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I femminicidi in Italia e il paradosso nordico: dov’è la parità dei sessi?

In tempi in cui si discute sul numero dei Ministri al femminile e si cerca di portare uguaglianza di trattamento tra uomo e donna nelle professioni e nelle aziende, oltreché nelle istituzioni, appare un dato francamente sconcertante.

Nei Paesi nordici, dichiaratamente più aperti nelle questioni di genere e dove le differenze vengono ampiamente superate, attraverso leggi e cultura che ha posto in parità i due sessi, il numero dei femminicidi è superiore rispetto a quanto accade nel Sud dell’Europa e in Italia, normalmente più arretrati su queste tematiche.

Tra i Paesi più avanzati spicca la Finlandia che si è portata all’85% di applicazione delle politiche di pari opportunità e che contemporaneamente presenta un dato opposto: il 30% delle donne subisce nell’arco della vita “violenza fisica, violenza sessuale, stalking e aggressione psicologica da un partner attuale o passato”.

La contraddizione, tipica anche di Norvegia e Svezia, non viene spigata da sociologi e ricercatori, viene da dire che “tutto il mondo è Paese”.

Tuttavia una riflessione più profonda sembra indicare motivi diversi alla base di comportamenti egualmente riprovevoli e da contrastare con fermezza.

Nei Paesi “latini” certi eventi sono frutto di culture storiche di dominio del “maschio” sulla femmina” e la prevaricazione aggressiva appare come volontà di sottomettere il sesso debole, strumentalizzandone le qualità personali ai propri fini, tanto da non sopportare la ribellione, le scelte di vita diverse e di ricorrere alla violenza pur di affermare il proprio potere assoluto.

Nei Paesi “nordici” gli stessi eventi sembrano maggiormente determinati da una rivalsa nei confronti di un emergere di capacità competitive inaccettabili per chi perde potere e prestigio sociale e viene, per così dire, emarginato da una concorrenza inaspettata.

L’evoluzione del ruolo della donna nella società incontra pertanto ostacoli diversi in Paesi diversi, uniti solo dal fine comune di impedire (o ridurre, attenuare) la crescita del potere d’influenza al femminile.

Come sempre alla base delle dinamiche sociali, e psicologiche, c’è la paura, una leva poco considerata e valorizzata per spiegare l’aggressività verso le donne, la sopraffazione, lo stalking e il femminicidio, proprio perché la punta dell’iceberg è rappresentata da atti violenti che appaiono ad una prima lettura in contrapposizione con l’elemento paura, che si tende a cogliere come espressione di debolezza, di allontanamento dal conflitto e non da una sua conclusione esasperata.

In realtà la frustrazione genera aggressività o verso di sé o verso altri (soprattutto verso la causa apparente di chi fa star male) sino a catalizzare tutte le energie negative sulla persona-partner che si allontana, che non ne vuole più sapere, che cerca altre motivazioni altrove, e che si vuole cancellare per non soffrire più (mentre la vera causa è dentro di sé, forse arricchita dagli stereotipi acquisiti).

Per porre fine a un fenomeno esecrabile occorre un salto di qualità culturale di tutte le istituzioni e della società nel suo complesso, magari con valenze diverse tra “nord” e “sud” dell’Europa, fermo nelle condanne, deciso nella prevenzione (molto spesso tutti sanno ciò che sta per accadere, ma fino a che non si verifica un reato vero e proprio nessuno agisce e quando il reato arriva, ormai è troppo tardi), potente nel presidiare i valori fondamentali dell’equità sociale.

Evidentemente questo è un fatto che non appartiene solo a culture “patriarcali maschiliste”, bensì anche a contesti in cui le Pari Opportunità sembravano aver conseguito livelli di civiltà superiori.
Giorgio Cozzi

Giorgio Cozzi, Sociologo e Psicologo

– CEO di ISO Interventi Socio Organizzativi Srl

– Partner Italiano di Extended Disc (Piattaforma evoluta di Analisi dei Comportamenti

– ex Presidente di ASSORES (Associazione fra Società di Selezione)

– Membro attivo di CRESCITA (Associazione fra Società di Ricerca e Selezione del Personale

– Autore di Turbomanagement – Sperlimg & Kupfer (con Bucci e Sprega)

– Autore di Turbomanagement 2 – Franco Angeli Editore

– Autore di Cambia, Adesso! – Seneca Editore (con Gianluigi Olivari)

– Autore di Le parole segrete della vendita – Seneca Editore (con Gianluigi Olivari

– Trainer e Coach

– Esperto di BBS (Behavior Based Safety)

– Ha lavorato in Azienda presso Banca Popolare di Novara – Cotonificio Cantoni – Plasmon

– Ha lavorato vent’anni in un Gruppo Internazionale di Training (Tack International)

– Ha partecipato a Convegni Internazionali e Nazionali sul mondo del lavoro

 

(Presidente di AISM, Associazione Italiana Scientifica di Metapsichica, autore di libri sulla Parapsicologia).

 

 

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