Eroismo e doping (sportivo e aziendale) e i messaggi positivi

 EROISMO E DOPING (Sportivo e Aziendale)

Di questi tempi non ci si sorprende più di nulla. Da una parte un manipolo di “eroi”  sportivi che sotto la neve, al freddo e al gelo compiono imprese pazzesche, tentando di affermare uno sport da sempre sospetto e cercando di acquisire l’immagine di pulito. Dall’altra chi tradisce i principi sanciti e condivisi dal nuovo corso del ciclismo.

La via più difficile, quella etica, finisce per affermarsi e solo i controlli impediscono a chi sgarra di farla franca. In realtà risulta proprio che la motivazione a comportamenti adeguati è maggiormente favorita dai premi piuttosto che dalle sanzioni, anche se queste sono pur necessarie.

Anche nelle Aziende si tendono ad affermare valori e principi etici nel business, soprattutto dopo la scorpacciata di speculazione finanziaria che ha provocato la crisi. Eppure si assiste ancora a tanti, troppi, eventi di malaffare, dove le tangenti e le collusioni dopano il sistema economico, sembra quasi che chiunque finisca per ricoprire ruoli di responsabilità (aziendale, sociale, pubblica), finisca o si senta investito del potere di lavorare per crearsi un tornaconto personale, creando turbative alla parte sana del mercato.

Già gli imprenditori manifestano talvolta comportamenti “eroici” (investimenti, resistenza, innovazioni) impegnandosi proattivamente per adeguarsi al contesto profondamente cambiato e competendo con Paesi, prodotti e qualità in un’arena sempre più difficile.

Se poi la diffusione di sistemi facilitati inquina le possibilità di mercato, ecco che sarà più difficile mantenere e sviluppare quel senso etico che sul lungo termine risulterà vincente.

Nel ciclismo eroico di quest’anno riconosciamo i migliori comportamenti  di Imprenditori e Manager che non si scoraggiano di fronte alle avversità, anzi cercano di acquisire know how e di portare avanti le loro squadre.

La forza nasce dalla motivazione, dalla spinta interiore, anche dal risvolto sociale del piacere in sé del lavoro svolto e può essere accresciuta lasciando autonomia e responsabilità, coinvolgendo e facendo sentire tutti parte attiva dell’organizzazione e della squadra.foto ciclismo

Proprio quello che non è successo a chi ha preferito la via comoda (e rischiosa) di facilitarsi illegalmente la risalita, come succede talvolta in molte realtà aziendali.

 L’orlo del baratro e i messaggi negativi.

Giorgio Squinzi, sin qui apprezzato Leader di Confindustria, ha esagerato i toni. Probabilmente accortosi che parlare non serve a nulla e non si viene ascoltati, ha deciso di urlare nel tentativo di farsi sentire da una governance troppo tiepida e forse insensibile al progredire delle difficoltà economiche.

Tuttavia è un esercizio pericoloso. Innanzitutto non corrisponde al vero. Infatti in questo periodo si assiste a qualche segnale positivo, diverse Aziende investono, si danno da fare, innovano, cambiano prodotti, fanno nuove proposte, insomma combattono una battaglia energica e positiva.

Ho incrociato diverse Aziende che non stanno affatto male, anzi, proprio perché si sono adattate alla nuova realtà, hanno fatto squadra e si sono rilanciate con successo.

In secondo luogo sulle tante realtà tentennanti il messaggio negativo non può che esasperare  i disagi che stanno patendo.

E’ vero che con le buone parole non si curano ferite gravi, peraltro è certo che nei momenti difficili mantenere il focus sull’attività e sui risultati,  concentrarsi su atteggiamenti positivi e di fiducia verso il futuro è fondamentale-

Pensiamo alle squadre sportive od anche ai singoli atleti, quando si assumono stati d’animo negativi o si perde la self confidence, le prestazioni ne risentono, quando c’è fiducia e tensione positiva i risultati migliorano (dillo a Federer).

Dunque sarebbe bene evitare di enfatizzare le difficoltà e sarebbe meglio valorizzare l’impegno di chi si adopera per (ri)costruire i successi: lo sport e i migliori allenatori sono un esempio concreto di quanto il Management potrebbe fare per sostenere aziende e mercato.

I risultati di ieri arrivavano comodamente, oggi si fa una gran fatica, domani dovremo essere tutti più bravi.

 Giorgio Cozzi

 

Giorgio Cozzi , Sociologo e Psicologo, Direttore di ISO Interventi Socio Organizzativi Srl, militante nel G.S. Montestella di Milano,autore di Turbomanagement – Sperling & Kupfer . Turbomanagement 2 . Franco Angeli Editore – Cambia Adesso – Seneca Editore

 

 

 

Un commento

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