Expo 2015 Milano: L’orgoglio e la corsa

Dal primo di maggio al 31 ottobre 2015 Milano vivra’ il suo momento di gloria o la sua amarezza piu’ grande….
Questo expo non e’ solo un evento commerciale, per questo meglio recarsi altrove, forse a Dubai nel 2020 dove la tradizione dei mall e’ forte.logo expo milano

Qui si parla di uomini e di umanita’, novemila al lavoro orchestrati dal genio indiscusso di Dante Ferretti che sapra’ dove alzare la luce e dove abbassare i toni.
Oggi la sensibilita’ di uno scenografo fa piu’ di mille costruzioni.

Dalla Shanghai di ieri alla Dubai di domani in spite of , in spregio ad ogni possibile contraddizione c’e’ sempre una citta’ generosa, disposta ad ospitare un ‘idea e rendere possibile un sogno.
Dentro una nuvola o sotto un grande albero avveniristico la vita e’ anche rappresentazione.

Un expo’ universale e’ sempre una magia, una visione che appare dal nulla e poi si fa installazione, padiglione di un un grande baraccone iitinerante che fa viaggiare il business mentre solleva la grande anima del mondo.
E’ insieme sudore, spettacolo e sinergia, una gara nella gara.
E’ un tour particolare e una sfida, Milano un monopoli, una scatola cinese.

Milano sempre in grado di affermare se stessa si superera’.

Mentre un nuovo paese designato andra’ a lasciare una pietra miliare sulla via dell’evoluzione e tratterra’ utili infrastrutture.
Tale e’ il concetto di fiera che apre e sa chiudere, mostro sacro o mostra che dir si voglia in versione piu’ concettuale.
Expo ancora un luogo fisico di mecenatismo e patrocinio, visibilita’ totale e sito di orgoglio nazionale e internazionale.
Grande riconoscimento per chi ospita , affermazione per chi partecipa.
Un luogo franco, dove poter esercitare, esibire , realizzare pensiero creativita’ e sviluppo.

E sottolineo sviluppo perche’ la crescita attiene al mondo dell’exhibition solo indirettamente.
La crescita che appartiene ai numeri dell’economie e della politica, ogni paese poi se la vive come puo’.
L’expo a volte ’ e’ solo l’evento piu’atteso di una citta’.
Come un segno artistico straordinario, un gioco, un orgia di forme pensate e
plasmate da giovani e meno giovani.

Non puo’ che essere un opera avveniristica ma anche un ossimoro, una meravigliosa contraddizione per affermare eccellenza tra le eccellenze che l’uomo c’e’.
C’e come punto di unione tra cielo e terra per autodeterminarsi in bellezza in salute in armonia con il pianeta e con se stesso
C’ e’ senza retorica tra gli intrepidii architetti e la spericolata manovalanza , c’e’ tra gli operai russi e brasiliani tra , tra i precari e tra i volontari.
Questo expo italiano c’e’ cosi’ contemporaneo tra promesse e scetticismo, cresciuto nel debito tra scadenze ritardi e ripensamenti, eppure c’e’.

Ora l’expo si sta disvelando e la festa puo’ cominciare.
Regola numero uno : nelle cattedrali dell’apprendimento si entra gioiosi e ossequiosi dalla porta principale e non dal back.
Alla fiere si va allegramente come a Gardaland senza presagi di sventura.
Si va motivati e curiosi, altrimenti meglio lasciare il posto ad altri che non disdegnano e che sanno interpretare.

La tradizione fieristica nasce a Londra, dunque in Europa intorno al 1750, sponsorizzata dalla Societa’ delle Arti inglese.
Nasce per la societa’, e da tre secoli non dimentica la sua missione. E i milanesi non dimenticheranno l’expo.
Ecco Expo 2015 che promette sostenibilita’, ma lo sara’ anche nel l suo riutilizzo futuro?
A poche ore dall’apertura, e’ ancora solo un bel sito virtuale e un allestimento dai lavori in corso, soprattutto quelli della logistica.

Tangibile, dinamica da fuori appare come una grande chiesa da Jovanotti a Madre Teresa…
Giovani che fuori boicottano e ragazzi che dentro collaborano,. Chi ne comprende la portata non si sottrae.
Un fermento che suscita invidia perche’ no, , come fa invidia chi non ha paura di indicare un percorso futuribile, mentre il provincialismo ci strangola e ci ammala di stagnazione.

E il sindacato ? Il sindacato proprio non sa guardare alla globalizzazione neanche quando si parla di luce di benessere ed equilibrio.
Forse non ha nemmeno tutti i torti e per la prima volta di fatto si sostituisce l’appuntamento del primo maggio. O almeno si integra.
Expo’ e’ anche appuntamento per il lavoro e insieme evento di massa e la sua vocazione e’ assolutamente compatibile alla piazza.
Ci sono molte assonanze.

Giusto ricordare alla Camusso che le manifestazioni di piazza stanno al lavoro come l’evento Expo alla Lombardia.
Nella realta’ industriale/ operaia ha avuto un suo picco massimo accompagnata dai suoi open espositivi .
I contenuti nell’8oo tendevano a magnificare il mondo industriale e ne promuovevano il sacrificio umano mascherato da abilita’.
Milano non e’ ipocrita e guarda avanti.

Milano sa che la cronologia delle esposizioni universali sta all’esperienza come la storia delle nazioni all’uomo e alle sue conquiste.
Ognuno ha una storia e fa che sia credibile, e questo Expo ha solo l’ ambizione di volerla raccontare onestamente.
Per il resto e’ tutto perfetto.

Standing internazionale , competizione scatenata, piu’ di qualche metro quadrato di estensione e strutture di rilievo architettonico epocale.

Poi c’e’ il cibo: una storia semplice, una realta’ e una metafora per l’intelletto.
Cibo che nutre e ci sostiene nella nostra reciprocita’, nell’ essere solidali .
Nutrimento e tecnologia: si ragiona su come sfamare il pianeta.
Cibo sano come responsabilita’, dalla persona, all’ambiente, dalla ristorazione alla vita di relazione.

Piu’ consapevolezza per tutti quando si coltiva il nostro orto …per non cadere sopraffatti dal lato oscuro del mondo.
Evitiamo la passivita’ e pratichiamo il lavoro attivo, quando c’e’, cosi’ come il relax.
Mangiamo in compagnia e in ambienti piacevoli come in un territorio inviolato e incuranti del conto che si dovra’ pagare.
Non limitiamo il nostro respiro per non doverci intossicare, cambiamo piuttosto le nostre cattive abitudini. …..
Anche su questo Milano insegna.

L’uomo, l’ambiente e i suoi ortaggi sono i protagonisti di sempre ma qui si prosegue in direzione” bio per tutti “ e con l’ offerta che cresce, cresce sempre piu’ etica, consapevole e strutturata..
E si fa largo anche un’alimentazione che sia accattivante, goloserie, ricette prodotti e metodi a confronto che vedono l’italia in cattedra, padrona di casa e di cassa.

Forse sto sognando ma se Salgari ha potuto raccontare il sud est asiatico senza esserci mai stato, beh, grazie alla rete il giorno prima dell’apertura ciascuno puo’ raccontare il suo expo.
Dalla Rete molti numeri e tante lingue, annunci di istitituzioni, sponsor, soci fondatori pubblici e privati e il terzo settore protagonista di solidarieta’ e associazionismo.
Il terzo settore, leader in attesa dei nuovi servizi di Google per Techsoup italia ovvero una collaborazione per i donatori di tecnologia.

Tanti soggetti riuniti, tavoli tematici virtuali per un agenda reale che portera’ anche un po’ di pensiero come anabolizzante per l’intelletto-
Ci sono anche le premesse per un modo rigenerato di intendere il lavoro.

Intanto un bel viaggio a piedi tutto intorno alla cascina Triulza, l’azienda-fondazione che offre una casa ospita , accoglie e dirige il traffico, di operatori e visitatori , scienziati e partecipanti a vario tiitolo.
Un evento e’ una festa, se poi tra innovazione e ricerca la mascotte e’ una simpatica processione di ortaggi- cartoon , Milano ha gia’ vinto la sua sfida….

Offriro’ ora la mia sintesi in stile Pennac: “Conosci un robottino che rischia di piantare a vita semi di incerta provenienza in una serra riscaldata da pannelli solari antidiluviani e raffreddata da obsoleti mulini a vento dismessi dall’Olanda ?
Il robottino da anni li pianta a cavolo su terriccio bio-illogico ?
Qualche extra-malcapitato fara’ la raccolta con dolore di schiena ?
Qualcun altro nel mondo per misteriose ragioni ne sta gia’ pregustando l’ignobile sapore incurante di ogni eco e disposto a pagare un prezzo non equo? “
Beh! Tutto questo deve cambiare soprattutto se si vuole sostenere la sostenibilita’.

Forse non possiedi un robot e non avrai una terra ma non sarai solo a guadagnare il tuo pane integrale e che importa se il tuo cuore di rapa e’ monitorato da altri.
la responsabilita’ e’ anche tua e se la salsa di soia che farai non e’ doc, non fara’ bene a te ne’ al tuo cliente.
Fine della storia prima dell’expo.

Nell’era degli embrioni umani geneticamente modificati anche se per fini terapeutici o della finanza che emette social bond, difficile stabilire cosa fara’bene e cosa sara’ male.
Dopo l’etica, un po’ di morale: pensare sostenibile grazie alle politiche mondiali non e’ ancora una comodita’.
Forse e’ solo una dottrina, una filosofia “del cavolo” ma aiuta la persona umana….vuole preservare la gallina, l’uovo e il pianeta terra, aiuta l’uomo a teorizzare sul tutto.

Bill gates ha dichiarato: ” Ci saranno piu’ progressi nei prossimi 30 anni di quanto e’ accaduto sinora nella storia dell’umanita’-
Non e’ una minaccia ma la crisi davvero preannuncia cambiamenti epocali “…da paura !!” come enfatizza a Maccarese lo slogan di un verduraio,…un ambulante di cocomeri piu’ che tipico, un produttore autoctono che da anni in due parole..offre un prodotto semplice e conquista al bordo strada la simpatia di clienti e automobilisti

Equivalente l’indiano di Londra venditore di pesce al mercato al grido di “one pound fish…veryvery fresh…..veryvery cheap”-
Ora e’ sul mercato della musica con un video e una canzone.
Invitateli entrambi. Sono dei geni .

Expo universale Milano 2015, si preannuncia esilarante, unico ha il sapore della solidarieta’ e l’odore del camouflage, un padiglione nella polvere come la fabbrica del Duomo e un altro al profumo di anatra croccante.

A Milano, alla sue barricate , ai partecipanti, , ai creativi a quelli che ancora non mangiano abbastanza , a chi gusta e a chi pregusta ,al nostro bere e al nostro bene.
A tutti noi, Cin cin .. Cheers !

Lina Tedesco
Lina Tedesco: correttrice di bozze ed appassionata segretaria di redazione di riviste aziendali bancarie, intrepida addetta stampa di ambienti creditizi, ha svolto incarichi in agenzie pubblicitarie, promoter, collaboratrice e venditrice di gallerie di arte contemporanea , conquistata dalla Rete con estrosità.

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