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Sport & Work n.73 – 10/2016 -anno 3 La cattiveria nello sport e nel management

Il medico buono fa male al paziente, è un’espressione ricorrente per sottolineare che a volte essere crudi e diretti aiuta di più che addolcire le pillole.

Abbiamo assistito in questi giorni ad una splendida vicenda sportiva del nuoto italiano a Londra : premiati come “best team” per aver portato più nuotatori in finale di qualsiasi altro Paese europeo (compresa la Gran Bretagna che giocava in casa).

Le medaglie d’oro sono state favolose, alcune indimenticabili come la coppia Paltrinieri Detti più volte al tetto d’Europa, la Cagnotto invincibile proprio a Londra dove aveva avuto esperienze grame alle Olimpiadi e uno stuolo di atleti che sono andati a medaglia in varie specialità, compresa la regina della velocità, i 100 metri stile libero con il magnifico Dotto. Ma ciò che impressiona di più è la costante presenza in zona medaglia delle staffette, che vuol dire “squadra”, dove pure abbiamo pagato lo scotto di una squalifica (per centesimi di anticipo di Dotto) e una serata no, l’unica delle nostre ragazze dei 200 sl.

Ma una sensazione diversa ce l’ha offerta, una volta di più, la Federica nazionale.

Non era al massimo della forma e ha portato a medaglia le varie staffette a cui ha partecipato, meno la “sua” dei 200 stile libero, accumulando una frustrazione che lei stessa ha definito “cattiveria”, ovviamente in senso buono sportivo.

Ebbene, la nostra Pellegrini è andata in finale con il secondo tempo e tutto faceva presagire che non ce l’avrebbe fatta a vincere. Già dalla prima vasca si capiva che c’era chi era più forte di lei, ma nella seconda si è rifatta un pochino sotto, nella terza era terza, abbastanza distanziata dalla prima, ma l’ultima vasca è stata da sogno, un recupero continuo, di centimetri, fino al rush finale dove, non si sa come, è riuscita a mettere la mano sul bordo quattro centesimi prima dell’amica rivale olandese, conquistando il quarto oro consecutivo agli europei. Fantastico.

Naturalmente Federica non può togliere la scena agli altri nostri vittoriosi atleti, tuttavia quando ha parlato di “cattiveria” in più maturata dopo la delusione, ha indicato una via interessante anche per il Management.

Quante iniziative sono state intraprese in questi anni duri dell’economia da Imprenditori e Manager e quante hanno portato delusioni? Chi è accanto al mercato e legge con continuità quello che succede nei vertici aziendali, si rende conto di come si tenda ad abbattersi, a identificarsi con le sconfitte, con le negatività, attribuendo a cause esterne i disagi che incontrano.

In un mercato difficile, in un confronto sempre più arduo con tanti Paesi avvantaggiati da costi e leggi più favorevoli, ci vuole “cattiveria”, sì occorre, come Manager e Imprenditori, avere meno insano buonismo e agire con determinazione, con durezza, se serve, imprimendo alle decisioni e ai cambiamenti quella “vis eroica” che la competizione richiede.

E’ un fatto di stato d’animo, di atteggiamenti, di determinazione, di apertura mentale, di “crederci” che caratterizza i vincenti come la Pellegrini (e gli altri nostri ori e argenti e bronzi di Londra) e anche di clima e di cultura organizzativa che bisogna saper creare, come hanno fatto allenatori e dirigenti del nuoto, traendo potenzialità inaspettate proprio dalla forza integrata del team.

E’ anche questo che manca alle nostre Aziende, la “fame” di vittorie che trasforma la “cattiveria” in risultati.

 

Giorgio Cozzi

Giorgio Cozzi, Sociologo e Psicologo

– CEO di ISO Interventi Socio Organizzativi Srl

– Partner Italiano di Extended Disc (Piattaforma evoluta di Analisi dei Comportamenti

– ex Presidente di ASSORES (Associazione fra Società di Selezione)

– Membro attivo di CRESCITA (Associazione fra Società di Ricerca e Selezione del Personale

– Autore di Turbomanagement – Sperlimg & Kupfer (con Bucci e Sprega)

– Autore di Turbomanagement 2 – Franco Angeli Editore

– Autore di Cambia, Adesso! – Seneca Editore (con Gianluigi Olivari)

– Autore di Le parole segrete della vendita – Seneca Editore (con Gianluigi Olivari

– Trainer e Coach

– Esperto di BBS (Behavior Based Safety)

– Ha lavorato in Azienda presso Banca Popolare di Novara – Cotonificio Cantoni – Plasmon

– Ha lavorato vent’anni in un Gruppo Internazionale di Training (Tack International)

– Ha partecipato a Convegni Internazionali e Nazionali sul mondo del lavoro

 

(Presidente di AISM, Associazione Italiana Scientifica di Metapsichica, autore di libri sulla Parapsicologia).

 

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