EXPO 2015: facciamo un bilancio dei contenuti

A poco più di un mese dalla chiusura di EXPO 2015, come noto dedicata a temi alimentari, penso si possa fare un bilancio legato non tanto ai pur interessanti aspetti economici (biglietti venduti, incremento turistico, afflusso di visitatori, ecc…) ma a quelli, altrettanto importanti, relativi ai significati ed ai contenuti di questa grande kermesse.

Il Ministro Beatrice Lorenzin, in chiusura di un suo intervento alla manifestazione, ha molto ben evidenziato i due insegnamenti fondamentali che dobbiamo recepire:
– la salute delle popolazioni e quella della terra, da cui ricaviamo gli alimenti per vivere, sono strettamente correlate
– il cibo influenza molto lo stato di salute dell’umanità, ma non soltanto in caso di deficit, bensì paradossalmente anche quando l’apporto risulta eccessivo

Forse potrà sorprendere, ma si può parlare di MALNUTRIZIONE, quindi, non soltanto nei soggetti che devono sopportare carenze alimentari, ma pure in quelli alle prese con i problemi generati dagli eccessi di cibo (sovrappeso, obesità, ecc…) e che a loro volta rendono più probabili altre patologie (diabete mellito, ipertensione, arteriosclerosi, ecc…)

La CARTA DI MILANO che è stata firmata in occasione di questa manifestazione rappresenta dunque la vera eredità di EXPO 2015, un documento internazionale di impegno collettivo sul diritto al cibo, incentrato su 4 punti fondamentali:

• quali modelli economici e produttivi possano garantire uno sviluppo sostenibile in ambito economico e sociale
• quali tra i diversi tipi di agricoltura esistenti riusciranno a produrre una quantità sufficiente di cibo sano senza danneggiare le risorse idriche e la biodiversità
• quali siano le migliori pratiche e tecnologie per ridurre le disuguaglianze all’interno delle città, dove si sta concentrando la maggior parte della popolazione umana
• come riuscire a considerare il cibo non solo come mera fonte di nutrizione, ma anche come identità socio-culturale

In alcuni dei Paesi ospiti della manifestazione, penso sia interessante mettere in evidenza diverse significative iniziative adottate al proposito:

– La Bulgaria ha imposto tasse su alimenti e bevande contenenti sostanze nocive, imponendo alle aziende produttrici di modificarne in meglio la composizione entro un preciso lasso di tempo, pena l’esclusione dal mercato, e contemporaneamente ha creato un progetto divulgativo a favore dell’attività fisica, per contrastare l’aumento delle patologie croniche strettamente correlate a stili di vita scorretti

– In Lussemburgo da ormai quasi un decennio è stata avviata con successo una campagna informativa per incentivare la dieta mediterranea, con interventi in asili, scuole di ogni ordine e grado, fabbriche, comunità e supermercati: forse avrà contribuito ai buoni risultati ottenuti il fatto che la popolazione di questo piccolo stato è costituita da solo 500.000 abitanti, ma certamente si sono rivelati decisivi la capillarità degli incontri educativi e soprattutto l’adozione di un linguaggio particolarmente semplice e diretto, con messaggi comprensibili da tutti

– In Polonia la promozione dell’attività fisica per contrastare sovrappeso e obesità dal 2006 è stata affidata a studenti volontari, particolarmente motivati, che in 2800 scuole si sono impegnati ad informare e “trascinare” i compagni, illustrando anche i benefici di una dieta bilanciata

– In Argentina sono state avviate invece strategie contro le malattie croniche utilizzando uno slogan molto incisivo: “Meno invecchiamento, più vita”. Nel mirino, l’obiettivo di ridurre il sale e i grassi trans negli alimenti confezionati: questo ha consentito di cogliere già risultati in termini di diminuzione dei decessi e calo delle malattie cardiovascolari, indipendentemente dal grado di istruzione della popolazione

– Nello Sri Lanka l’aspettativa di vita è aumentata, negli ultimi tempi, fino a 74 anni, malgrado la difficoltà rappresentata dal frequente inquinamento dell’acqua destinata all’uso alimentare; ora però il Governo intende cercare in particolare di arginare il consumo di sale ed il tabagismo, e scoraggiare gli stili di vita occidentali, per raggiungere l’obiettivo di un invecchiamento sano

E l’Italia? Sono stati firmati protocolli di intesa con le aziende alimentari non soltanto per migliorare la qualità dei prodotti, ma – udite, udite – per autocensurarsi nei programmi di comunicazione e marketing rivolti soprattutto alle fasce maggiormente a rischio, cioè bimbi e adolescenti, più facilmente vulnerabili dai messaggi pubblicitari.

E’ stato infatti calcolato che, nelle 3 ore giornaliere trascorse in media davanti allo schermo televisivo, e in particolare nella fascia pomeridiana a lui dedicata, un bambino italiano si sorbisce 32850 (!) spot in un anno. E proprio quelli che pubblicizzano merendine ed altri discutibili prodotti alimentari sono talmente suadenti e accattivanti, che risultano in assoluto di oltre 5 volte i preferiti dai giovanissimi, persino rispetto ai filmati che fanno la propaganda a giocattoli (43,2% contro 8% per la precisione).

Se davvero si riuscisse nel lodevole intento di attenuare questo bombardamento pubblicitario, il passo avanti sotto il profilo della educazione alimentare sarebbe da definirsi epocale.

Carlo Napolitano

Carlo Napolitano, medico pediatra, neonatologo e adolescentologo, si occupa da molti anni di attività sportiva e nutrizione e ha svolto funzioni di medico sociale e accompagnatore di squadre giovanili. Appassionato sportivo, si è dedicato alla pallavolo agonistica, prima da giocatore ed in seguito come allenatore, mentre attualmente pratica il tennistavolo, disciplina in cui ha conquistato in diverse edizioni dei Giochi Mondiali della Medicina 2 medaglie d’argento e 4 di bronzo.Ricopre la carica di direttore scientifico di un’agenzia di comunicazione multimediale, svolge una intensa attività divulgativa su temi di educazione sanitaria e sportiva e ha contribuito a pubblicazioni su salutismo e nutrizione.
Pubblicazioni-Edizioni Sperling & Kupfer:
2006: “Lo sport giusto per il tuo bambino”. Come scegliere l’attività fisica più idonea per i nostri figli.
2011: “L’alimentazione giusta per tuo figlio”, collaborazione con l’autrice Gigliola Braga
2013: “Lo sport che fa bene al tuo bambino”

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