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Giuseppe Gioachino Belli: ci immergiamo nelle sue poesie e liberiamo la mente!

Sonetti di Giuseppe Gioachino Belli

Chi era il Belli?

 Giuseppe Francesco Antonio Maria Gioachino Raimondo Belli (Roma, 7 settembre 1791Roma, 21 dicembre 1863) è stato un poeta italiano. Nei suoi 2279 Sonetti romaneschi, composti in vernacolo romanesco, raccolse la voce del popolo della Roma del XIX secolo.

«Io ho deliberato di lasciare un monumento di quello che oggi è la plebe di Roma.
In lei sta certo un tipo di originalità: e la sua lingua, i suoi concetti, l’indole, il costume, gli usi, le pratiche, i lumi, la credenza, i pregiudizi, le superstizioni, tuttociò insomma che la riguarda, ritiene un’impronta che assai per avventura si distingue da qualunque altro carattere di popolo. Né Roma è tale, che la plebe di lei non faccia parte di un gran tutto, di una città cioè di sempre solenne ricordanza.»

(Giuseppe Gioachino Belli, introduzione alla raccolta dei sonetti)

Tempi vecchi e ttempi novi  

Ar zu’ tempo mi’ nonno m’aricconta
che nun c’ereno un cazzo bbagarini, 1
se 2 vedeva ggiucà co li quartini 3
a ppiastrella, e a bbuscetta: e mmó sse 4 sconta.
             
     L’ova in piazza, s’aveveno a la conta
cento a ppavolo e ssenza li purcini:
la carne annava a ssedici cudrini 5
ar mascello, e ddua meno co la ggionta.
              
     Er vino de castelli e dder contorno
10era caro a un lustrino 6 pe bbucale
e ott’oncia a bboecco 7 la paggnotta ar forno.
              
     E mmó la carne, er pane, er vino, er zale,
e ll’accidenti, crescheno ’ggni ggiorno.
Ma ll’hai da vede che ffinisce male.


Roma, 25 agosto 1830 – De Peppe er tosto

 

Note

1  Monopolisti di commestibili e altro
2  Si
3  Mezzo scudo d’argento. Dicesi anche quartino, perché un tempo correvano piccole monete d’oro da cinque paoli, che erano quarti di uno zecchino.
4 Si
5 Quattrini: centesimi romani
6 Grosso: moneta d’argento da cinque baiocchi
7 Baiocco.

                                                                                                         —————

Giuseppe abbreo   

Certi Mercanti, doppo ditto: aéo, 1
se sentinno2 chiamà ddrento d’un pozzo.
Uno sce curze3 all’orlo cor barbozzo, 4
e vvedde move,5 e intese un piaggnisteo.
             
     «Cazzo! qui cc’è un pivetto6 pe ssan Ggneo,
come un merluzzo a mmollo inzino ar gozzo!».
Caleno un zecchio: e ssú, frascico e zzozzo, 7
azzécchesce chi vviè? Ggiusepp’abbreo.
              
     L’assciutteno a la mejjo cor un panno,
10je muteno carzoni e ccamisciola,
e ppoi je danno da spanà,8 jje danno.
              
     E doppo, in cammio9 de portallo a scola,
lo vennérno in Eggitto in contrabbanno
pe cquattro stracci e un rotolo de sola.


Morrovalle, settembre 1831 – De Pepp’er tosto

 

Note

1- Grido degli Ebrei che comperano robe vecchie
2- Si sentirono
3- Ci corse
4- Col mento
5- Vide movere
6- Un fanciullo
7- Fradicio e zozzo
8- Da mangiare
9- In cambio            

                                                                                              ——————-

  El Romito

 «Quanno te lo dich’io cachete er core» 1
me diceva ier l’antro un bon romito;
«in sto monnaccio iniquo e ppeccatore,
nun ze trova piú un parmo de pulito.

     Co’ ttre sguartrine 2 io fascevo l’amore
e je servivo a ttutte de marito;
e ppe un oste, uno sbirro e un decrotore 3
ste porche tutt’e ttre mm’hanno tradito.

     Ma io pe ffa vvedé cche mme ne caco,
10tutte le sere vado all’osteria,
e ffo le passatelle, e mm’imbriaco.

     E ssi la tentazzione m’aripía, 4
me lo cuscio pe ddio cor filo e ll’aco
quant’è vvero la Vergine Mmaria».


15 febbraio 1830 – De Peppe er tosto – G. G. B.

 

Note

1-Sottointendi: piuttosto che non crederlo; cioè: «devi crederlo per forza, a mal tuo grado»
2- Donnucole
3-Décrotteur
4-Mi ripiglia

 

Lina Tedesco

Lina Tedesco, correttrice di bozze ed appassionata segretaria di redazione di riviste aziendali bancarie, intrepida addetta stampa di ambienti creditizi, ha svolto incarichi in agenzie pubblicitarie, promoter, collaboratrice e venditrice di gallerie di arte contemporanea , conquistata dalla Rete con estrosità.

 

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