InfoLavoro: Presentazione mod. 770 – Decreto Dignità

CIRCOLARE n. 17 /2018

Mod. 770/2018

Sono tenuti a presentare la dichiarazione Mod. 770/2018 i soggetti che nel 2017 hanno corrisposto somme o valori soggetti a ritenuta alla fonte su redditi di capitale, compensi per avviamento commerciale, contributi ad enti pubblici e privati, riscatti da contratti di assicurazione sulla vita, premi, vincite ed altri proventi finanziari ivi compresi quelli derivanti da partecipazioni a organismi di investimento collettivo in valori mobiliari di diritto estero, utili e altri proventi equiparati derivanti da partecipazioni in società di capitali, titoli atipici, e redditi diversi, nonché coloro che hanno corrisposto somme o valori soggetti a ritenuta alla fonte, ai sensi degli artt. 23, 24, 25, 25-bis, 25-ter, 29 del D.P.R. n.600 del 1973 e 33, comma 4, del D.P.R. n. 42 del 1988.

I dati del mod. 770/2018 si suddividono in base alla tipologia di reddito su cui sono state operate le ritenute in particolare:

 “Dipendente” qualora siano state operate ritenute su redditi di lavoro dipendente ed assimilati;

 “Autonomo” qualora siano state operate ritenute su redditi di lavoro autonomo, provvigioni e redditi diversi;

 “Capitale” qualora siano state operate ritenute su dividendi, proventi e redditi di capitale, ricomprendendo le ritenute su pagamenti relativi a bonifici disposti per il recupero del patrimonio edilizio e per interventi di risparmio energetico (art. 25 del D.L. n. 78 del 31 maggio 2010), già presenti nel quadro SY;

 “Locazioni brevi” qualora siano stare operate ritenute sulle locazioni brevi, inserite all’interno della CU (articolo 4, del decreto legge 24 aprile 2017, n. 50, convertito con modificazioni dalla legge 21 giugno 2017, n. 96);

 “Altre ritenute” qualora siano state operate ritenute su somme liquidate a seguito di pignoramento presso terzi (art. 21, comma 15, della legge 27 dicembre 1997, n. 449, come modificato dall’art. 15, comma 2, del decreto-legge 1° luglio 2009, n. 78, convertito in legge 3 agosto 2009, n. 102) e somme liquidate a titolo di indennità di esproprio e di somme percepite a seguito di cessioni volontarie nel corso di procedimenti espropriativi, nonché di somme comunque dovute per effetto di acquisizioni coattive conseguenti ad occupazioni d’urgenza.

 

E’ facoltà dei sostituti d’imposta suddividere i dati del Mod. 770 in massimo 3 flussi separati inviabili da 3 soggetti diversi purchè ciascun flusso riporti i dati degli altri intermediari incaricati ed i quadri compilati. Nel caso di invio separato del modello, il flusso “altre ritenute” va necessariamente unito ad uno dei tre flussi principali: “dipendente”, “autonomo” e “capitale” mentre il flusso “locazioni brevi” va necessariamente inviato unito al flusso “autonomi” o se mancante quest’ultimo inviato autonomamente.

L’obbligo di indicazione dei dati dell’altro intermediario rimosso l’anno scorso, è stato ripristinato quest’anno.

L’invio separato potrà essere effettuato purché non siano state effettuate compensazioni “interne” tra i versamenti attinenti i diversi redditi.

Secondo quanto in vigore dalla dichiarazione mod. 770/2008, gli intermediari, se incaricati esplicitamente dal contribuente, possono fornire il servizio di ricezione degli “Avvisi telematici di irregolarità”; tale servizio consente all’intermediario di ricevere in via telematica le eventuali segnalazioni di irregolarità ed al contribuente di usufruire del termine di 90 giorni dalla trasmissione della segnalazione all’intermediario, per regolarizzare le anomalie.

In caso contrario, il contribuente riceverà direttamente domicilio fiscale conosciuto o indicato, la segnalazione a mezzo posta ed avrà 30 giorni dalla ricezione per regolarizzare le anomalie.

Resto inteso che la ricezione delle segnalazioni di anomalie attraverso l’intermediario, non “solleva” il contribuente dalle responsabilità per le irregolarità presenti nel modello 770, che dovranno essere definite fornendo, in accordo col professionista/intermediario, le opportune spiegazioni all’Agenzia delle Entrate o pagando il dovuto.

La trasmissione telematica del mod. 770/2018 deve essere effettuata entro il 31 ottobre 2018.

Vista la casistica cui è soggetta la compilazione del mod. 770/2018, in allegato alla presente Vi trasmettiamo “Scheda anagrafica Azienda” da compilare in ogni sua parte e da ritornare via email o fax alla Funzionaria di riferimento entro il 17/09/2018 unitamente a:

– copia leggibile della documentazione comprovante gli avvenuti versamenti (mod. F24) riferiti al 2017 incluso l’eventuale mod. F24 contenente il tributo 1713 versato entro il 16.02.2018 a debito o a credito e/o i tributi 1655 e/o 6781-6782 nonché tutti gli altri tributi a credito gestiti entro l’invio della dichiarazione; sono esonerati dal fornire questa documentazione i clienti che abbiano già attivo con lo studio il servizio “Consultazione cassetto Fiscale”;

– in caso di versamenti in ritardo regolarizzati con ravvedimento operoso, specifica dell’ammontare della quota capitale e degli interessi – si ricorda che il ravvedimento è consentito fino al 30.10.2018;

– in caso di invio di dichiarazione integrativa con cui modificato il credito anno precedente copia della medesima;

– evidenza dei crediti emergenti dal mod. 770/2017 utilizzati – entro l’invio della dichiarazione – in compensazione di tributi non collegati all’elaborazione paghe;

– segnalazione di eventuali modifiche alla stato della società (normale attività/liquidazione/estinta) ed alla situazione della Società (normale periodo di imposta/inizio procedure,liq./fall. etc)

– Quadri ST – SX (ed altri quadri da inviare) versione mod. 770/2018 (prelevabile dal sito www.agenziaentrate.gov.it) precompilati – nel caso di scelta di invio dei flussi dati degli “Autonomi” / “Capitale” / “Locazioni Brevi” / “Altre ritenute” con importi indicati senza troncamento.

 

Tutti gli importi dovranno essere esposti in euro mediante arrotondamento alla seconda cifra decimale.

Si prega di porre attenzione, infine, alla compilazione del dato “soggetto” Incaricato alla relazione di revisione o presidente del collegio sindacale” in quanto, ove nominato, la sua indicazione è obbligatoria e necessaria per non incorrere in sanzioni per “errata dichiarazione” e contestazioni dell’incaricato al controllo contabile medesimo.

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CIRCOLARE n. 18/2018

DECRETO DIGNITA’

NOVITA’ NORMATIVE IN MATERIA DI LAVORO

Facendo seguito alla ns. circolare n. 14/2018 del 17/07/2018 comunichiamo che, in data 07/08/2018, il Senato ha approvato, ed entrerà in vigore il giorno successivo a quello di pubblicazione in GU, il DDL di conversione, con modificazioni, del DL 87/2018 (c.d. decreto dignità).

Per quanto riguarda le disposizioni in materia di lavoro :

sono state modificate le discipline dei contratti di lavoro a termine, della somministrazione di lavoro e delle prestazioni occasionali previste dall’art. 54-bis D.L. 50/2017,

sono state prorogate al 2019 ed al 2020 le agevolazioni contributive previste dalla L. n. 205/2017 per l’assunzione a tempo indeterminato di under 35;

è stato aumentato l’importo delle indennità per i licenziamenti ingiustificati.

 

Sono state inoltre introdotte misure contro la delocalizzazione delle imprese e per la tutela dei livelli occupazionali, che portano alla decadenza dai benefici fiscali e contributivi concessi alle aziende che spostano la loro attività produttiva.

CONTRATTO DI LAVORO A TEMPO DETERMINATO

Al contratto di lavoro subordinato può essere apposto un termine di durata non superiore a 12 mesi (e non più 36, come la precedente disciplina); tuttavia, il contratto può avere una durata superiore, ma comunque non eccedente i 24 mesi, solo in presenza di almeno una delle seguenti condizioni:

  1. a) esigenze temporanee e oggettive, estranee all’ordinaria attività, ovvero esigenze di sostituzione di altri lavoratori;
  2. b) esigenze connesse a incrementi temporanei, significativi e non programmabili, dell’attività ordinaria.

Qualora sia stipulato un contratto di durata superiore a 12 mesi in assenza delle suddette esigenze, il contratto si trasforma in contratto a tempo indeterminato dalla data di superamento del termine di 12 mesi.

Pena la trasformazione a tempo indeterminato, il contratto di lavoro a tempo determinato può essere rinnovato solo a fronte di una delle suindicate esigenze legittimanti l’apposizione di un termine al contratto di lavoro, mentre in caso di proroga, l’indicazione di una esigenza è necessaria solo quando il termine complessivo ecceda i 12 mesi (n.b.: tali disposizioni non si applicano ai contratti per attività stagionali che possono essere rinnovati o prorogati anche in assenza di una esigenza specifica).

Con l’eccezione dei rapporti di lavoro di durata non superiore a 12 giorni, l’apposizione del termine al contratto è priva di effetto se non risulta da atto scritto, una copia del quale deve essere consegnata dal datore di lavoro al lavoratore entro 5 giorni lavorativi dall’inizio della prestazione

Il termine del contratto a tempo determinato può essere prorogato, con il consenso del lavoratore, solo quando la durata iniziale del contratto sia inferiore a ventiquattro mesi (e non più 36), e, comunque, per un massimo di quattro volte (e non più 5) nell’arco di ventiquattro mesi a prescindere dal numero dei contratti. Qualora il numero delle proroghe sia superiore, il contratto si trasforma in contratto a tempo indeterminato dalla data di decorrenza della quinta proroga.

Si precisa che le suddette previsioni normative si applicano ai contratti di lavoro a tempo determinato stipulati dopo il 14 luglio 2018 (data di entrata in vigore del DL 87/2018), nonché ai rinnovi e alle proroghe dei contratti successivi al 31/10/2018, con esclusione dei contratti stipulati dalle PA, ai quali continuano ad applicarsi le disposizioni vigenti anteriormente alla data di entrata in vigore del medesimo DL.

Fatte salve le diverse disposizioni dei contratti collettivi, e con l’eccezione delle attività stagionali, la durata dei rapporti di lavoro a tempo determinato intercorsi tra lo stesso datore di lavoro e lo stesso lavoratore, per effetto di una successione di contratti, conclusi per lo svolgimento di mansioni di pari livello e categoria legale e indipendentemente dai periodi di interruzione tra un contratto e l’altro, non può superare i 24 mesi.

Ai fini del computo di tale periodo si tiene altresì conto dei periodi di missione aventi ad oggetto mansioni di pari livello e categoria legale, svolti tra i medesimi soggetti, nell’ambito di somministrazioni di lavoro a tempo determinato. Qualora il limite dei 24 mesi sia superato, per effetto di un unico contratto o di una successione di contratti, il contratto si trasforma in contratto a tempo indeterminato dalla data di tale superamento.

Il contributo addizionale a carico del datore di lavoro (pari all’1,40% della retribuzione imponibile) è aumentato dello 0,50% per ogni rinnovo, anche in somministrazione (n.b: tale disposizioni NON si applica ai contratti di lavoro domestico).

Viene infine innalzato a 180 giorni il termine (decorrente dalla cessazione dl ogni singolo contratto) per contestare la legittimità del contratto.

SOMMINISTRAZIONE

In caso di assunzione a tempo determinato il rapporto di lavoro tra società di somministrazione e lavoratore somministrato è soggetto alla normativa di cui al Capo III D.Lgs. 81/2015 (Lavoro a tempo determinato) con esclusione degli artt. 21, c. 2 (intervalli tra contratti), 23 (limiti quantitativi) e 24 (diritto di precedenza).

Inoltre, in caso di somministrazione, le condizioni di cui all’art. 19, c. 1 devono sussistere in capo all’utilizzatore e, fatti salvi i contratti collettivi applicati dall’utilizzatore stesso e fermo restando il limite legale del 20% relativo ai contratti a tempo determinato (ovvero il diverso limite previsto dalla contrattazione collettiva), il numero dei lavoratori assunti con contratto a termine e in somministrazione a tempo determinato non può superare complessivamente il 30% del numero dei lavoratori in forza a tempo indeterminato presso l’utilizzatore alla data del 1° gennaio dell’anno al quale si riferiscono le stipule, con arrotondamento all’unità superiore se il decimale è pari o superiore allo 0,5. Se l’attività è iniziata in corso d’anno il limite viene calcolato al momento della stipula del contratto di somministrazione. Sono esenti dai limiti quantitativi i lavoratori in mobilità (genere, pressoché estinto, attesa la cancellazione delle liste dal 1° gennaio 2017), i soggetti disoccupati che fruiscono del trattamento di NASPI o di interventi integrativi salariali da almeno sei mesi, i lavoratori svantaggiati o molto svantaggiati, come tali definiti dall’art. 2 (n. 4 e 99) del Regolamento CE n. 651/2014 ed individuati con D.M. del Ministro del Lavoro.

Ferme restando le sanzioni di cui all’art. 18 D.Lgs. 276/2003, quando la somministrazione di lavoro è posta in essere con la specifica finalità di eludere norme inderogabili di legge o di contratto collettivo applicate al lavoratore, il somministratore e l’utilizzatore sono puniti con la pena dell’ammenda di 20 euro per ciascun lavoratore coinvolto e per ciascun giorno di somministrazione

REGIME SANZIONATORIO LICENZIAMENTI

Innalzati rispettivamente da 4 a 6 e da 24 a 36 mensilità le indennità minime e massime da corrispondere al lavoratore ai sensi dell’art. 3, c. 1, D.Lgs.23/2015 in caso di licenziamento illegittimo (n.b.: conseguentemente, ai sensi dell’art. 9 D.Lgs.23/2015, per i datori fino a 15 dipendenti l’indennità minima in caso di licenziamento illegittimo viene innalzata da 2 a 3 mensilità).

Innalzati anche rispettivamente da 2 a 3 e da 18 a 27 mensilità l’importo minimo e massimo dell’offerta conciliativa facoltativa ad accettazione del licenziamento prevista dall’art. 6, c. 1, D.Lgs.23/2015.

PRESTAZIONI OCCASIONALI ex art 54-bis D.L. 50/2017

In materia di prestazioni occasionali è stato modificato l’articolo 54-bis D.L. 50/2017 disponendo:

– l’estensione della loro utilizzabilità alle aziende alberghiere e alle strutture ricettive che operano nel turismo che hanno alle proprie dipendenze fino a 8 lavoratori limitatamente alle attività lavorative rese da titolari di pensione di vecchiaia o di invalidità, da giovani con meno di 25 anni di età, se regolarmente iscritti a un ciclo di studi presso un istituto scolastico di qualsiasi ordine e grado ovvero a un ciclo di studi presso l’università, da persone disoccupate ai sensi dell’art. 19 D.Lgs. 150/2015 e da

 

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