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FINANZIARE LA BONIFICA DEI MATERIALI CONTENENTI AMIANTO

Finanziare la bonifica dei materiali contenenti amianto: anche nel 2022 riproposto il bando “INAIL – ISI”

 

Com’è tristemente noto, è purtroppo ancora oggi molto diffusa la presenza di materiali contenenti amianto [MCA] nelle nostre case e nei luoghi di lavoro (e nelle strutture pubbliche…).

Questi materiali, per un lungo lasso di tempo, hanno rappresentato “l’Eldorado” per gli operatori del settore: ubiquitari in natura (quindi anche in Italia: la cava di Balangero (TO) era la più grande d’Europa!), facilmente estraibili e estremamente versatili (possono essere facilmente tessuti, filati e “legati” con svariati materiali da costruzione quali gesso, cemento, gomma, PVC, ecc…), grazie alla loro natura fibrosa con fibre molto fitte e particolarmente sottili (lo spessore di 250 capelli affiancati corrisponde allo spessore di circa 300.000 fibre di amianto!) che garantisce loro caratteristiche peculiari: straordinaria resistenza al fuoco, al calore, all’azione di agenti chimici e biologici e all’usura (se non bastasse ciò, sono anche ottimi termoisolanti…)

Per un tragico paradosso, è proprio alla struttura fibrosa dell’amianto (che fa sì che abbia quelle straordinarie caratteristiche fisiche) che è legata la sua pericolosità! E’ infatti ormai dimostrata, da ampia letteratura medica, la correlazione tra l’esposizione, con conseguente inalazione, delle microfibre e gravissime patologie dell’apparato respiratorio: l’inalazione di fibre di amianto può provocare, purtroppo:

  • asbestosi: malattia respiratoria “professionale” perché si manifesta per esposizione medio-alte; fortemente invalidante, causa indurimento del tessuto polmonare e conseguente difficoltà del sangue nello scambiare ossigeno;
  • carcinoma polmonare: patologia più frequente in quanto può verificarsi anche per basse esposizioni; è amplificato nei soggetti fumatori.
  • Mesotelioma: localizzato con più frequenza nella pleura; è un tumore altamente maligno e può presentarsi come una complicanza dell’asbestosi.

 

E’ altresì, nel contempo, fondamentale ribadire che la presenza di materiali contenenti amianto, in una struttura, non implica necessariamente un pericolo immediato, però ogni anno una lastra in cemento-amianto degradata può rilasciare anche 3 gr di fibre/m2 ca. nell’aria, che corrispondono a circa 900.000.000 di fibre a m2!

La “pericolosità” correlata alla presenza di MCA dipende, quindi, dalla capacità dei materiali di rilasciare fibre potenzialmente inalabili nell’aria, per effetto di naturale degradazione, manipolazione, lavorazione, vibrazioni, correnti d’aria, infiltrazioni…

In ogni caso va, naturalmente, correttamente gestita detta presenza, nel rispetto in particolare della vigente normativa di settore (tra i più significativi, per tale problematica, ricordiamo il D.M. 06/09/1994, il D.G. della Regione Lombardia del 22 dicembre 2005 – n. 8/1526 – – Piano Regionale Amianto della regione Lombardia [PRAL] e, naturalmente, il D. Lgs. 152/2006, in tutte le successive modifiche ed integrazioni).

Si ritiene utile ricordare che il PRAL vigente nella nostra Regione impone, al Soggetto ha la disponibilità del bene con presenza di MCA (indipendentemente dalla sua natura giuridica: nulla cambia se trattasi di Privato cittadino piuttosto che Azienda e/o Ente Pubblico):

  1. a) l’obbligo di notifica, al dipartimento ATS (ex ASL) competente per territorio, della presenza di MCA nella struttura con il modello “NA/1”;
  2. b) la valutazione del rischio amianto, utilizzando allo scopo:

* l’indice di degrado (I.D.), mediante specifico algoritmo di calcolo, solo per amianto nelle coperture, in “matrice compatta” [valido solo in Lombardia];

* un criterio di valutazione, per l’amianto in “matrice friabile” e/o presente in altre parti della Struttura, riconosciuto a livello internazionale (ad esempio, il metodo “Versar®”).

 

Il Decreto del Ministero della Sanità del 06/09/1994, inoltre, impone al Soggetto che ha la disponibilità del bene con presenza di MCA:

  • la nomina del “Responsabile Rischio Amianto” con compiti di gestione, monitoraggio e controllo periodico dei MCA quando necessario (ad esempio, nel caso di condomini, Aziende e/o Scuole, ecc…);
  • l’attività di formazione/informazione del Personale anche solo potenzialmente esposto;
  • qualora ritenuto necessario dal “RRA”, di attuare periodiche e specifiche campagne di monitoraggio aria ambiente, finalizzate alla verifica di eventuali presenza e concentrazione di fibre aerodisperse di amianto;
  • l’elaborazione di specifiche procedure, in accordo con il “RRA”, da sottoporre a chiunque possa, a qualsiasi titolo, dover interagire con i MCA.

 

IL BANDO INAIL ISI – EDIZIONE 2022

Ad aiutare i Datori di Lavoro che hanno purtroppo MCA in Azienda, interviene da qualche anno l’INAIL, con il cosiddetto “BANDO ISI”, uno degli strumenti migliori per finanziare la bonifica da MCA in Aziende.

Anche quest’anno possono, infatti, presentare istanza le imprese, anche individuali, ubicate su tutto il territorio nazionale, iscritte alla CCIAA per ottenere finanziamenti finalizzati alla bonifica da materiali contenenti amianto (per la Regione Lombardia, lo stanziamento previsto per tale linea di finanziamento, è stabilito in € 13.391.737,00).

Il finanziamento, in «conto capitale», è calcolato sulle spese ritenute ammissibili al netto dell’Iva, per un finanziamento erogabile, per ciascun progetto, che non potrà essere inferiore a € 5.000,00 euro né superiore a € 130.000,00.

Il bando è articolato e complesso, tra i punti significativi da rispettare per presentare istanza, ricordiamo:

  • il progetto presentato deve essere coerente con il Programma di Controllo e Manutenzione di cui al punto 4 del D.M. 6/9/1994.
  • gli interventi di bonifica da MCA finanziabili sono unicamente quelli relativi alla rimozione totale, con contestuale successivo trasporto e conferimento a impianto autorizzato.

In tale ambito, per amianto si intendono i seguenti silicati fibrosi di cui all’art. 247 del d.lgs. 81/2008:

  • actinolite d’amianto;
  • grunerite d’amianto (amosite);
  • antofillite d’amianto;
  • crisotilo;
  • crocidolite;
  • tremolite d’amianto.
  • Gli interventi dovranno essere affidati a ditte qualificate e iscritte all’Albo Nazionale Gestori Ambientali nelle categorie 10A o 10B per la rimozione e nella categoria 5 per il trasporto dei MCA.

 

Le tipologie di intervento per la bonifica da MCA ammissibili sono esclusivamente:

  1. a) Rimozione di componenti edilizie quali coibentazioni, intonaci, cartoni, controsoffitti e sottocoperture, contenenti amianto in matrice friabile;
  2. b) Rimozione di MCA da mezzi di trasporto;
  3. c) Rimozione di MCA da impianti e attrezzature (cordami, coibentazioni, isolamenti di condotte di vapore, condotte di fumi ecc.);
  4. d) Rimozione di piastrelle e pavimentazioni in vinile amianto compresi eventuali stucchi e mastici contenenti amianto;
  5. e) Rimozione di coperture in cemento-amianto;
  6. f) Rimozione di manufatti, non compresi nelle precedenti tipologie, contenenti amianto in matrice compatta (cassoni, canne fumarie, comignoli, pareti verticali, controsoffitti e sottocoperture, condutture, ecc.).

 

Sono ritenute ammissibili e quindi finanziabili:

  1. a) le spese di progetto;
  2. b) le spese tecniche e assimilabili.

 

Si ricorda che la somma delle spese a) e b) è finanziabile nella misura massima del 65% (con un minimo erogabile di € 5.000 euro ed un massimo erogabile di € 130.000).

Le “spese tecniche e assimilabili” sono finanziabili entro la percentuale massima del 10% rispetto ai costi di cui al precedente punto a), con un importo massimo complessivo di € 10.000. Ferme restando le condizioni di cui sopra, la spesa massima ammissibile per la perizia asseverata è pari a € 1.850.

 

Caratteriste delle spese ammissibili a finanziamento:

a.1) le spese di progetto.

Sono finanziabili le spese direttamente necessarie all’intervento e quelle accessorie o strumentali funzionali alla sua realizzazione e indispensabili per la sua completezza comprese; solo nel caso della rimozione di coperture in MCA, anche quelle relative al rifacimento delle stesse.

E’ ammissibile a finanziamento anche il rifacimento della copertura, nonché degli elementi accessori quali le lattonerie (scossaline) e i canali di gronda. La nuova copertura può comprendere impianti fotovoltaici integrati nei quali i moduli fotovoltaici sostituiscono gli elementi di copertura.

Non sono finanziabili le spese relative al rifacimento/consolidamento delle strutture di sostegno della copertura e al rifacimento degli elementi strutturali della copertura e i costi di pannelli solari o moduli fotovoltaici se non integrati nella copertura.

 

a.2) le spese di progetto per la bonifica di strutture piane.

Nel caso di progetti di bonifica finalizzati alla rimozione di strutture piane in MCA (quali, a titolo indicativo: controsoffitti, sottocoperture, pavimentazioni o pareti verticali) detta voce di spesa può essere computata nella misura massima di 20 € per mq di manufatto in MCA da rimuovere.

In ogni caso, nella voce di spesa totale inerente gli interventi ipotizzati rientrano anche le spese edili accessorie (allestimento del cantiere, apprestamenti, opere provvisionali, ecc.) e quelle per l’esecuzione dei lavori in sicurezza nonché quelle per la predisposizione e la presentazione all’organo di vigilanza del Piano di lavoro ai sensi dell’art. 256 del d.lgs. 81/2008. 

 

  1. b) le spese tecniche e assimilabili.

Trattasi delle spese non facenti parte del progetto che si rendono necessarie per:

  • la redazione della perizia asseverata;
  • la determinazione analitica dell’amianto (certificato di analisi o rapporto di prova) effettuata da laboratorio qualificato dal Ministero della Salute per la specifica metodologia di analisi utilizzata;
  • la produzione di progetti ed elaborati a firma di tecnici abilitati;
  • la direzione lavori e il coordinamento della sicurezza in fase di progettazione e di esecuzione;
  • la produzione di ogni documentazione o certificazione, riguardante l’intervento, richiesta dalla normativa, quali certificazioni di prova, di regolare esecuzione o collaudo, di prevenzione incendi, acustiche, ecc.;
  • le denunce di messa in servizio di impianti (messa a terra e relative verifiche, protezione da scariche atmosferiche, ecc.);
  • le relazioni e dichiarazioni asseverate ove richieste dalla normativa (su barriere architettoniche, classificazione degli ambienti con pericolo di esplosione, ecc.);
  • la corresponsione di oneri previsti per il rilascio di autorizzazioni o nulla osta da parte di enti e amministrazioni preposte ad eccezione di quanto necessario per la redazione e la presentazione del Piano di lavoro, che rientra nelle spese di progetto.

 

Non sono ammissibili a finanziamento, infine, le spese relative alla compilazione della domanda di finanziamento.

E’ utile ricordare che gli interventi di bonifica da MCA per le quali si intende presentare istanza di finanziamento all’INAIL devono essere effettuati presso il luogo di lavoro nel quale l’impresa richiedente esercita la propria attività. Nel caso di bonifica delle strutture edili sono esclusi gli interventi su strutture delle quali l’impresa richiedente detiene la proprietà ma che ha dato in locazione ad altra Azienda, anche nel caso in cui in tali strutture operi, occasionalmente o stabilmente, personale dell’impresa richiedente.

Nel caso di locazioni parziali di immobili, sarà finanziata la sola quota parte dei lavori riguardante la porzione di immobile non locata e utilizzata direttamente dai dipendenti dell’impresa richiedente. Sono invece ammessi gli interventi richiesti dall’Azienda locataria dell’immobile oggetto dell’intervento.

Le date di “apertura” e “chiusura” della procedura informatica per la compilazione informatica verranno erse note, dall’Ente, non prima del 26 febbraio 2022.

 

 

ing. Francesco Fascì,

Esperto in Ambiente e Territorio. Settore: Diagnostica e Monitoraggio Ambientale

 

 

 

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