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Sport & Work n.29 – Internet e l’utilità delle applicazioni APP

Le prime applicazioni studiate per internet, in gergo informatico app, risalgono alla metà degli anni Ottanta, ma in realtà è stato con l’avvento degli smartphones e dei tablet che hanno ottenuto un enorme quanto meritato successo, diffondendosi sempre di più e andando a creare servizi di supporto in molti casi davvero validi, disponibili per ogni utente che abbia acquisito un minimo di dimestichezze con esse.

I loro campi di applicazione sono i più vari, e ovviamente non mancano quelle concepite per esigenze collegate alla medicina e più in generale alla salute; alcune sono destinate all’utilizzo da parte di noi “camici bianchi”, quindi piuttosto specialistiche, ma ne esistono anche di tipo molto semplice e pratico, consultabili da chiunque abbia il device adatto, e spesso scaricabili gratuitamente dai cataloghi (Apple Store, Google Play, ecc…)

Per esempio, se  in un giorno festivo o di notte, avete bisogno di un determinato medicinale, magari non diffusissimo, esiste un’app dedicata alle Farmacie di turno, dove in pochi secondi vi viene comunicata la localizzazione di quelle aperte a voi più vicino, con relativi orario e numero di telefono per ottenere informazioni sulla reale disponibilità del farmaco ed evitare così peregrinazioni a vuoto.

Un’altra possibilità di chiedere aiuto alla moderna tecnologia è quella che offre il Dizionario alimentare a tutti coloro che hanno problemi di dieta e devono imparare a stimare il valore nutritivo di ciò che mangiano: questa applicazione fornisce informazioni sul contenuto calorico, nonché di carboidrati, lipidi, proteine e fibre di una grande varietà di cibi.

Si spazia dalla A di alici alla Z di zuppa inglese, e per consentire anche una stima abbastanza accurata della quantità di alimento che si ha nel piatto, in assenza della possibilità di pesarlo, vengono proposte tre diverse immagini di portate considerate small, medium e large con i relativi valori.

Ma le app più moderne non si limitano ad essere semplicemente consultabili. Da qualche mese, ad esempio, si è reso disponibile l’interessante Protechtor: in pratica, si tratta di un servizio che garantisce un aiuto tempestivo a chi si trova in pericolo, trasformando un semplice smartphone in uno strumento in grado di assicurare un pronto intervento in caso di necessità. Questa applicazione unisce la protezione con le funzionalità di geolocalizzazione e di tracciamento in tempo reale dell’utente; la centrale operativa, senza limiti spazio–temporali, ha la possibilità di stabilire addirittura un collegamento audio e video con la persona in pericolo, grazie al microfono e alla telecamera presenti sul dispositivo mobile, e di provvedere ad attivare le procedure di intervento tramite soggetti privati, forze dell’ordine o personale medico del servizio di continuità assistenziale, supportando l’utente fino alla risoluzione della situazione di rischio.

Il servizio consente quindi a malati, anziani, portatori di handicap, persone a rischio o affette da patologie croniche, di poter disporre 24 ore su 24, ad un costo accessibile, di un supporto prezioso per la gestione delle emergenze sanitarie; ma è chiaro che può tornare utile anche ad un target più ampio e variegato, come il pubblico femminile, i minori e tutti coloro che sono esposti a rischi di rapine, aggressioni e violenze personali a causa della professione che esercitano, oppure a chi viaggia, e infine a chi pratica sport potenzialmente pericolosi come l’alpinismo o l’escursionismo.

Dal mese scorso, poi, dall’Apple Store è scaricabile gratuitamente Salvati la pelle, una app che permette di conoscere l’intensità dei raggi del sole e di evitare quindi i rischi connessi ad una eccessiva esposizione alle radiazioni UV.

Realizzata dalla Fondazione Melanoma, e presto disponibile anche per i sistemi operativi Android, in pratica rivela quanto tempo sarà consentito stare ad abbronzarsi, non solo nel corso di una singola giornata ma per l’arco di una settimana.

Grazie al dispositivo di localizzazione GPS presente nel cellulare o nel tablet, è in grado di individuare la posizione dell’utente e di confrontare queste coordinate con i dati provenienti dai satelliti dell’ESA (Agenzia Spaziale Europea): può pertanto rilevare l’intensità dei raggi UV nel luogo esatto in cui si trova l’utente e fornire informazioni persino sullo spessore dello strato dell’ozono presente, indicando anche quale tipo di protezione utilizzare: cappellino, occhiali, maglietta o crema solare.   

In futuro è prevista la creazione di una versione ancora più personalizzata, perché sarà possibile conoscere il tempo di esposizione addirittura in base allo specifico fototipo della persona, determinato con una foto della pelle; va ricordato che il crescente numero di neoplasie cutanee riscontrate progressivamente negli ultimi 40 anni è sicuramente legato alla maggior quantità di radiazioni solari che investono la Terra, e limitare l’esposizione ad esse è quindi fondamentale per prevenire gravi problemi.

Infine, segnalo che è stata appena presentata dalla ASL di Milano Viaggia in salute, una app gratuita destinata a chi deve recarsi all’estero sia per lavoro che per svago. In base alla località di destinazione, essa informa sui rischi ad essa connessi (alimenti, insetti, ambiente, ecc…), fornisce una mappa delle malattie endemiche e i consigli per l’opportuna profilassi, e in pratica consente di fare una sorta di “check-in sanitario” prima della partenza.

Concludendo: spesso la tecnologia dei telefonini viene accusata di creare danni alla nostra salute, in particolare con l’esposizione a campi magnetici, ma grazie ad un sapiente utilizzo di queste app possiamo sicuramente riceverne anche vantaggi immediati e concreti per il nostro benessere. 

 

Carlo Napolitano

 

Carlo Napolitano, medico pediatra, neonatologo e adolescentologo, si occupa da molti anni di attività sportiva e nutrizione e ha svolto funzioni di medico sociale e accompagnatore di squadre giovanili. Appassionato sportivo, si è dedicato alla pallavolo agonistica, prima da giocatore ed in seguito come allenatore, mentre attualmente pratica il tennistavolo, disciplina in cui ha conquistato in diverse edizioni dei Giochi Mondiali della Medicina  2 medaglie d’argento e 4 di bronzo.Ricopre la carica di direttore scientifico di un’agenzia di comunicazione multimediale, svolge una intensa attività divulgativa su temi di educazione sanitaria e sportiva e ha contribuito a pubblicazioni su salutismo e nutrizione.

Pubblicazioni-Edizioni Sperling & Kupfer:
2006: “Lo sport giusto per il tuo bambino”. Come scegliere l’attività fisica più idonea per i nostri figli.
2011: “L’alimentazione giusta per tuo figlio”, collaborazione con l’autrice Gigliola Braga
2013: “Lo sport che fa bene al tuo bambino”

 

 

 

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