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Impresa/tecniche mentali numero 47

Il Turismo dimenticato e il depotenziamento di Sport e Management

L’oblio della nostra principale ricchezza: il Turismo

In un articolo di Gian Maria Stella sul Corriere della Sera si stigmatizza una volta di più la nostra dabbenaggine, tipicamente italiana, volta a svalorizzare e disperdere tesori unici al mondo.

Sì il turismo, risorsa principe del nostro Paese, snaturata dall’incapacità di gestire le ricchezze che possediamo, in parte per come le trattiamo e in parte per come trattiamo i turisti, spennandoli o facendoli sentire a disagio per l’incuria in cui versano monumenti, città, ambienti.

Un’osservazione di carattere generale consente di fare un parallelo con lo Sport, dove si verifica un’eguale entropia, l’Italia che ha giovani di valore in tutti i campi, investe poco o nulla sui talenti che possiede e dà la caccia a players stranieri, arricchendoli, senza fare una vera politica di sviluppo delle potenzialità, che i giovani sicuramente hanno.

Si attende sempre l’exploit del singolo talentuoso, anziché investire sistematicamente sulla formazione delle nuove leve, per portarle a livelli d’eccellenza, in cui emergerà il talento di valore mondiale.

Dopodiché facciamo diventare eroi chi emerge dalla mediocrità.
Anche nell’istituzione scolastica accade la stessa cosa. Abbiamo cervelli fini che vanno a cercare all’estero opportunità di esprimere le competenze e i valori che posseggono, mentre una politica di sviluppo consentirebbe di allargare la base di partenza (dando più cultura a tutti) per poi far emergere i molti talenti che potenzialmente potrebbero apportare contributi significativi al nostro Paese.

Non si differenzia il mondo del Management, dove si assiste ad una progressiva dequalificazione, certi mestieri non sono tramandati e si stanno spegnendo, le competenze diffuse sono sempre più scarse, predomina la forma sulla sostanza, i Manager stranieri sono in continuo aumento (magari vengono qui per due tre anni per fare esperienza e poi ritornano nei loro paesi arricchiti di esperienze copiosissime.

Il potenziale è enorme, se lo si sa sfruttare, vale a dire se si investe sulla formazione di base, sulla formazione professionale, sulla cultura, sul sistema organizzativo, sui metodi di lavoro, sulla valorizzazione delle Intelligenze, sulle Risorse Umane.

Invece si corre dietro al profitto a tutti i costi e a breve, senza rendersi conto che così non c’è futuro.
Se si uccidono le galline dalle uova d’oro per vedere come fanno a produrle, poi non resta più nulla.

Questo è il declino del nostro Turismo, sfruttato, vilipeso, sottovalutato, per nulla accudito, per niente entrato nella coscienza sociale, e alla fine superato da Paesi che hanno molto meno di noi da offrire, ma che sanno proporsi e proporlo in modo più professionale ed integrato.

Siamo noi che dobbiamo per primi riconoscere il valore della nostra storia e dei segni che essa ha lasciato nel mondo, siamo noi che dobbiamo conoscerlo, riconoscerlo, rispettarlo per primi, così da poterne trasmettere il valore a chi desidera avvicinarsi a cotanta bellezza, estetica e culturale.

Volendo trasformare il messaggio, una volta di più in positivo, è ora di darci da fare, basta lamentele, basta alibi, basta dire sono gli altri che non fanno, ognuno di noi nel cuore, nelle intenzioni, nei valori professati, nei comportamenti tenuti, riscopra il potenziale che ha dentro di sé e trasformi il potenziale economico del Turismo, dello Sport e del Management in risultati pari alla nostra dignità storica e al ruolo che meritiamo di avere.

Giorgio Cozzi

Giorgio Cozzi, Sociologo e Psicologo
– CEO di ISO Interventi Socio Organizzativi Srl
– Partner Italiano di Extended Disc (Piattaforma evoluta di Analisi dei Comportamenti
– ex Presidente di ASSORES (Associazione fra Società di Selezione)
– Membro attivo di CRESCITA (Associazione fra Società di Ricerca e Selezione del Personale
– Autore di Turbomanagement – Sperlimg & Kupfer (con Bucci e Sprega)
– Autore di Turbomanagement 2 – Franco Angeli Editore
– Autore di Cambia, Adesso! – Seneca Editore (con Gianluigi Olivari)
– Autore di Le parole segrete della vendita – Seneca Editore (con Gianluigi Olivari
– Trainer e Coach
– Esperto di BBS (Behavior Based Safety)
– Ha lavorato in Azienda presso Banca Popolare di Novara – Cotonificio Cantoni – Plasmon
– Ha lavorato vent’anni in un Gruppo Internazionale di Training (Tack International)
– Ha partecipato a Convegni Internazionali e Nazionali sul mondo del lavoro

(Presidente di AISM, Associazione Italiana Scientifica di Metapsichica, autore di libri sulla Parapsicologia).

2 risposte su “Il Turismo dimenticato e il depotenziamento di Sport e Management”

Bello questo articolo, che infonde speranza e indica come vincere la crisi in un settore vitale per l’economia! Luciana Brusa

Nel bene o nel male c’e sempre un passo culturale troppo lungo tra l’italiano e il resto del mondo.
Se aggiungiamo poi un antico quanto nutrito senso di superiorita’, arroganza q.b. e un pizzico di xenofobia cronica, beh, lo scettro del cattivo turismo e’ solo nostro.
A Roma abbiamo anche un paradosso: un ristorante dove da anni si prende a parolacce l’ospite straniero indistintamente e per policy…

L. tedesco

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