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Astronomia numero 4

CULTURA – Esperienza al Museo del Circolo Astrofili Trezzanese

Il CAT va al museo

 

Il modello in legno dell' antico osservatorio di Brera, custodito nella sezione Astronomia del  Museo della Scienza e della Tecnica
Il modello in legno dell’ antico osservatorio di Brera, custodito nella sezione Astronomia del Museo della Scienza e della Tecnica

Tutto ha  inizio il giorno del sessantenario del Museo della  Scienza e della Tecnica “Leonardo da Vinci” di Milano.  Il nostro socio Alberto è  lì con i suoi ragazzi. Fra  laboratori, treni, sottomarini e macchine di Leonardo, si trova a percorrere il piccolo spazio dedicato agli strumenti  astronomici. Istantaneamente si fa strada nella sua mente la voglia di saperne di più, e naturalmente, di coinvolgere i soci del Circolo Astrofili di Trezzano. La visita guidata viene fissata per sabato 13 aprile. Ci ritroviamo all’appu

ntamento nel cortile antistante al museo, il nostro gruppo è formato da 21 persone tra soci e familiari. Ci accoglie Luca, un astrofisico che ci farà da guida. Immediatamente ci rendiamo conto della sua preparazione, egli  va oltre la semplice descrizione, raccontando le vicende storiche che precedettero e seguirono la costruzione di ciascun oggetto. Ad esempio l’osservatorio di Brera, fu costruito in realtà su richiesta dei padri gesuiti del convento, che si ergeva nello stesso luogo. Due di essi, Bovio e Gerra, appassionati astrofili, verso la metà del 700 scoprirono una cometa e la notizia fu subito divulgata con l’affissione di manifesti su tutti i muri della città. Nacque così l’esigenza di progettare e costruire un osservatorio astronomico all’avanguardia. A questo punto entrò in scena Ruggero Giuseppe Boscovich, di origine dalmata, illustre matematico, fisico nonché astronomo, che accettò l’incarico. Il suo progetto originale in scala, costruito in legno, si trova esposto proprio all’inizio del nostro percorso.  La visita continua, ascoltiamo con attenzione le storie dei primi telescopi realizzati dopo Galileo.   Il relatore ci porta  a conoscenza di aneddoti e curiosità legate alla costruzione di antichi mappamondi, i globi di Coronelli. Egli stampava i suoi disegni su spicchi di pergamena incollandoli poi sui  globi di legno, mentre Moroncelli, un altro topografo del tempo, disegnava direttamente sul globo già pronto. Ascoltiamo la storia del gesuita Barnaba Oriani dell’Osservatorio di Brera che confermò l’orbita del pianeta Urano, ed infine, di Giovanni Schiaparelli che spiegò l’origine delle stelle cadenti legate alle comete e scoprì un pianetino, chiamato Esperia. Si tratta della prima scoperta di un italiano subito dopo la proclamazione dell’unità d’Italia: è l’aprile del 1861… Nel 1877 egli iniziò i suoi studi sul pianeta Marte e  fu così vittima di una errata traduzione in inglese del suo termine “canali” osservati sulla superficie del pianeta, che assunsero il significato di “canali artificiali”, quindi costruiti da marziani…Arriviamo così ai giorni nostri, all’ambizioso progetto del più grande telescopio mai realizzato, l’ European Extremely Large Telescope attualmente in costruzione, che avrà uno specchio composito  di 40 metri di diametro… ma il tempo è volato. Ringraziamo Luca per l’interessantissima lezione e soprattutto per la curiosità e l’attenzione che ha saputo risvegliare in ciascuno di noi.

 Patrizia Bugli

Patrizia Bugli, nata a Napoli 59 anni fa. Dopo la maturità scientifica ha conseguito la laurea in Scienze Biologiche presso l’Università di Napoli, nell’aprile del 1978. Tra una supplenza e l’altra in scuole medie e superiori, ha preso la specializzazione in Scienza dell’Alimentazione. Nel 1983 si è trasferita a Milano con il marito ed è entrata in ruolo nella scuola secondaria inferiore, dopo aver partecipato al Concorso a cattedre. Insegna tuttora matematica e scienze nella scuola media statale di Gaggiano. Ha due figli. Da sempre appassionata di astronomia, ha iniziato a seguire davvero questa sua passione solo dopo aver conosciuto gli amici del CAT di Trezzano sul Naviglio

1 risposta su “CULTURA – Esperienza al Museo del Circolo Astrofili Trezzanese”

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