Donna di oggi – ” Ma che donna vogliono gli uomini di oggi?”

Donna di oggi

“Ma che donna vogliono gli uomini di oggi?”

Se le ragazze cercano di ispirarsi ai modelli diffusi dai media rimangono disorientate. Si sentono prese nella morsa delle contraddizioni con cui sono giudicate dai loro coetanei e in generale dagli uomini. Non è certo un problema moderno, anche se oggi viene ampliato dai mezzi di comunicazione, risale al tempo delle caverne,  a miti ancestrali come quello di Cibele(1) e Attis(2), a costumi che  si riscontrano anche nella civiltà ellenica con le donne da una parte segregate con i figli e le cure della casa nel gineceo e dall’altra  le Etere, fantasiose e creative, anche colte, poetesse che partecipavano alla vita pubblica.foto donna

E’ una contraddizione di base che alimenta il fenomeno eterno della prostituzione. Da una parte l’uomo cerca la donna stabile, materna, affidabile, ma dall’altra adora la trasgressiva, la femmina tutta sesso e comunque “ il rovescio “ della medaglia. Quante finzioni e interessi si continuano a nascondere dietro la pantomima dell’essere vendute e comprate!

Non è il mestiere più antico del mondo, è la TRUFFA più assurda del mondo!

Le contraddizioni su come le donne sono valutate e apprezzate dagli uomini sono lampanti: tra loro gli uomini sognano  desiderabili ragazze con costumini piccanti_ ora va di moda il bourlesque, che è una bonaria, quasi domestica versione dello spogliarello_  e si strizzano l’occhio  perchè “se ne intendono di femmine”…Le donne ammiccanti se  le stampano sulle copertine di giornali, settimanali e libri. Quando invece devono scegliere le donne con cui avere un rapporto duraturo,  come compagne di un percorso,  cercano la donna “che fasa che tasa e che stia a casa” tanto per sintetizzare alla buona e in dialetto veneto.

Il fenomeno tragico che ci colpisce in questi nostri anni, definito con una parola non gradevole ma calzante “ femminicidio”, è il frutto dell’abitudine a considerare la donna con un dualismo che non le appartiene, così come non può essere diviso in due categorie antitetiche il genere maschile.  Bisogna cancellare gli stereotipi ereditati, cercare di osservare e comprendere con occhi nuovi le sfaccettature  e le molteplicità dell’animo umano, sia maschile , sia femminile.

Se la donna non corrisponde alle sue  aspettative, purtroppo un maschio violento  non riflette, non pensa, non rispetta: usa il  rimedio estremo alla sua delusione, alla negazione del suo dominio, la sopprime, ne elimina la volontà per sempre. L’uomo che sembrava innamorato, affettuoso, che ha condiviso anche anni di vita con la compagna, diventa il mostro. Cosa succede nella coppia?

Mi piace ripetere le parole di  un rivoluzionario scrittore che ha saputo leggere e descrivere l’animo femminile senza pregiudizi,ma con una ventata di ottimismo, D. H. Lawrence: “ E’ questo il vero problema dei nostri giorni: stabilire tra uomini e donne un rapporto nuovo, o un nuovo adattamento dell’antico rapporto.”

Non sono mutamenti facili da attuare nel costume, sono lente conquiste, dalla clava al rispetto dell’altro. Ma sappiamo che sono mutamenti essenziali che faranno vivere meglio tutti.

Intanto le donne studino, si impegnino a crescere e non a scimmiottare modelli  di falso successo.

Tocca alla ragazza, alla giovane donna non cadere nel tranello. Lei sa benissimo di essere una persona con impulsi e desideri che includono una gamma infinita di sentimenti e potenzialità articolate, di interessi per la vita e curiosità di ogni genere. Le più forti non cadono nella trappola del continuo interrogarsi ” Ma gli uomini…come mi vogliono? “ . Vanno avanti fiere e sincere e SONO SE STESSE.

Note: 1)  Cibele,la  Dea Madre che ama Attis e tutto vede e che scopre il suo giovane amante  con una donna terrena, è figura emblematica di femmina Creatrice che l’uomo ama e teme allo stesso tempo. Per il rimorso Attis si evira e con lui tutti i giovani che si dedicheranno al culto di Dioniso in riti orgiastici.

2) Le Etère nell’antica Grecia erano donne colte e libere, che potevano gestire i propri averi, uscivano in pubblico e partecipavano ai Simposi maschili, donne con le quali gli uomini amavano colloquiare e avere anche rapporti duraturi, mentre tenevano relegate nel gineceo le loro spose, dedite alla cura dei figli e della casa.

Luciana Brusa

 

Luciana Brusa, vive tra Milano e Casole d’Elsa ( Si ). Ha pubblicato studi filologici inerenti alle materie letterarie che insegnava; poesie, articoli su giornali in occasione di interviste a personaggi della cultura che presentava agli allievi. Ha partecipato all’Antologia ” Per un archivio della Piccola memoria” edito dal Comune di Milano. Settore Biblioteche ( 2004 ).

Ha pubblicato due romanzi: ” La Festa dell’UVA” ed. MEF Firenze ( 2005 ) e ” Scherza coi Fanti ” con prefazione di Andrea G. Pinketts. ed. Albatros Il Filo ( 2010 ). Dal 2013 collabora al giornale Sport & Work

 

 

6 Commenti

  1. Anna Marani Cortese

    Un articolo che molte donne avranno il piacere di leggere e che molti uomini dovrebbero sentirsi in dovere di leggere. Specialmente quelli che scambiamo il proprio ego/ismo/centrismo per amore.

    Le parole di Luciana, che conosco e stimo da lunghissimo tempo, mi offrono l’opportunità di condividere qualche riflessione (sarebbero molte più di queste, ma prometto che mi tratterrò! :-D).

    Le donne reclamano il proprio diritto di amare finché c’è amore, lo stesso diritto che gli uomini reclamano per se stessi nel momento in cui scaricano una compagnia per cui non provano più affetto o attrazione. Tante cose belle hanno fine, ma nessuno sano di mente ammazzerebbe il gelataio una volta finito di leccare un cono nocciola e pistacchio.

    Le donne reclamano il diritto di sopravvivere dignitosamente alla fine di una relazione e vogliono che sia chiaro che non lasciano mai un partner per fargli un torto: gli danno l’opportunità di incontrare una persona più adatta a loro. Quindi ci si aspetta, da un uomo intelligente e in una società democratica, che faccia altrettanto. L’orgoglio maschile non può essere declassato a stupida e cieca gelosia, non ci sono esseri umani le cui esistenze ruotino attorno a quella di un unico altro essere umano: nessuno, su questa Terra, è tanto importante o meritevole da pretendere assoluta dedizione.

    In generale, ci vorrebbero più umiltà e senso critico tra gli esseri umani.

    E agli uomini che si mettono con le donne abbottonate, casa&famiglia (qualcuno direbbe “castigate”, non a caso), ma poi vanno a cercare maggiore soddisfazione altrove, raccomando di diventare – sinceramente – i migliori amici delle proprie compagne. I migliori amici, badate bene, condividono TUTTO, compreso quel che cercate fuori dal vostro letto abituale. E i lavori domestici, naturalmente, perché una donna che corre tutto il giorno può anche reclamare il diritto di non essere sempre una buona compagna di sesso. Se gli uomini insistono a chiamarci “sesso debole” ma poi non ci aiutano in casa o coi figli, di che si fanno forti? 😉

    Grazie, Luciana, per avermi dato modo di dar voce a queste riflessioni. Come sai, ho adorato i tuoi libri (specialmente per le tue figure femminili, assolutamente credibili e mai stereotipate) e leggerti è sempre costruttivo, appagante e fonte di ispirazione per me. Pretendo qualcos’altro al più presto! 🙂

    1. GS

      gent.ma sig.ra Anna Marani Cortese,
      ho letto con piacere il suo commento, molto profondo, all’articolo di Luciana.

      Luciana è stata da me contattata pochissimo tempo fa, in effetti non ci conosciamo, ma da come si è posta fin da subito ho capito che era la persona giusta per portare avanti una problematica, la donna, (preciso che la donna non è un problema!) messa attualmente in una luce indiretta,così in difficoltà. Ma è proprio la mentalità da lei citata che deve cambiare. Non mi dilungo oltre, sono convinto che Luciana ci stupirà ancora con i suoi scritti nella categoria creata appositamente: “situazione donna”.
      Terrò in considerazione il suo indirizzo mail per inserirlo nella newsletter e comunicarle l’uscita del giornale.

      Le invio i miei più cordiali saluti

      Giampaolo Santini

  2. Tiziana Vomero

    Articolo molto interessante, brava Luciana.
    Condivido assolutamente il fatto che le donne debbano andare avanti sempre “fiere e sincere ed essere sempre se stesse”.
    Occorre è vero “cancellare gli stereotipi ereditati, cercare di osservare e comprendere con occhi nuovi le sfaccettature e le molteplicità dell’animo umano, sia maschile , sia femminile”.
    Per questo, quando leggo di casi di “femminicidio” mi chiedo sempre una cosa: quella DONNA maltrattata, che è anche MADRE di quell’uomo che diventa mostro, non avrà perso la chance di cambiare il corso delle cose dando a quel BAMBINO, futuro UOMO, un esempio migliore ed un’educazione nuova che gli apra la mente ad una diversa visione della donna e dell’amore?

    1. GS

      gent.ma sir.ra Tiziana Vomero, la ringrazio per il suo significativo commento, il suo indirizzo mail sarà inserito nella newsletter del giornale, così potrò comunicarle la data di uscita dei nuovi numeri.
      questo commento sarà inviato a Luciana Brusa
      cordiali saluti

    2. Luciana Brusa

      E’ profondo il tuo pensiero, vuole cercare una radice alla pianta malefica della violenza. Insieme ad una MADRE del violento c’è…anche se a volte non si vede…anche un PADRE. Difficile trovare un colpevole di chi è colpevole. Purtroppo tutti possiamo avere avuto infanzia difficile e educazione non esemplare. Ma ognuno deve diventare responsabile e rifiutare la violenza. La continua martellante uccisione delle donne denuncia che anche uomini apparentemente normali hanno un disprezzo della vita delle loro compagne che non trova nessuna giustificazione.

  3. Pucci strada

    Prima di me hanno commentato in maniera egregia molte persone, l’argomento e’ purtroppo antico. Sarà questa una sottomissione della parte femminile voluta dalla natura? Chi lo può dire, la risposta e impossibile! Ma viviamo in un mondo civile, sembrerebbe vedendo quante conquiste si sono realizzate nel campo dei diritti dell’uomo, pertqnt

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