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Foto di SHVETS production da Pexels teatro consueling

IL TEATROCOUNSELING

Il Counseling è una relazione d’aiuto, non direttiva, in cui almeno uno dei protagonisti ha lo scopo di promuovere nell’altro, la crescita, lo sviluppo, la maturità e il raggiungimento di un modo di agire più adeguato ed integrato. L’altro in questo senso, può essere un individuo o un gruppo. (C. Rogers – Terapia centrata sul cliente).

 

Lo scopo non è di consigliare, né guarire, né insegnare, ma quello di facilitare un cambiamento che stimoli le risorse e si focalizzi sul qui ed ora circoscritto ad un determinato periodo della vita. La teoria di riferimento è quella di Carl Rogers (1902 – 1987), psicologo americano tra i massimi esponenti della Psicologia Umanistica, nata dalle sue osservazioni cliniche.

 (Foto di SHVETS production da Pexels)

Ho potuto constatare, attraverso la frequentazione del corso e durante il  tirocinio, che l’utilizzo   del mezzo teatro unito al counseling, è veramente efficace permettendo alle persone di stimolare la   loro creatività e spontaneità per arrivare poi a mettere in scena un loro vissuto e vederlo da più angolazioni, sia come protagonisti, che come spettatori di loro stessi, potendolo integrare, passando da un piano emotivo a quello cognitivo.

Per definizione il TeatroCounseling, è una forma di arteterapia di gruppo, che in un approccio di counseling alla persona, stimola il miglioramento della qualità della vita e del benessere psicofisico dell’individuo, utilizzando i processi creativi, drammatici e narrativi, propri del teatro.

Lo scopo non è quello di diventare attori, ma individui più presenti a se stessi e agli altri.

Nel TeatroCounseling non esiste un copione da mettere in scena e non c’è la finalità di uno spettacolo: viene messo in scena qualcosa del proprio vissuto, del proprio mondo interiore, attraverso l’improvvisazione.

Nel Laboratorio di TeatroCounseling, si affrontano tematiche del momento attuale, come conflitti e disagi (divorzio, cambio di lavoro, trasloco, ecc.) oppure tipici di un particolare momento della vita (adolescenza, maternità, menopausa, ecc.).

Attraverso il teatro, si può mettere in scena un proprio vissuto, emozioni, ruoli, relazioni e pensieri, in uno spazio protetto, rivivendo in modo creativo la propria condizione, allontanandosi dagli schemi rigidi di comportamento, per scoprire nuovi modi di trasformare la propria realtà.

Fin dai tempi dell’antichità il teatro ha avuto funzioni educative, sociali e terapeutiche per la comunità.

Aristotele nei sui scritti riguardanti il teatro, sosteneva che la tragedia ha qualità ‘purificatrici’ in chi assiste, facendo scaturire la compassione ed il terrore nello spettatore, che partecipando emotivamente alle vicende rappresentate e identificandosi nei personaggi, ricostruisce la propria identità e rafforza la sua appartenenza alla comunità.

Agli inizi del ‘900, grazie a Jacob Moreno, si inizia a usare il teatro per scopi terapeutici, attraverso lo psicodramma, che è una tecnica di psicoterapia di gruppo basata sulla drammatizzazione di un vissuto (evento, sogno o trauma).

Il TeatroCounseling è un approccio che ha tre radici ben definite: la matrice psicologica, che fa riferimento alla Psicologia Umanistica di Carl Rogers e Alexander Lowen, quella teatrale che fa riferimento ai registi/pedagoghi del Novecento e una che riprende alcuni spunti teorici e metodologici di Jacob Levi Moreno.

 

 

Sabrina Jadarola 

allieva del terzo ed ultimo anno del corso di Counseling a mediazione teatrale, presso la scuola dell’associazione culturale Teatri Possibili in Via Voghera a Milano.

 

 

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