“Dediche in controluce”, dal libro “La vita appesa ai muri” – di Caterina Guttadauro La Brasca

Prefazione

Oggi come non mai siamo costretti, ogni giorno, a toccare con mano la precarietà dell’esistenza. Elementi considerati costanti e immutabili improvvisamente cambiano o spariscono e la tranquillità di un mare calmo si trasforma spesso nell’angoscia di una tempesta perfetta.

Di fronte alle sfide estreme della vita, ogni essere umano tira fuori il meglio o il peggio di sé.

La Vita appesa ai Muri si immerge proprio nelle sfide ultime dell’esistenza e segue i suoi personaggi per svelarne gli aspetti umani più profondi.

Per usare l’immagine dell’Autrice, il lettore è condotto, con un tocco delicato, a visitare una “galleria d’arte” in cui non sono esposte tele di autori famosi, ma storie di persone qualunque, trasformate a volte, a loro insaputa, in “eroi ”. Non eroi di guerra, combattenti potenti e spietati con i nemici, ma eroi del cuore, gente semplice e comune, resa grande dai profondi sentimenti cui riesce a far spazio nella sua anima.

Il talento di Caterina sta nel raccontare la vita con rispetto e nel rispetto di tutti, così ognuno si riconosce in quello che dice, nei sentimenti che vive. Non rimane all’apparenza ma va nel profondo fino al cuore, per farci scoprire che in ogni sentimento, anche nella malinconia c’è qualcosa di amaramente felice.

Franco   Di  Mare

 

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DEDICHE  IN  CONTROLUCE

                       A TUTTE LE MADRI CHE LE GUERRE HANNO RESO SOLE

Quante immagini, quanti ricordi affollavano la mente di Giada che iniziò a pensare alla sua amica più cara. E il flusso dei pensieri si fece inarrestabile…

L’inizio di un anno è una porta che si schiude, con alle spalle un buio che stride alla violenza della luce che cerca di entrare.

Caterina Guttadauro La Brasca

Allora si cerca di dare un volto con il pensiero a ciò che gli occhi feriti non riescono a vedere: una bimba insicura che prova a camminare e tu, per tua scelta, la devi aiutare.

Poi quando ha imparato, ti vedrai cercare tutte le volte che avrà la sua rabbia da sfogare e, anche quando non ce la fai, ti dovrai sforzare di capire, insegnargli che il dolore non può uccidere l’amore, che rialzarsi una volta non significa non cadere più.

 Poi vedi un deserto di sabbia, un uomo la cui identità è rubata da una tuta mimetica, un casco e un fazzoletto, correre controvento per salvare qualcuno che gli hanno insegnato ad amare.

Lo slancio e il coraggio si schiantano contro la violenza, frutto di un’altra scuola che semina l’odio, che disconosce l’amore. A chi importa se quello era tuo figlio?

Chi piangerà con te quando non lo vedrai tornare? Cerchi una mano, un viso, un cuore ma non trovi altro che il tuo immenso dolore.

Apri la porta e vai a cercare la donna di ieri, gli esempi che gli hai saputo dare, eppure hai sbagliato se lui si è speso come una nave che va ad affondare.

Fai un passo avanti, incerta, ma fa più chiaro e due riccioli biondi ti investono in pieno, come un treno che non si può fermare.

Ora la porta lascia passare tutta la luce che non può mentire: l’amore che ti ha lasciato è quello per cui lui ha lottato e il nuovo anno ti vedrà ancora madre, triste, stanca,vecchia o malata ma viva, grazie a un amore che non ti ha mai lasciato.

Caterina Guttadauro La Brasca

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Nota dell’Editore:

Caterina Guttadauro La Brasca è nata e vissuta in Sicilia dove ha completato i suoi studi classici, vive da 37 anni a Bologna, sposata e madre di una figlia medico psicoterapeuta. È da sempre amante dello scrivere.

Nel 2013 ha pubblicato il suo terzo libro: La Vita appesa ai muri, che ha vinto:
Premio della Giuria al Concorso Letterario Internazionale Città di Pontremoli.

Nel 2017 è entrata a far parte dell’associazione DILA, che significa da Ischia l’arte e con la stessa decorrenza ha iniziato a scrivere per  il dispari inserto del Mattino di Napoli.

E’ diventata scrittrice di testi teatrali.

 

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