Etica Tom Tom: l’equilibrio giusto tra economia e spiritualità

PREFAZIONE

Questo mio saggio vuole disegnare un percorso capace di decifrare nel vissuto quotidiano quelle situazioni a cui forse si dà poco peso e che tanto invece incidono sulla vita nostra e di chi ci sta intorno, per far emergere dall’esperienza diretta ciò che è implicito in termini esistenziali, ma spesso inconsapevolmente nascosto o meglio non espresso nelle forme quotidiane della vita di oggi.

Tale intento nasce dalla mia esperienza di insegnamento quasi ventennale nella Facoltà di Scienze Sociali della Pontificia Università Gregoriana dove gli studenti erano affascinati dalla disciplina economica e spesso mi domandavano come si poteva conciliare la finalità economica e del tornaconto personale con la parola di Dio.

La mia risposta è sempre stata univoca: l’economia senza Dio è una contraddizione in termini in quanto essa è uno strumento potente che Dio ha messo nelle mani dell’uomo proprio come finalità della sua creazione, l’uomo senza economia non potrebbe svilupparsi, né migliorare la propria vita, ecco perché occorre parlare di Dio all’Economia intesa come insieme di persone che hanno in mano i gangli vitali dello sviluppo, della libertà e della pace.

Questa convinzione insita nell’Insegnamento Sociale Cristiano, è stata portata avanti anche dalla Congregazione per l’Educazione del Clero che mi ha invitato a tenere in Videoconferenza mondiale il 31 ottobre del 2006 la mia relazione su “Come Annunciare Dio al Mondo dell’Economia”, da cui prende spunto questo mio scritto. La struttura coinvolgente del libro deriva proprio dagli obiettivi che si prefigge e che tutta l’opera affronta come idea di fondo strutturata in termini didattici, scientifici e metodologici. Ho cercato, sperando di fare del mio meglio, di proporre le giuste spiegazioni del perché si rende estremamente necessario parlare di Dio al Mondo dell’Economia costruendo un discorso armonico sugli atteggiamenti che devono essere riscontrati nella visione cristiana che non rappresenta altro che un salto di paradigma di quella umana già permeata da valori e principi di riferimento.

L’economia non è un tabù, la finanza non è un’astrazione concettuale dell’economia reale e l’impresa non rappresenta il semplice aggregato di ingegno di uno o più persone ai fini dell’affermazione economica. La realtà economico-finanziaria che oggi interpella e coinvolge il nostro vivere sociale è qualcosa di più complesso, rappresentata da una serie concatenata di tecniche, tecnologie e innovazioni che irrompono a volte anche improvvisamente e ad un tempo nella vita ciascuno di noi, a prescindere che sia inserito più o meno profondamente nel tessuto economico-finanziario. Tutti infatti nel mondo contemporaneo abbiamo relazioni familiari, sociali e di lavoro che ci impongono di aver a che fare con tecnologie informatiche, conti on-line, carte di credito, bonifici, investimenti del proprio risparmio, polizze assicurative, bancomat, banche via internet, acquisto di prodotti forniti da multinazionali globalizzate e via dicendo. Tutti inoltre siamo quotidianamente toccati, se non altro attraverso le notizie diffuse dalla televisione e dai giornali sulla crisi, dai problemi della disoccupazione, della speculazione, della frode in commercio, del riciclaggio del denaro sporco, delle piccole imprese che chiudono… Allora? Come porsi di fronte a tali problemi? Come trovare il giusto riferimento comportamentale sia a livello relazionale che a livello spirituale? A chi ricorrere per trovare il giusto consiglio? Come si discerne la giusta indicazione per capire in che modo risolvere il proprio problema morale o semplicemente dare una risposta coerente alla propria voglia di comprendere come rapportarsi cristianamente alla realtà contingente?

Nessuno può pretendere di avere Dio al suo servizio per spiegare formule, tecniche e concetti. Dio ci risponde attraverso gli avvenimenti della storia, attraverso il “segno dei tempi” e per farci capire gli avvenimenti si serve dei consiglieri spirituali, di quelle persone cioè che avendo dedicato la propria vita al servizio degli altri e soprattutto alla missione di supporto che ciascun essere umano richiede a chi si presenta come guida spirituale, dovrebbero saper interpretare i problemi e proporre le giuste soluzioni sia in termini umani che trascendenti.

Ecco allora che si configura una responsabilità precisa soprattutto per coloro che si preparano a questa missione come i seminaristi, oppure come i sacerdoti chiamati ad attualizzare e commentare anche in termini pratici i principi che sottendono i comportamenti umani nonché per tutte le persone consacrate che hanno scelto di approfondire il proprio cammino teologico per poter dare le risposte giuste alle domande esistenziali dell’uomo. Ma la conoscenza della sola teologia, senza l’apporto delle scienze umane e sociali, in certi momenti non basta a fornire risposte adeguate e concrete a chi vorrebbe capire come trasformare un pensiero teologico in un comportamento di vita,mirato al bene comune e quindi alla visione etica in economia.

Ecco allora la necessità di conoscere pur se non approfonditamente, ma almeno per saper argomentare, alcuni concetti importanti. Certo l’argomento avrebbe meritato un’elaborazione di spazio molto più consistente, ma ho preferito dare snellezza e sunteggiare alcuni concetti per dare la possibilità a tutti di usare uno strumento “leggero” con cui orientarsi e di non disperdersi in meandri concettuali e tecnicismi di difficile configurazione. Spero vivamente che la lettura di questo mio lavoro possa permettere a tutti di colmare possibili lacune conoscitive e di rispondere adeguatamente ad interrogativi che verranno sicuramente posti per comprendere i diversi ambiti del quotidiano agire economico dell’uomo.

Concludo sottolineando che resto l’unico responsabile delle idee espresse senza alcuna implicazione né dell’Editore né di soggetti terzi, appartenenti o no al pensiero cattolico, ai quali invece offro la mia completa disponibilità di confronto sugli argomenti esposti. Esprimo infine i miei ringraziamenti innanzitutto al Prof. Josip Jelenic con il quale ho più volte affrontato in Gregoriana, gli argomenti trattati. Poi al Dr. Cesare Righi il quale mi è stato vicino sostenendo l’onere economico della pubblicazione e la cui amicizia quasi ventennale mi ha dato coraggio nell’affrontare questo lavoro, sia con la testimonianza manifesta dei caratteri che come imprenditore cristiano ha sempre tenuto a dimostrare, sia come persona fortemente convinta che l’uomo per essere considerato tale nella sua dignità debba saper esprimere quella linearità etica che deve impregnare ogni rapporto umano, anche e soprattutto nelle relazioni economiche. Infine non posso non ringraziare Hermes Centro Studi Europei per il sostegno morale e l’editore Marco Petrini che ha dato la sua disponibilità ad impegnarsi nella non facile pubblicazione di opere come questa nell’ambito di un preciso piano editoriale che mette al centro l’etica come obiettivo umano da perseguire.

Romeo Ciminello

Romeo Ciminello, nato a Roma il 5/4/52, laurea in Scienze politiche (1978); Rettore della Hermes Università Popolare Privata ets

Specializzazione in Commercio Estero e Marketing internazionale (1981); specializzazione in cambi (1981); specializzazione in Discipline Bancarie (1985); attestato di Mediatore civile (2011); docente di Etica e Sviluppo nella Facoltà di Economia e Sviluppo  dell’Università Cattolica del Congo Kinshasa (www.ucc.cd );  docente di Finanza d’Impresa presso l’Università di Trieste –Gorizia Campus, ( dal 1991 al 2005); docente di economia dello sviluppo presso la Facoltà di Scienze sociali della Pontificia Università Gregoriana di Roma (1994-2012); ha insegnato anche presso l’Università di Cassino e di Salerno; Quadro direttivo presso Banco di Roma – Unicredit (1976-2012); è Presidente del Comitato di promozione etica onlus (www.certificazionetica.org ) è Direttore scientifico presso la Società 4metx srl (www.4metx.it ) ; è Membro del Collegio dei probiviri della Konsumer  Italia (www.konsumer.it ) è Autore di diverse pubblicazioni tra cui Etica Finanza e mercati (Tipar Ed.1999); Il significato cristiano del lavoro (Tipar Ed.2006); Il significato cristiano della Responsabilità Sociale dell’Impresa (Tipar ed. 2008); autore del blog etico  Agenda-etica (www.agenda-etica.blogspot.com ); promotore di diversi convegni su tematiche di etica-socio-politico-economica e autore di diversi articoli su stampa specializzata.

 

Introduzione di Cesare Righi

 Parlare di Dio all’economia, dal titolo di copertina di questo saggio, è un invito al dialogo tra l’autore e il lettore sui temi economici e la loro relazione con l’etica, la morale e la religione cristiana. Appartiene al genere accademico formativo e, in questa ottica merita la lettura e l’approfondimento. L’introduzione presenta gli obiettivi dell’opera. Il primo capitolo descrive l’idea di fondo del rapporto tra economia e fede; e giustifica il colloquio continuo tra l’economia e le sue variabili e come la fede partecipa a dare significato e anima al dialogo. Il secondo capitolo entra nel merito: perché è necessario parlare di Dio nell’economia, costruendo un discorso sulle indicazioni e gli obiettivi della visione cristiana della scienza economica.

I richiami alla vocazione e alla giustizia sociale, propri della identità cristiana, e le strutture dell’etica economica basata sulla solidarietà e lo sviluppo; aggiungono all’economia significativi titoli aggiuntivi: strumento di pace; l’economia come aiuto alla povertà e, la virtù del distacco dalla provvisorietà dei beni, contenuto nel più alto messaggio cristiano. Il terzo capitolo, esplora la relazione tra fede e economia, due grandi temi che aprono al dialogo del perché, è utile interpellare Dio nelle questioni che attendono al significato della vita.

Il testo ha come presupposto la consapevolezza che, l’annuncio del Vangelo e la sua testimonianza fanno parte della missione della Chiesa e del comportamento del cristiano, che partecipa al dialogo socio economico delle imprese, del lavoro, delle economie e della finanza nei loro rapporti strutturali con etica e fede. Fede ed economia, per il cristiano, come altri principi: fede e ragione; mantengono il loro legame congiunto. Illuminanti sono le parole di Dio applicate all’economia, che aiutano a comprenderne i significati più universali del dialogo alla coscienza dell’uomo e all’itinerario da seguire. La visione della fede, concorre e partecipa alle scelte economiche, aggiungendo alla scienza economica, la prospettiva della solidarietà, non legata solo all’utile, ma aperta al bene collettivo, quale componente importante dello sviluppo dell’uomo e della società.

Il quarto capitolo, entra nella parte applicativa e cuore del titolo: su come parlare di Dio. Indica i supporti e gli strumenti di lettura delle teorie e regole economiche, entrando nella riflessione più intima, dedicata alle domande sull’essere e sui fondamenti dell’etica socio-economica. Evidenzia, recupera e mescola le idee di solidarietà e di impegno personale e sociale, nelle scelte economiche.

Nel quinto e ultimo capitolo, il testo sottolinea i punti richiamati dalla fede, fondamenti e radice per la corretta gestione dell’economia. La fede e l’economia insieme necessarie, nella conoscenza della scienza economica e nella visione della fede, conciliano il cristiano con la vita quotidiana, e suggeriscono l’uso sano ed etico della moneta; la corretta amministrazione contabile e l’etica del profitto finanziario. Insomma, l’economia ha bisogno di religione e di fede, per comprendere il grande valore che contiene in se, come elemento di pace sociale, di sviluppo e di superamento della povertà. Il pluralismo economico e finanziario della globalizzazione dei mercati, necessita di una nota peculiare: la solidarietà e l’onestà. La disponibilità e la circolazione della moneta commerciale corrente per tutti, e il profitto degli affari vanno orientati congiuntamente al bene personale e alla solidarietà sociale, per il bene che possono produrre gli affari leciti. L’accumulazione della ricchezza disponibile, senza un ideale umano della solidarietà e della fede, produce una sterile povertà nell’animo del possessore, se non obbedisce ad alcuna regola sociale sulla destinazione della ricchezza. L’evidente sterilità, conclude l’autore, rappresentata esclusivamente dalla capacità di spendere, acquistare, consumare e accumulare ricchezza; genera l’ostentazione che non appaga l’uomo, ma lo riducono e lo legano al provvisorio, dal quale per la natura stessa della provvisorietà, temporizza e limita la soddisfazione. Mentre la Fede e l’economia, in relazione ai servizi e alla distribuzione della ricchezza in modo equo, realizzano gli stessi obiettivi, la salute e il benessere sociale, che appaga per il solo effetto che il dare e distribuire produce.

Quando l’agire economico dello Stato, non coincide con le regole della distribuzione dei beni dell’economia e della fede e, non è orientato al servizio della società e del bene comune, mette in crisi le istituzioni sociali siano esse laiche o religiose. Le riflessioni evidenziate dall’Autore, che richiamano i principi della Dottrina Sociale della Chiesa, conducono attraverso la fede e l’economia, alla conoscenza delle necessità dell’uomo terreno, e alla importanza della economia e del profitto, utilizzati in linea con i principi di solidarietà e del bene comune, ai quali lo Stato e le Istituzioni economiche dei vari attori sono tenuti a rispondere. Il nobile scopo formativo della coscienza economica collettiva sui valori della sapienza economica, è primario compito del mondo accademico, come lo è per le istituzioni religiose, la formazione alla fede e alla economia.

Cesare Righi, laurea in filosofia morale e scienze sociali, Imprenditore, Consulente del lavoro iscritto all’Ordine di Roma, già Presidente della DataUfficio, di Via Ardeatina (RM),  una delle più importanti aziende del settore informatico,  Consigliere di amministrazione della 4metx srl, Membro del Comitato di Promozione etica, Socio Onorario e docente presso la Hermes Università Popolare Privata ets. Esperto di cultura e di responsabilità sociale di Impresa.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *