico, conduttore dal 2006 della trasmissione Il Disinformatico della Radiotelevisione Svizzera, autore o coautore di 18 libri d’informatica divulgativa e del blog Disinformatico.info, consulente di Radiotelevisione Svizzera, Mediaset e RAI e conferenziere su nuove tecnologie, cospirazionismi, bufale e disinformazione mediatica. Gestisce il Servizio Antibufala (oltre 9 milioni di visitatori) e scrive o ha scritto articoli per La Borsa della Spesa, Wired.it e Le Scienze. Presidente del CICAP Ticino, associazione dedicata allo studio scientifico dei presunti fenomeni paranormali e delle pseudoscienze. Nato a York (GB) nel 1963, vive a Lugano con moglie, figlie, 2,5 gatti (Ciuffo, Pallina, Ombra) e 7 computer.
Libri più recenti:
“Facebook e Twitter: manuale di autodifesa” (2013), Moon Hoax: Debunked! (in inglese, 2013) e “Luna? Sì, ci siamo andati!” (risposte ai dubbi sugli sbarchi lunari, 2010).
Riconoscimenti:
Tweet Award 2011 come “twittero più geek”. Disinformatico.info ha vinto il premio Macchianera 2008, 2009 e 2013 come miglior blog tecnico-divulgativo di lingua italiana.

 

 

 

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