Hermes Università: etica nuova tra il mondo delle imprese e la ricerca scientifica universitaria

HERMES UNIVERSITA’ POPOLARE PRIVATA: UN’ETICA NUOVA TRA MONDO DELLE IMPRESE E RICERCA SCIENTIFICA UNIVERSITARIA (www.unihermes.org)

 

E’ proprio di questi giorni la notizia che rimbalza da un giornale all’altro sulla classifica mondiale delle Università. Si nota subito che  il Massachusetts Institute of Technology (MIT) risulta essere la migliore università al mondo. Certo la notizia non sarebbe sorprendente se non fosse che tale posizione resta fissa ed inattaccabile da sette anni consecutivi come un record imbattibile.

Diciamo subito che tale classifica è stata effettuata dal  QS World University Ranking. https://www.topuniversities.com/university-rankings/world-university-rankings/2018 .

La società di consulenza, che ha curato la ricerca nel settore dell’analisi relativa alla bontà delle università di tutto il mondo (QS Quacquarelli Symonds), evidenzia che  le prime quattro posizioni in classifica sono detenute da università statunitensi e la prima europea: la britannica Oxford si attesta solo al 5° posto superando per la prima volta la concorrente di Cambridge. Ma dove troviamo la prima università italiana? al 156mo posto!

Pur se il giudizio di un giornale, che non cito per pudore scientifico, declama a proposito : “ fanno bene anche le italiane: 21 università su 30 hanno guadagnato terreno rispetto allo scorso anno. Tuttavia il migliore ateneo, il Politecnico di Milano, si piazza solo al 156mo posto, nonostante una scalata di 14 posizioni.” a mio avviso c’è poco da rallegrarsi.

Cerco di spiegare brevemente il mio disappunto soffermandomi su come si posizionano le nostre migliori università rispetto al variegato contesto internazionale, sottolineando per chi non lo sapesse o non ricordasse che  l’istituzione delle Università è nata nel nostro Paese: l’Università di Bologna fondata nel 1088.

Detto questo, osserviamo la situazione attuale: nel contesto internazionale, a parte la realtà delle 4 università statunitensi piazzatesi al top e le due inseguitrici anglosassoni di Oxford e Cambridge, dobbiamo amaramente notare che il nostro tanto decantato sistema universitario, dove il MIUR continua a mantenere un monopolio, da molti reputato incostituzionale per il riconoscimento accademico dei percorsi di insegnamento legato al valore legale dei titoli universitari;  dove ci siamo inventati l’ANVUR ed un insieme di regole per valutare la qualità della ricerca; dove le università presentano il minor numero di ricercatori rapportato alla popolazione; dove i professori sono per la maggior parte al di sopra dei 50 anni di età; dove non si hanno percorsi di ricerca del terzo ciclo (dottorati di ricerca) rivolti alla creazione di competenze specifiche da integrare con il mondo universitario, dove dopo un percorso accademico, la professionalità non esiste perché deve essere sempre attestata da un ordine professionale o da un esame di stato che abiliti lo specializzato o il dottore all’esercizio della professione………ma allora l’Università a che serve?

Le nostre università hanno scarso impatto sulle opportunità occupazionali dei giovani con la particolarità che quelli migliori sono costretti ad emigrare per essere professionalmente riconosciuti e che costituiscono quel fenomeno noto come “fuga di cervelli”.

Alcuni risultati della ricerca

Ma andiamo avanti con i risultati della ricerca. Troviamo che la nostra migliore Università, (il campione rilevato è di 1.000 università) il Politecnico di Milano classificatasi 156ma,  nel 2012 era al posto 244 e ora è considerata nel campo della ricerca come “Very High” con un rating complessivo pari a 48,7%; con un livello di reputazione accademica, ossia la valutazione da parte della comunità accademica internazionale, situata a 57,1%; mentre l’employer reputation che rappresenta la valutazione di aziende e di manager,  la pone a quota 85,9%. Meno male che si tratta della nostra migliore Università! Andiamo però a vedere come stanno le altre. Nello scorrere la classifica ci si accorge che moltissime sono le posizioni prima di noi, tra cui c’è una università Cinese al posto 17, una della Corea del Sud al 40mo posto. Ma fortunatamente c’è anche  ciò che ci permette di dire “mal comune mezzo gaudio” ossia  il fatto che anche la prima delle università francesi si classifica al posto 50, la prima delle tedesche è al 62, la prima in Argentina è al 74, la prima Svizzera è al 78, persino la Malesia ci precede con una università all’87°posto seguita dal Cile (132) Israele (154) e subito dopo la nostra prima, seguono Spagna (159), India (162), Taiwan (163), Belgio (165) Arabia Saudita (189).

E le altre italiane, ci chiediamo? La classifica ci dice che Bologna è al posto 180, la Sapienza di Roma al 217, seguita da Padova (249), Università di Milano (325) Politecnico di Torino (387), l’Università di Pisa (422), Trento (426), seguita al 472 dalla Federico II di Napoli; al 491 la Cattolica del Sacro Cuore; nel range 501/510 l’Università di Firenze e quella di Tor Vergata di Roma; tra 571/580 c’è l’Università di Torino; tra 581/590 troviamo Pavia; al 601/650 la Milano Bicocca; poi nel range di 751/800 troviamo un folto gruppo di italiane reputante anche importanti quali le università di Ca’ Foscari di Venezia, Perugia, Brescia, Ferrara, Genova, Siena e Trieste; esattamente allo stesso livello della Airlangga University dell’Indonesia o la Universidad di S. Francisco de Quito in Ecuador. Se può consolarci però possiamo dire che in tale ultima classifica si trovano anche Università come Dusseldorf e Rostok in Germania e Rennes in Francia.

Certo non sembriamo combinati bene, ma per approfondire meglio, giusto per fare un esempio sulla ricerca post/laurea e cioè sul cosiddetto Dottorato di ricerca, abbiamo fatto una indagine, che chiunque può fare dato che il sito è interattivo. Abbiamo inserito il criterio di ricerca “venire a studiare in Italia Post/graduate (dottorato di ricerca) per la disciplina Business management”, abbiamo trovato che risulta possibile studiare in 33 università italiane in cui si classifica come migliore Bologna, (passata da 182 del 2015 a180 del 2019) che però non evidenzia in pratica percorsi del terzo ciclo; poi Roma la Sapienza (passata da 196 del 2014 a 217 del 2019) e a seguire Padova (passata da 338 del 2017 a 249 del 2019); Milano (da 256 del 2012 al 325 del 2019) e 12 rimanenti non classificate.

Un altro dato importante da rilevare a mio avviso, perché fondativo del rating, è quello riguardante oltre alla classifica totale, anche il cosiddetto “Employer reputation” vale a dire la “valutazione di Aziende e manager”, ciò che abbiamo scoperto è che a parte il Politecnico di Milano che raggiunge l’85,9% dei consensi, le altre hanno un risultato piuttosto carente. Andando in ordine: Bologna (49,6%); la Sapienza, (36,1%); Padova (35,9%); Milano (24,8%).

L’importanza di questo indicatore è fondamentale perché rappresenta l’appeal che i laureati e i dottori di ricerca di queste Università suscitano per le imprese. Forse però non abbastanza da convincerle ad assumere.

La Sfida dell’Università Hermes (Popolare Privata Ente del Terzo Settore)

Di fronte a questa realtà che pesa sul futuro del nostro Paese, un gruppo di persone fisiche e giuridiche, ha sentito il dovere di proporre un salto di paradigma, una sfida nel mondo dell’Università italiana attraverso un progetto fortemente innovativo.

Questo salto di paradigma si trova in Hermes Università Popolare Privata ets, creata per  uscire dagli schemi concettuali ormai scontati e preda della routine abitudinaria all’approccio con la conoscenza, per dare un sapore nuovo al sapere, un futuro al divenire dell’uomo che lo determini come creatura in grado di gestire i cambiamenti e non di subirli come ineluttabili.

Così in un futuro che ci incalza e che diviene sempre più immediatamente presente, la nostra società si confronta con il mondo della tecnologia che si sviluppa in ambiti diversi e avvincenti, ma altrettanto pericolosi se non si saprà come gestirla. L’accelerazione, la superficialità, la velocità, l’aggressività e la violenza che essa veicola, porteranno inevitabilmente un abbandono delle certezze scientificamente fondate su realtà del passato, espressioni di una storia che pur ripetendosi, è ormai tessuta di complessità sistemica che abbandonando il rapporto di azione–reazione entra in un principio di indeterminazione di natura olistica.

Per spiegare in breve, Mission e Vision di Hermes Università Popolare Privata (H.U.P.P.E.T.S.), ai lettori, anche per evitare eventuali equivoci interpretativi, vorrei meglio specificare quanto segue:

HERMES Università Popolare Privata ETS acronimo HUPPETS, è un’istituzione privata no-profit che è stata costituita a Roma in data 13 dicembre 2017.

I suoi membri fondatori sono persone giuridiche e persone fisiche, tra cui la Società 4metx Srl, la Salvatori&Partners Srls e l’associazione HERMES Centro Studi Europeo.

All’associazione neo-costituita si è voluto dare il nome di HERMES nel suo acronimo: Ente superiore di Ricerca della Massima Eccellenza Scientifica che in Inglese traduciamo

Higher Education Research for Mobile Excellence Society.

Le Ragioni e le Ambizioni

Senza volermi dilungare vorrei sottolineare soltanto un altro problema per far capire l’idea che ha originato la concezione questo nuovo modello di università: il problema delle competenze. E questa volta invece di riferirmi all’Italia voglio riferirmi direttamente all’Europa dove a proposito di competenze si rileva che circa 80 milioni di persone hanno scarse competenze o solo competenze di base, ma l’apprendimento lungo tutto l’arco della vita avvantaggia soprattutto le persone più istruite. Da qui al 2020 saranno creati 16 milioni di posti altamente qualificati, mentre i posti scarsamente qualificati scenderanno di 12 milioni. L’allungamento della vita lavorativa presuppone anche la possibilità di acquisire e sviluppare nuove competenze durante tutto l’arco della vita.

Ma nel nostro Paese dobbiamo fare i conti con la difficoltà di accesso al mondo del lavoro, sia da parte dei giovani a causa del mancato ricambio, sia da parte di quarantenni e cinquantenni che vengono esodati a causa dello sviluppo tecnologico, dello smart and robot working.

La nostra consapevolezza dunque è che l’Europa ha bisogno di fondare le proprie strategie di sviluppo su una cultura comune, il valore trasversale che accomuna gli uomini anziché dividerli.

Sappiamo infatti che l’università e le istituzioni che producono conoscenza sono generatori diretti sia di cultura che di crescita economica, ecco perché aspiriamo ad organizzare un’Università Popolare e Privata: con caratteristiche non convenzionali, fondata sulla ricerca scientifica e la qualità dell’insegnamento, che non sia in competizione con altre Università Italiane Europee o Extraeuropee, ma sia il luogo dove i ricercatori-studenti incontrano il mondo accademico e le imprese. Ecco perché abbiamo scelto di fare solo il terzo ciclo accademico mirato alla ricerca dottorale.

Inoltre Hermes Università Popolare Privata ETS è un’innovazione sotto il profilo organizzativo perché agisce in Smart-Working e Smart-Managing, in linea con l’evoluzione tecnologica che comprende ambienti fisici di ogni tipo mediati da ambienti virtuali che legano e determinano rapidamente la nuova impostazione delle attività della ricerca di natura scientifica basata su strategie variabili per obiettivi mobili. Essa rappresenta un’innovazione educativa, una comunità di persone, interpretata da imprenditori, manager pubblici, privati e del terzo settore, docenti, ricercatori-studenti, che ricercano soluzioni alle problematiche emergenti e che si innamorano della scienza fondamentale, perché desiderosi di rendere il mondo un posto migliore.

L’innovazione

Hermes UPPets, che si modella sul M.I.T. di Boston, svolge solo il terzo ciclo di studi Universitari, non ha Facoltà, non svolge attività didattica come le università tradizionali, ma solo docenza su risultati da ricerca ed eroga un Ph.D. specifico per dipartimento e progetto di ricerca.  Si qualifica come Università Popolare Privata perché pur se rivolta alla creazione di eccellenza,  vuole dare a chiunque la possibilità di ottenere un Ph.D., senza escludere nessun tipo di studente che sia giovane laureato oppure lavoratore qualificato con specifiche competenze anche informali o studenti che non si sentono giustamente valutati. L’accesso è sempre stabilito da un esame di verifica dei requisiti formali e sostanziali posseduti, ma valutati alla luce dello spirito di iniziativa e della curiosità intellettuale dimostrata. La Hermes UPPets vuole costruire una rete globale accademica di riconoscimento reciproco del titolo in base alle competenze espresse. La Hermes UPPets, nelle more del riconoscimento da parte del MIUR richiederà il riconoscimento solo ad Università estere. Inoltre puntando all’eccellenza degli studi e della ricerca si impegna a far superare il criterio temporale degli studi, definito dalla convenzione di Bologna, per dare in futuro, più spazio all’eccellenza inglobando nei tre anni di ricerca gli ECTS  (120) previsti dal biennio magistrale concentrandoli nel triennio di ricerca, il quale invece di assegnare 180 ECTS ne assegna, grazie all’organizzazione del lavoro direttamente 300.  In tal modo si permetterà agli studenti in possesso di laurea triennale conseguita con eccellenza di studio e risultati, di accedere direttamente al Ph.D..

HUPPETS nasce come modello di università imprenditoriale, che ha come missione propria lo sviluppo sociale ed economico della società ormai globalizzata. L’imprenditorialità accademica è rappresentata dalla ricerca scientifica che diventa così una componente inscindibile del processo di insegnamento.

L’università imprenditoriale interagisce strettamente con l’industria, l’attore pubblico ed il terzo settore – essa non è una «torre d’avorio» isolata dalla società ma è un’istituzione relativamente indipendente – non rappresenta un’emanazione che dipende da altre sfere istituzionali.

Le attività di ricerca e di docenza sono orientate a sviluppare collaborazioni e sinergie tra il mondo della formazione ed il mondo del lavoro, favorendo un’elevazione culturale e l’ingresso del mondo dell’imprenditoria nelle scelte didattiche e della ricerca scientifica. Ciò in risposta agli emergenti bisogni di natura sociale, economica ed educativa legati all’eccellenza scientifica  di alta formazione.

I Pilastri della struttura Universitaria

L’Università Popolare Privata si fonda su tre pilastri: le Imprese Lungimiranti, i Dipartimenti qualificanti e i Ricercatori studenti.

Le Imprese Lungimiranti

Chi Sono?

Sono le aziende e le organizzazioni imprenditoriali italiane, europee ed extra-europee, anche a partecipazione pubblica e del terzo settore, che:

  • puntano alla ricerca scientifica quale innovazione del proprio business;
  • sostengono il finanziamento di Hermes Università Popolare Privata ETS;ù
  • forniscono ai Dipartimenti Qualificanti le indicazioni sui propri interessi di ricerca;
  • finanziano la singola ricerca scientifica attraverso un progetto, un corso di laurea, un Ph.D, un master di primo o di secondo livello, un M.E.S.A.F. (corso della Massima Eccellenca Scientifica di Alta Formazione) di primo o di secondo livello;
  • diventano proprietarie della ricerca eseguita senza condizionare l’autonomia dell’Università.

Il contratto tra l’Impresa Lungimirante ed Hermes Università Popolare Privata ETS sancisce l’autonomia della ricerca accademica.

La convenienza per le imprese è quella di poter contare su ricercatori veramente interessati, partecipare ad un ente universitario prestigioso,  avere la convenienza pratica di potersi scaricare fiscalmente il finanziamento della ricerca, entrare nel CdA dell’Università per controllare l’impiego dei fondi erogati, gestire il risultato della ricerca oppure il ritorno di immagine dovuto sia all’uso del logo accademico nella propria carta intestata sia al ritorno di pubblicità che il risultato potrà loro portare. Inoltre per quelle che hanno un proprio servizio formazione, potranno far figurare lo stesso come sede distaccata di dipartimento. Infine, di altri benefici concernenti la formazione di proprie maestranze, il rilascio di titoli universitari ed il conseguente sviluppo in termini di spin-off e start-up ecc., non posso parlarne in questa sede per non appesantire la lettura.

I Dipartimenti qualificanti

Cosa sono i Dipartimenti qualificanti e distintivi: Il dipartimento come concepito da HUPPets è una struttura innovativa rivolta alla ricerca, sia pura che applicata che non svolge attività didattica, ma solo docenza propedeutica a progetti di ricerca.

Il Dipartimento va considerato come ciò che nel 1400 era  la “Bottega del Sapere” dove non si costituiscono conoscenze avulse dalla natura intellettuale dell’essere umano, il quale per sua natura intellettiva non scinde la propria conoscenza parcellizzando nozioni, informazioni e formazione,  in una visione esclusivamente specialistica della ricerca scientifica, bensì la configura in una visione culturale che integra conoscenza, esperienza e intelligenza coniugandole ad un livello di razionalità intellettuale ove l’intenzionalità ed il senso critico della ricerca scientifica, lo pongono in un ambiente di contesto comparativo aperto a tutte le domande possibili, siano esse specifiche, generiche, razionali o esistenziali.

Le attività che svolge sono di ordine Seminariale, Summer School, Gap-year, Master, Mesaf e Ph.D. o Dottorati di ricerca.

 Il Dipartimento Qualificante si differenzia dai tradizionali dipartimenti universitari perché si caratterizza:

1) per la particolare  struttura impostata sulla interdisciplinarità;

2) per la snellezza, flessibilità e poliedricità  della struttura;

3) per  l’impostazione innovativa  dei docenti incardinati, ciascuno con un proprio contratto e così strutturata:

  1. a) Professori stabili provenienti dal vivaio del socio fondatore Hermes cse afferenti ciascuno per la propria disciplina, non necessariamente provenienti da concorsi universitari, con possibilità di aggregare ognuno almeno tre incaricati ;
  2. b) un numero illimitato di professori convenzionati provenienti dalle Università di Paesi europei ed extraeuropei che hanno sottoscritto un protocollo di collaborazione universitaria;
  3. c) un Roster di esperti di chiara fama internazionale (Premi Nobel e altre eccellenze riconosciute a livello mondiale);
  4. d) manager delle Imprese Lungimiranti che commissionano il Progetto di Ricerca

Ogni dipartimento offrirà la propria competenza formativa per i progetti di ricerca, curando l’interdisciplinarità della stessa in collaborazione con Università e Imprese.

I Dipartimenti qualificanti sono rappresentati da un collegio di 10 docenti più un direttore che esprimano la più piena interdisciplinarità in termini di competenze e conoscenze correlate. Avranno il profilo specifico analogo agli esperti di cui si servono le Commissioni dell’Unione Europea e saranno scelti con criteri trasparenti sulla base delle competenze accertate. A tale compagine fissa si affiancheranno per ogni singolo progetto commissionato, i professori delle Università internazionali (si auspica di fare una convenzione  almeno con una università per ogni Paese). In ogni dipartimento inoltre il roster di esperti di livello internazionale che potranno essere inseriti nei progetti di ricerca sarà motivo di garanzia manifesta del livello scientifico espresso. I DQ in strutturazione sono al momento 7 e precisamente: 1) Società, Economia e Sviluppo (SES); 2) Eurolinguistica e Terminologia Internazionale (ELTI); 3) Pedagogia Forense (PF); 4) Neuroscienze Affettive e Studi Inter-Culturali (NASIC); 5) Nuove Tecnologie Digitali (NTD); 6) Belle Arti, Restauro e Archeologia (BRA); ed infine 7) Cucina e Nutrizione (CN).

I dipartimenti saranno rappresentati dai propri direttori in un consiglio dei dipartimenti, presieduto dal rettore, che avrà anche la cura dell’Albo unico dei ricercatori basato su trasparenza e armonizzazione dei criteri di valutazione che non si limitino alla sola bibliometria attualmente in uso.

I Ricercatori studenti

Chi sono?

Sono laureati di Eccellenza che seguiranno percorsi di ricerca triennali in cui saranno considerati: nel primo anno Ricercatori studenti, (Rs); nel secondo anno Ricercatori effettivi (Re); e nel terzo anno dopo la validazione e pubblicazione della ricerca Ricercatori docenti (Rd); per l’ottenimento di uno specifico Ph.D. con la prospettiva di:

  • inserirsi nell’Impresa Lungimirante (Ll) che ha commissionato la ricerca;
  • dirigere una nuova ricerca nello stesso settore come Direttore;
  • Creare uno Spin-off Universitario o una start-up, di concerto con l’Università e l’Impresa Lungimirante;
  • Svolgere attività di docenza presso le facoltà e i dipartimenti delle Università Europee ed extra-europee convenzionate con HUPPETS e che abbiano sottoscritto l’Allegato Protocollo d’intesa.

L’intento della nostra Università HUPPETS

Per terminare questo discorso con la prospettiva di permettere a tutti coloro che leggono di associarsi a questa Università, specialmente se imprese, vorrei concludere mettendo in evidenza qual è l’intento di questa università:

  • la creazione di una rete internazionale di rapporti accademici a livello Mondiale;
  • la definizione di competenze accademiche reciprocamente riconosciute da Università pubbliche, popolari e private che credono che lo spirito Universitario scaturisca dalla ricerca scientifica nonché dall’integrazione con il mondo delle imprese pubbliche e private e organizzazioni del terzo settore;
  • la definizione di sbocchi effettivi di lavoro per coloro che seguiranno i percorsi formativi di Ph.D.
  • l’individuazione e formazione di eccellenze originate dalla volontà di raggiungere traguardi di conoscenza sempre più avanzati ed ambiziosi;
  • dare la possibilità a chiunque dimostri di essere in grado di conseguire l’eccellenza scientifica di essere ammesso ai percorsi di formazione e ricerca, senza alcuna discriminazione e nel pieno rispetto dei diritti umani;
  • riconoscere royalties alle Università che segnalano e fanno iscrivere i loro migliori Laureati;
  • concludere accordi con Università e Scuole Accademiche di Alta Formazione che abbiano questi medesimi obiettivi;
  • e last but not the least, mettere la parola fine alla fuga di cervelli che impoverisce l’Italia.

Romeo Ciminello

Romeo Ciminello, nato a Roma il 5/4/52, Laurea in Scienze politiche (1978); Specializzazione in Commercio Estero e Marketing internazionale (1981); specializzazione in cambi (1981); specializzazione in Discipline Bancarie (1985); attestato di Mediatore civile (2011); docente di Etica e Sviluppo nella Facoltà di Economia e Sviluppo  dell’Università Cattolica del Congo Kinshasa (www.ucc.cd );  docente di Finanza d’Impresa presso l’Università di Trieste –Gorizia Campus, ( dal 1991 al 2005); docente di economia dello sviluppo presso la Facoltà di Scienze sociali della Pontificia Università Gregoriana di Roma (1994-2012); ha insegnato anche presso l’Università di Cassino e di Salerno; Quadro direttivo presso Banco di Roma – Unicredit (1976-2012); è Presidente del Comitato di promozione etica onlus (www.certificazionetica.org ) è Direttore scientifico presso la Società 4metx srl (www.4metx.it ) ; è Membro del Collegio dei probiviri della Konsumer  Italia (www.konsumer.it ) è Autore di diverse pubblicazioni tra cui Etica Finanza e mercati (Tipar Ed.1999); Il significato cristiano del lavoro (Tipar Ed.2006); Il significato cristiano della Responsabilità Sociale dell’Impresa (Tipar ed. 2008); autore del blog etico  Agenda-etica (www.agenda-etica.blogspot.com ); promotore di diversi convegni su tematiche di etica-socio-politico-economica e autore di diversi articoli su stampa specializzata.

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