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I 5 minuti di Cortopugliese: Le grotte

Salve, questa è una storia triste, perciò ve ne racconto un po’.

Quando portai Marilinda a Taranto per la prima volta, ero molto preoccupato, i miei l’avevano conosciuta solo in fotografia: e si erano limitati a commenti laconici.

“Ma non ha il seno troppo piccolo?” Aveva osservato mia madre.

“Pensi che ti farà felice ?” Aveva chiesto mio padre.

Ma erano fotografie da dilettanti, scattate male, persino un po’ mosse.

L’idea del giudizio definitivo però mi atterriva. E invece l’incontro fu cordiale. Andammo direttamente in cucina. Bevemmo un caffè. Mio padre chiese come era andato il viaggio. Mia madre interrogò Marilinda, le chiese di tutto, poi approfittando di una sua assenza osservò:

“Ma non ha il seno troppo grande?”

Poi, a bruciapelo, mi domandò: “Hai intenzione di sposarla?”

Risposi di sì, ma di colpo mi sentii triste e vecchio, l’idea di sposarmi mi diede fastidio.

Intanto Marilinda rientrò, andammo a tavola, tralascio i dettagli, l’indomani fu più interessante.

Era domenica, andare al mare non conveniva, troppa gente, traffico selvaggio, la macchina infuocata nell’affannosa ricerca di un parcheggio. No, meglio le grotte!

Quelle di Castellana erano vicine, fresche e proprio nel cuore di una zona molto suggestiva. Marilinda ne rimase entusiasmata: amava il Sud, tutto la incuriosiva, ovunque si fermava a caccia di ricordi. Le grotte, poi, l’affascinavano.

Ci inoltrammo silenziosi nel lungo corridoio sotterraneo, vinti dal mistero di quel paradiso di calcare. Mano nella mano, ci sentivamo più innamorati che altrove; e solo ci disturbava il brusio dei turisti e il sordo borbottio di mia madre, infreddolita e stanca. Giunti in un angolo più buio degli altri, baciai Marilinda e con affetto e trasporto cominciai a accarezzarla. Ero eccitato, accalorato, innamorato. Ma una voce perentoria m’intimò:

“Giù le mani.”

Le ritrassi subito imbarazzato. Abbassai la testa, cercai di assumere con Marilinda un atteggiamento disinvolto, ma ci sentivamo entrambi come due pulcini bagnati. E il nostro rossore, benché attutito dalla poca luce, ci sembrò non lasciasse alcun dubbio. Eravamo e ci sentivamo colpevoli, perciò avremmo voluto cristallizzarci e confonderci con le altre bizzarre sporgenze rocciose, ma quella voce riprese e chiarì:

“Giù le mani. Non toccate niente: le stalattiti e le stalagmiti potrebbero rovinarsi.”

Maledii quel custode, ignorante e confusionario. Turbato dall’incidente, a pranzo quasi non toccai cibo. Ma quella è un’altra storia, per ora taglio corto, ma la racconterò, parola di Cortopugliese.

Giovambattista Rizzo

Giovambattista Rizzo, professionista e manager, ha condotto una vita tutta in salita, dovendo scegliere spesso tra ironia e suicidio. Ma è rimasto fedele alla scelta iniziale – cioè sua moglie, è infatti monogamo, per infausto destino -e all’altra scelta, cioè l’ironia- scrivendo inediti molto apprezzati dal 100% dei suoi 2 lettori, finché una sua Sitcom a puntate in TV ha rivelato ai più perspicaci, tenaci, audaci le doti di regista, autore, interprete, espresse anche a teatro dove una sua commedia ha ottenuto un successo indiscutibile, anche se non riscontrabile. Dalla Sitcom TV e con quei personaggi, è nato il primo romanzo, Il Marito Virtuale. Il secondo è Olimpo web: storia d’amore e ironia. Ma gli Dei dell’Olimpo sono onnipresenti, hanno così anche ispirato la sceneggiatura di un film (Olimpo Web) e della sua riduzione teatrale (La Commedia degli Dei ). Giovambattista Rizzo si dedica infatti molto al teatro, ha tratto così dal Progetto Internazionale e Multimediale REGALAMI UN SORRISO la sua prima Musical Comedy, al debutto l’1 ottobre 2016 (prima assoluta a Trezzano sul Naviglio, è tra gli eventi dell’Autunno Trezzanese 2016).

 

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