Il Presidente che vorrei…..

Se fosse poi un faraone empatico lo vorrei votato alla piramide della nostra coesistenza.

Nel giorno della memoria 2015, purtroppo non ci sono piu’ lacrime e il senso del tragico si e’ sciolto nell’attualita’.
Non posso che ribadire: mai, mai piu’.

Oggi si soffre per ogni voragine nera del passato e di ogni grande buco del presente.
Per noi italiani c e’ ancora tempo per cambiare il Presidente e pazientemente essere obbligati a verificarne l’ assenza, calcolarne il vuoto, e poi immaginare con scandalo che qualcuno possa anche usurparne il posto…

Mi permetto di dubitare che attualmente qualcuno voglia fare il presidente se non opportunamente sacrificato al ruolo e prelevato dalla propria abitazione come un Pinocchio qualunque.

Nei turbamenti degli ultimi giorni, vissuti dentro la cultura della morte, c’e’ un mister X, un fantasma “bischero” ad occupare quella sedia . Noi consapevoli, con le nostre fantasie, di non essere poi cosi’ lontani dagli scheletri della prima o della seconda repubblica riesumabili per l’ occasione.
Loro certificati, autorevoli e garanti, salvatori della Patria se occorre.

Nessuna differenza di genere, purche’ non giovani non incoscienti non indipendenti o con troppa voglia di cambiare corsa e sovvertire questo disordine istituzionale e mondiale.
Dalla piu’ alta carica dello Stato sto facendo emergere l’identikit di un presidente italiano rivoluzionario. Lo so. Ma i tempi forse non lo richiederebbero?

E se rappresentativo deve essere che rappresenti almeno i sentimenti degli italiani che come i greci non vogliono uscire dall’Euro ma nemmeno desiderano passare tutta la loro vita a rincorrere un debito irraggiungibile. Posizione legittima e razionale.

Vedo svolazzare a vuoto una penna pennuta e tricolore , tutta pregiato uccello e soddisfazione in punta d’inchiostro…
Vorrei solo ricordare che girano fantasmi , cinguettano canarini ma non abbiamo e non avremo un Presidente di fine mese, di quelli a cui chiedere una sola grazia: quella di farci arrivare al 27 con almeno tre euro in tasca.
C’e’ un folklore in tutto questo. Una miseria condivisa, un comune senso dell’italianita’ contadina di una volta e di cultura del borgo.
Si capisce che davvero e’ nel nostro dna.

In festa per il Presidente un americano potrebbe ubriacarsi e precipitarsi da un canyon salvo essere recuperato al volo e sempre al volo schiantato in cella per una notte.

Un tedesco potrebbe giocare a mosca cieca, testa dentro uno stinco di maiale. Lo spagnolo correre davanti a un toro e darsi al pubblico a colabrodo. C erano una volta le barzellette:un tedesco un francese e un italiano…..
Cavolo questa globalizzazione si e’ portata via anche la voglia di scherzare. Eppure allora l’Olocausto c’era gia’ stato. Ma i nostri sentimenti local non erano ancora stati spianati e ridotti a deficit.
Presto, oggi stesso, avremo un Presidente.

Sì avra’ lo scettro del debito sovrano, sara’ consacrato ad una riserva aurea e twittera’ con la crisi greca sprofondato in una poltrona papale dismessa da quattro o cinque secoli.

E c’e’ pure il rischio che abbia le fattezze di un topolino o di una mortadella tanto per dare un tocco satirico.
Per fortuna il porcellum e’ un’altra cosa e non concorre.

Immaginate la Casa Bianca disabitata. e l’ air force one che volteggia nel cielo e poi solca il prato presidenziale e fermo nel vento resta in attesa del suo uomo.
Pensate alla ruga profonda che striscia il volto di un cowboy, al ghigno di un newyorkese e alla grande statua dell’ oceano che guarda Parigi…

Tutto e’ liberta’ ma anche subordinazione, soggezione e amor di patria.
Dopo il Baseball, si capisce. E dopo il barbecue.

Ma atterriamo a Roma la vecchia, la vaccinara, la carbonara quella dei carciofi alla giudia tutta cupole, antichi rumeni e ghetti.

La Roma delle sporcizie e delle chincaglierie, dei souvenir turistici made in China.
Immigrati arrivati come rondini. Indiani , pakistani , tutti in corsa per una borsa ogni tanto una piccola tristissima orchestra.
Il cane piscia, il ladro striscia ..e dai famose ‘na pizza!

Una montagna di selfie, flash, il cambio della guardia, flash , il panino, flash e quel bambino ?
Lui non ama il Colle…e spaventato dai dioscuri corre, corre e quant’è carino! E poi giu’ per lo scalone con tutto il passeggino. Il Quirinale e’ noto, ha una sua dimensione turistica.

I Presidenti ?

Uno va e l’altro ancora non viene….”ch’avemo da fa”.
In queste belle e fredde giornate di gennaio sulla balaustra del Quirinale atterrano solo gabbiani, chi corre chi spinge chi piange e la citta’attende in trepida attesa colui che verra’.

Si parla di un solo nome realmente condiviso, una sorta di one- man- show, il che raddoppia la dose.
Emozione e commozione costituzionale, purche’ ovviamente sia il presidente di tutti.
Sovrannazionale, internazionale, pieno di grazia, non importa se donna…piume in piu’ e qualche cappottino colorato.
Riitorna il menu’ dietetico e a km zero- L’ appartamento ?…. piccolo, sempre di piu’. Magari a valle.
Magnifico sarebbe un monolocale vista Pantheon, adeguato e sobrio, finalmente aperte al mondo tutte le dimore presidenziali specie se ex papali.

E poi Renzi non avrebbe piu’ da arrampicarsi al Colle “ con il cappello in mano” come un caratterista del Belli.
Tutto potrebbe convergere e in tempi brevi almeno sul piano logistico…

Il mio Presidente? Un project manager accreditato, babilonese forse, certamente di animo elegante.
Un uomo di scienza o di diritto, un vero incompetente della finanza ma ventriloquo del popolo sovrano.
Medico come il sindaco o eccellente per l’ingegneria, va bene tutto.
Se fosse poi un faraone empatico lo vorrei votato alla piramide della nostra coesistenza.
Passerebbe certamente alla storia per averla voluta edificare qui ed ora.
E di lui si direbbe : “ .. in quella Cartagine della volonta’ pose subito la prima pietra”.

Lina Tedesco

 

Lina Tedesco: correttrice di bozze ed appassionata segretaria di redazione di riviste aziendali bancarie, intrepida addetta stampa di ambienti creditizi, ha svolto incarichi in agenzie pubblicitarie, promoter, collaboratrice e venditrice di gallerie di arte contemporanea , conquistata dalla Rete con estrosità.

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