Expo 2015 – L’esempio di Milano

 “Milan l’è un gran Milan, ghem semper el coeur en man”

Ciò che è successo a Milano il 1° Maggio 2015 non trova parole sufficienti per descriverlo e per giudicarlo, meglio restare in silenzio e seguire l’esempio dei Milanesi.

Senza piangersi addosso, senza cercare scuse, giustificazioni, senza lamentarsi, i milanesi hanno preso in mano la situazione, agendo invece di parlare.

Con encomiabile forza d’animo hanno subito ripreso possesso della loro città, l’hanno ripulita, hanno trasformato lo scempio in un ritorno al bello, all’ordinato, alle cose a posto come devono essere in una città ricca d’arte, di lavoro, di cultura e una volta tanto di socialità.

Il fatto più appariscente è che giovani, vecchi, bambini, studenti, famiglie intere, si sono attivate de motu proprio e hanno iniziato in tempi brevissimi a ridare un aspetto decente alla città martoriata dai vandalismi gratuiti e senza scopo di chi non ha rispetto di niente e di nessuno.

Certo, i danni ci sono (macchine bruciate, vetrerie spaccate, negozi e banche devastati) e andranno riparati in altra sede, ma intanto il coraggio e l’intrapresa dei milanesi hanno fatto breccia su tutto e divulgato un’immagine positiva che supera di gran lunga quella negativa subìta.

Quale lezione possiamo trarne? Innanzitutto quando si muove la coscienza sociale può davvero fare miracoli, non c’è bisogno di parlare, si agisce tutti insieme e si fa, si conseguono risultati eccellenti.

In secondo luogo i comportamenti virtuosi sono possibili ed è sufficiente che qualcuno inizi, superando i pudori, e subito altri si aggregano fino a diventare una moltitudine (i neuroni a specchio garantiscono che ciò che si osserva si riproduce nella nostra mente e dunque rappresenta una leva per “copiare” non solo virtualmente i modelli migliori di riferimento

In terzo luogo la forza del gruppo è portentosa, ciò che da soli non si può fare, in gruppo diventa possibile.

Un filmato indiano mostra un albero caduto in mezzo alla strada che impedisce lo scorrere del traffico e tutti a guardare e a suonare, poi un bambino si avvicina all’albero e si sforza di spostarlo, mentre cade una pioggia copiosa. A questo punto qualcuno vede (altri bambini) e cerca di aiutare il bimbetto che si sforza inutilmente, ma poco a poco altri si aggiungono e sotto una pioggia scrosciante, ridendo divertiti, finiscono in tanti a spostare l’albero e a riaprire la strada interrotta.

Talvolta il sogno diventa realtà e la potenza delle idee e dei gesti produce sinergie e eccellenze.
Bisognerebbe ricordarselo un po’ più spesso, sia in politica che nelle Aziende.

Giorgio Cozzi

Giorgio Cozzi, Sociologo e Psicologo
– CEO di ISO Interventi Socio Organizzativi Srl
– Partner Italiano di Extended Disc (Piattaforma evoluta di Analisi dei Comportamenti
– ex Presidente di ASSORES (Associazione fra Società di Selezione)
– Membro attivo di CRESCITA (Associazione fra Società di Ricerca e Selezione del Personale
– Autore di Turbomanagement – Sperlimg & Kupfer (con Bucci e Sprega)
– Autore di Turbomanagement 2 – Franco Angeli Editore
– Autore di Cambia, Adesso! – Seneca Editore (con Gianluigi Olivari)
– Autore di Le parole segrete della vendita – Seneca Editore (con Gianluigi Olivari
– Trainer e Coach
– Esperto di BBS (Behavior Based Safety)
– Ha lavorato in Azienda presso Banca Popolare di Novara – Cotonificio Cantoni – Plasmon
– Ha lavorato vent’anni in un Gruppo Internazionale di Training (Tack International)
– Ha partecipato a Convegni Internazionali e Nazionali sul mondo del lavoro

(Presidente di AISM, Associazione Italiana Scientifica di Metapsichica, autore di libri sulla Parapsicologia).

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