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Info Lavoro: Decreto Cura Italia, bonus dipendenti operativi in marzo – Decreto Liquidità, pagamento F24

 CIRCOLARE n. 41 / 2020 EMERGENZA CORONAVIRUS

Decreto Cura Italia – Bonus dipendenti operativi in Marzo

(Faq Agenzia Entrate)

 

 L’Agenzia delle Entrate con circolare 8/E del 3 aprile 2020 ha fornito i primi chiarimenti riguardanti il DL 18/2020, in mancanza di una circolare effettivamente esplicativa, di seguito riportiamo le FAQ riguardanti il Premio ai dipendenti che hanno lavorato nel mese di Marzo contenute nel documento anzidetto:

4.1 Premio ai lavoratori dipendenti. Calcolo dei giorni

QUESITO: I giorni per l’attribuzione del bonus previsto dall’articolo 63 del Decreto, devono essere conteggiati da calendario o da contratto (cioè in 26.esimi o in 30.esimi)?

RISPOSTA: In assenza di precisazioni risultanti dalla lettera della norma e/o dalla relazione illustrativa, si ritiene che al fine del calcolo complessivo dei giorni rilevanti ai fini della determinazione dell’importo del bonus spettante ai sensi dell’articolo 63 del Decreto, rilevi il rapporto tra le ore effettive lavorate nel mese e le ore lavorabili come previsto contrattualmente.

4.2 Cessazione del rapporto di lavoro nel mese di marzo 2020

QUESITO: L’attribuzione del bonus ai lavoratori dipendenti di cui all’articolo 63 del Decreto, come deve avvenire in caso di cessazione del rapporto di lavoro nel mese di marzo 2020?

RISPOSTA: Considerato che l’importo del bonus è rapportato al numero di giorni di lavoro svolti, nel mese di marzo 2020, nella propria sede di lavoro, ai dipendenti licenziati nel predetto mese spetterà il bonus in proporzione ai giorni di lavoro svolti presso la predetta sede calcolati come illustrato al paragrafo 4.1.

4.3 Premio ai lavoratori dipendenti. Lavoratori in servizio esterno

QUESITO: I lavoratori che sono in servizio esterno presso clienti o in missione o presso altre sedi dell’impresa o del gruppo diverse dalla propria hanno diritto alla percezione del premio di cui all’articolo 63 del Decreto?

RISPOSTA: L’articolo 63 del Decreto riconosce ai lavoratori dipendenti che hanno conseguito, nell’anno precedente, un reddito di lavoro dipendente non superiore a 40.000 euro, un premio di 100 euro da rapportare al numero di giorni di lavoro svolti presso la sede di lavoro nel mese di marzo 2020.

Tenuto conto che la ratio di tale disposizione persegue l’obiettivo di dare ristoro ai dipendenti che hanno continuato a lavorare nel mese di marzo senza poter adottare, quale misura di prevenzione, quella del lavoro agile o da remoto, si ritiene che il premio, ivi stabilito, debba essere riconosciuto anche a coloro che hanno prestato la loro attività lavorativa in trasferta presso clienti o in missioni o presso sedi secondarie dell’impresa. Restano, invece, esclusi i dipendenti che hanno prestato la loro attività lavorativa in modalità di lavoro agile (“smart working”).

4.4 Premio ai lavoratori dipendenti. Trattamento dei lavoratori in part-time

QUESITO: Il bonus ai lavoratori dipendenti di cui all’articolo 63 del Decreto deve essere proporzionato alla percentuale di occupazione? Oppure si dovrà usare la proporzione tra giorni lavorati “in sede” e giorni lavorabili secondo l’orario di lavoro previsto? Inoltre, come vanno considerate le giornate di ferie, malattia, congedo?

RISPOSTA: Sulla base della lettera della norma che rapporta l’ammontare del premio «al numero di giorni di lavoro svolti nella propria sede di lavoro», si è dell’avviso che indipendentemente dalla tipologia di contratto, full time e part time, l’importo del bonus erogabile dovrà essere determinato in ragione del periodo di lavoro durante il quale il dipendente presta effettivamente l’attività lavorativa presso la propria sede.

Inoltre, in considerazione della finalità della norma che vuole premiare i dipendenti che hanno continuato a prestare la propria attività lavorativa presso la sede di lavoro non devono considerarsi nel rapporto – né al numeratore né al denominatore – le giornate di ferie o di malattia.

In base alla medesima ratio, sono escluse dal calcolo le giornate di assenza per aspettativa senza corresponsione di assegni.

                                                                                              ———————

E’ stato pubblicato sulla G.U. 8.4.2020, n. 94 (edizione straordinaria) il DL n. 23/2020, c.d. “Decreto Liquidità”, contenente “Misure urgenti in materia di accesso al credito e di adempimenti fiscali per le imprese, di poteri speciali nei settori strategici, nonché interventi in materia di salute e lavoro, di proroga di termini amministrativi e processuali”, in vigore dal 9.4.2020.

Di seguito i provvedimenti riguardanti l’obbligo di versamento contributi previdenziali, assicurativi, imposte.

RIMESSIONE IN TERMINI PER I VERSAMENTI SCADUTI IL 16.3.2020

Destinatari: tutti i contribuenti

Condizione: nessuna

Possono essere effettuati entro il 16.4.2020 senza l’applicazione di sanzioni ed interessi, i versamenti scaduti il 16.3 (e prorogati al 20.3.2020) relativi a:

  • ritenute d’acconto operate a febbraio su redditi di lavoro dipendente e assimilati / redditi di lavoro autonomo, da parte dei condomini per le prestazioni derivanti da contratti d’appalto / d’opera, su provvigioni derivanti da rapporti di commissione, agenzia, mediazione e rappresentanza di commercio, per contratti di associazione in partecipazione, ecc.;
  • contributi previdenziali ed assistenziali relativi alle retribuzioni maturate nel periodo di paga di febbraio, nonché contributi dovuti alla Gestione separata INPS, compresi i contributi / premi INAIL.

 

SOSPENSIONE VERSAMENTI APRILE / MAGGIO

Destinatari: soggetti esercenti attività d’impresa / lavoro autonomo con domicilio fiscale / sede legale o operativa in Italia con ricavi / compensi non superiori a € 50 milioni nel periodo d’imposta precedente a quello in corso al 9.4.2020, ossia in generale nel 2019.

Condizione: in presenza di una riduzione del fatturato / corrispettivi pari o superiore al 33% rispetto allo stesso mese dell’anno precedente (marzo –aprile ).

Possono essere effettuati entro il 30.06.2020 (in unica soluzione o fino a 5 rate mensili di pari importo) senza l’applicazione di sanzioni ed interessi, i versamenti scadenti il 16.04 ed il 16.05 relativi a:

  • ritenute d’acconto operate a febbraio su redditi di lavoro dipendente e assimilati / redditi di lavoro autonomo, da parte dei condomini per le prestazioni derivanti da contratti d’appalto / d’opera, su provvigioni derivanti da rapporti di commissione, agenzia, mediazione e rappresentanza di commercio, per contratti di associazione in partecipazione, ecc.;
  • contributi previdenziali ed assistenziali relativi alle retribuzioni maturate nel periodo di paga di febbraio, nonché contributi dovuti alla Gestione separata INPS, compresi i contributi / premi INAIL.

 

Destinatari: soggetti esercenti attività d’impresa / lavoro autonomo con domicilio fiscale / sede legale o operativa in Italia con ricavi / compensi superiori a € 50 milioni nel periodo d’imposta precedente a quello in corso al 9.4.2020, ossia in generale nel 2019.

Condizione: in presenza di una riduzione del fatturato / corrispettivi pari o superiore al 50% rispetto allo stesso mese dell’anno precedente (marzo –aprile ).

Possono essere effettuati entro il 30.06.2020 (in unica soluzione o fino a 5 rate mensili di pari importo) senza l’applicazione di sanzioni ed interessi, i versamenti scadenti il 16.04 ed il 16.05 relativi a:

  • ritenute d’acconto operate a febbraio su redditi di lavoro dipendente e assimilati / redditi di lavoro autonomo, da parte dei condomini per le prestazioni derivanti da contratti d’appalto / d’opera, su provvigioni derivanti da rapporti di commissione, agenzia, mediazione e rappresentanza di commercio, per contratti di associazione in partecipazione, ecc.;
  • contributi previdenziali ed assistenziali relativi alle retribuzioni maturate nel periodo di paga di febbraio, nonché contributi dovuti alla Gestione separata INPS, compresi i contributi / premi INAIL.

Le previsioni di cui sopra si applicano anche a:

– esercenti attività d’impresa / lavoro autonomo con domicilio fiscale / sede legale o operativa in Italia che hanno iniziato la predetta attività dall’1.4.2019 (a prescindere dalla verifica della riduzione del fatturato / corrispettivi dei mesi di marzo / aprile 2020)

– enti non commerciali, compresi gli enti del terzo settore e gli enti religiosi civilmente riconosciuti, esercenti attività istituzionale di interesse generale non in regime d’impresa.

 

Si ricorda che rimangono in vigore le ulteriori sospensioni già in essere con i precedenti DL 9/2020 e DL 18/2020.

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