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foto giorgio dicembre 2014

Impresa, la formazione e la consulenza vitali per le Aziende

La perdita di competività dipende dalla carenza di formazione

Le grandi affermazioni sono spesso basate su opinioni o interpretazioni e rischiano di lasciare il tempo che trovano. I fatti, invece, sono certezze. Le ricerche ci aiutano a capire i fenomeni sociali e a individuare le cause che producono gli
effetti che sono sotto i nostri occhi.

 

foto oroligio azione

Recentemente sono stati pubblicati i dati degli investimenti in Formazione nei vari Paesi Europei (Fabio Sdogati docente di Economia del Politecnico di Milano).

Risulta che l’Italia ha il 60% di Aziende che fanno formazione mentre in Norvegia, per fare un esempio tutte le Aziende lo fanno e la media europea è molto più alta che in Italia.

Del resto nei bilanci italiani la Formazione è presente come voce a sé solo nel 30% dei casi, mentre in Francia, ad esempio, lo è nel 66%, dimostrando quanto poco ci si crede o quantomeno che non è un valore strategico.

Nelle Aziende con più di 250 dipendenti non si assiste, dal punto di vista quantitativo, a grandi differenze, la formazione si fa, in Italia più o meno come altrove.

Invece la differenza la si nota nelle Aziende con meno di 250 dipendenti, dove scende quasi al 50% e nelle Piccole con meno di 50 dipendenti si va sotto il 50%.
Ciò significa che se le “grandi” Aziende fanno comunque formazione, le medie e le piccole molto meno, rischiando di non essere al passo coi tempi o di non avere personale abbastanza qualificato per competere, soprattutto nei momenti più critici, come quelli di questi ultimi anni.foto grafico umano

Nei Paesi europei la Formazione nelle Medie è all’60%, nelle Piccole il 95%, quindi si ricorre molto alla Formazione, proprio perché quando si è in pochi, bisogna essere molto bravi per competere con i big, soprattutto stranieri e particolarmente per chi può lavorare low cost.

Una volta si diceva che la quantità di denaro spesa in Consulenza era un indice certo del valore di un Paese (Alberto Galgano “guru della Qualità e allora Presidente AICOD) in crescita. Oggi si direbbe un KPI (Key Performance Indicator) della salute economica di un Paese.

La Formazione è una componente vitale della Consulenza, sempre più spesso ne è una parte integrante.
Un conto è la diffusione del sapere, un altro è la stimolazione delle capacità, altro ancora è sviluppare un saper essere nei comportamenti adottati.

Il mondo cambia sensibilmente di continuo, è sempre stato così, solo che in questi ultimi anni, ha subito un’accelerazione pazzesca, le tecnologie si susseguono le une altre, l’obsolescenza di prodotti e cultue è sempre più rapida, tenersi aggiornati è già un compito impegnativo e attualmente lo è di più perché gli spazi e i tempi si sono ristretti.

La complessità del mondo attuale costringe a spendere tempo sulle mail molto più di quanto facevamo in passato e il tempo è diventata una risorsa scarsa e preziosissima, sia quello personale (che va gestito con metodo), sia quello operativo (ad esempio il Time to Market, quanto ci vuole a mettere in atto un’azione).

La Formazione, quella valida intendo, si correla ad obiettivi e strategie, è seguita da applicazioni concrete sul campo, evita di esser “teoria” ei materializza nella “pratica” quotidiana.

Diventa pertanto un fattore competitivo : riuscire ad essere più bravi, più rapidi, più attenti, più aggiornati, facilita tutti i processi aziendali dalla Ricerca e Sviluppo al Marketing, dalla Produzione alle Vendite, dall’Amministrazione al Controllo di Gestione, dalla Qualità alla Lean Organisation, dalla Supply Chain alla Customer Satisfaction. Sì, si diventa più competitivi quando si fanno le cose bene, per primi, in modi nuovi.

Le Piccole Medie Aziende sono avvertite : per crescere bisogna fare formazione, semmai di qualità.
Le statistiche sono un po’ bugiarde, perché i dati dell’Italia sono influenzati dagli obblighi normativi sulla Sicurezza, che hanno sì alzato gli investimenti in Formazione, ma “più per mettersi a posto” che per far crescere la professionalità.

Quindi, in realtà la situazione è anche più grigia di come riportano i dati.

La Cultura Organizzativa merita veramente una nuova spinta perché sono le persone che fanno le Aziende e non le speculazioni finanziarie che sembrano dominare il mondo industriale.

Dobbiamo ritrovare la “vis eroica” imprenditoriale, soprattutto nelle Piccole Medie Aziende, l’ossatura del successo italiano che ci ha resi famosi nel mondo.

La formula in aiuto è : F (Formazione) = > Qualità, > Produttività, > Innovazione, > Competitività.
Sembra semplice, e forse lo è!

Giorgio Cozzi

Giorgio Cozzi, Sociologo e Psicologo
– CEO di ISO Interventi Socio Organizzativi Srl
– Partner Italiano di Extended Disc (Piattaforma evoluta di Analisi dei Comportamenti
– ex Presidente di ASSORES (Associazione fra Società di Selezione)
– Membro attivo di CRESCITA (Associazione fra Società di Ricerca e Selezione del Personale
– Autore di Turbomanagement – Sperlimg & Kupfer (con Bucci e Sprega)
– Autore di Turbomanagement 2 – Franco Angeli Editore
– Autore di Cambia, Adesso! – Seneca Editore (con Gianluigi Olivari)
– Autore di Le parole segrete della vendita – Seneca Editore (con Gianluigi Olivari
– Trainer e Coach
– Esperto di BBS (Behavior Based Safety)
– Ha lavorato in Azienda presso Banca Popolare di Novara – Cotonificio Cantoni – Plasmon
– Ha lavorato vent’anni in un Gruppo Internazionale di Training (Tack International)
– Ha partecipato a Convegni Internazionali e Nazionali sul mondo del lavoro

(Presidente di AISM, Associazione Italiana Scientifica di Metapsichica, autore di libri sulla Parapsicologia).

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