Elezioni Europee: Africa chiama Europa ma risponde la Cina!

26 maggio 2019 elezioni europee,  quando manca un vero statista :

Africa chiama Europa ma a rispondere è la Cina

In questi anni abbiamo assistito ad una EU dove sono prevalsi: business, competizione e potere. Potere assoluto o quasi di Francia e Germania che hanno imposto il bello ed il cattivo tempo.

Nel frattempo l’Africa ha lanciato continui appelli ad evidenziare che ogni essere umano necessita di un profondo rispetto sostenendo le risorse delle loro terre. Negli anni abbiamo notato uomini e donne che nel rispetto della Religione professata, spesso Cattolica, hanno profuso sia in Africa che in Europa un profondo impegno per affrontare alcune questioni cruciali lavorando sul campo, investendo molte energie in Africa per programmi di sviluppo e di promozione umana ma sembra proprio che qualcosa non abbia funzionato. Che cosa?

L’Unione Europea e le sue relazioni economiche con l’Africa. Ad oggi possiamo osservare sostanzialmente due aspetti : a) lo sfruttamento delle risorse naturali africane e b) la vendita di prodotti finiti europei.

Parliamo quindi di un sistema creato all’epoca coloniale e che oggi, logicamente, non viene più imposto con la forza ma con un sistema economico iniquo ma comunque vincolante. Quale potrebbe essere allora una soluzione ? Operare a livello internazionale promuovendo una cultura dove le persone, specialmente le più povere, siano nel cuore delle politiche economiche e sociali.

Gli ambiti più significativi sono : il commercio, la giustizia specialmente in ambito economico –sociale, la sovranità alimentare e delle acque , senza scordare la salute, la scuola, le infrastrutture.

La Cina ha compreso, quasi certamente non per motivi religiosi cattolici ciò che l’Africa chiede da anni ed in effetti , giusto per meglio comprendere, all’ultima China-Africa Friendly Night a Pechino, alle spalle del palco vie era un enorme cartellone con quattro parole : “Innovation”, “Efficiency”, “Transcendence” e poi “Exploitation”, come tutti sappiamo “Exploitation” significa sfruttamento ma il loro intendimento era di scrivere “exploration “ cioè esplorazione come indicato chiaramente dai caratteri cinesi posizionati sopra. Ricordiamo a chi ci legge che a settembre 2018 durante l’ultimo Forum di cooperazione Africa-Cina…… Pechino si è impegnata a contribuire allo sviluppo dell’Africa con niente meno che 60 miliardi di dollari tra prestiti e investimenti in infrastrutture.

Finanzieranno aiuti e prestiti a interessi zero, nuove linee di credito,  fondi speciali per lo sviluppo, importazioni dall’Africa e ultimi, ma non ultimi , progetti privati delle imprese cinesi. Invece i 60 miliardi del 2015  hanno permesso di costruire nuove ferrovie che collegano Kenya, Rwanda, Tanzania, Uganda, Burundi e Repubblica Democratica del Congo , hanno contribuito a coprire i costi dei peacekeeper dell’Unione Africana ed hanno contribuito a costruire stadi, ponti, strade e molte altre infrastrutture. Ecco quindi che la situazione attuale vede la Cina come principale partner del continente africano, teniamo comunque presente che la Cina non è, oggi, l’unico partner perché ad essa vanno aggiunti tutti i Paesi del così detto BRICS’GROUP ( Brasile, Russia, India, Cina) .

In tutto ciò va evidenziato però che tutti sembrano operare con bassissimi standard etici, e l’ UE dovrebbe in questo scenario fare molto ma molto di più. Abbiamo sinora visto solo alcuni aspetti senza affrontare il tema del flusso migratorio uno dei temi più importanti in vista delle Elezioni Europee del 26 maggio 2019.

Quello del flusso migratorio è un tema decisamente complesso. Vi sono fattori ed elementi che spingono le persone a partire, a rischiare la vita ed assieme a coloro che partono da realtà ove esiste una povertà creata dall’accaparramento delle risorse naturali a quelle della terra si sono infiltrati delinquenti, quelli ad esempio della Mafia nigeriana ; rimane comunque il fatto che per i giovani in “fuga” dalla miseria la vita oltre il Mediterraneo appare, per le informazioni in loro possesso, meravigliosa.

Di certo vi è che noi europei abbiamo smesso di procreare e loro no, ed i giovani africani sono convinti che sia più dignitoso provare ad andarsene che restare nella povertà e senza alcuna speranza di un futuro migliore. L’ Europa sino ad oggi sembra non aver voluto vedere la realtà in faccia e di conseguenza non ha fatto nulla o quasi per l’Africa. Una vera Unione Europea deve vedere ogni Stato con parità di diritti e doveri e non può essere un insieme di Stati ove ve ne siano due a fare la parte del leone e gli altri in silenzio, o quasi, a doversi accontentare delle decisioni prese da soli due Stati. Il 26 maggio ci dirà come la pensano gli europei.

Claudio Mantovani

 

 

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