Cortopugliese: storie di bici e baci, d’amore e d’ironia

LE BICI E I BACI

Salve, questa è una storia triste, perciò ve ne racconto un po’.

Da guardare, mi piacciono le donne aggressive, poi preferisco quelle un po’ più remissive.

Probabilmente, dipende dagli astri, è la Settima Casa e non so più quale pianeta. Comunque, io    amo molto mia moglie. Forse perché tutto si è svolto così in fretta, senza dover pensare, come in un sogno, come in un film.

Peccato, non ho potuto riprendermi nei momenti più belli, più dolci, gli unici veramente felici della mia vita: chissà che espressioni! Ricordo la sua faccia, i suoi sorrisi, i suoi imbarazzi, ma io dovevo sembrare ancora più goffo e ridicolo, preso com’ero dall’emozione di quell’amore.

Che poi, ringalluzzito da quel successo, mi ero convinto che fosse un’avventura, la prima di una lunga serie. Ingenuo! Era amore e cappio e legame non risolvibile, vinto dalla dolcezza, scelto forse senza aver scelto.

Come con Claudia. Era bella, felice, sportiva. Aveva i capelli ondulati, lo sguardo sereno, la pelle abbronzata dal mare, dai monti, dal sole. Amava scoprire nuovi orizzonti e specchiarsi in cieli profondi: io, cosa avevo da offrirle?

Allora portavo gli occhiali ed ero insicuro, senz’altro poco sportivo e poco attraente. Eppure ballammo; e parlammo a lungo, in quella vecchia cantina che amici comuni tuttora chiamano club, “Il Pulcino Belisario”, un nome qualunque che con Claudia trovavo romantico: una cantina umida, a volte anche fredda, illuminata soltanto dalla fantasia e dall’amore.

Perché Claudia mi disse di sì. La sentii stringermi, abbracciarmi, quasi d’improvviso, magicamente, una sensazione bellissima e nuova.

L’amore! Quanti anni sono passati? Rivedo la cantina: riconosco la scaletta col soffitto un po’ basso, è buia, ci sbatto contro, il solito distratto. Ricordo delle luci soffuse, molto colorate, la cantina era ben attrezzata, con lo stereo, l’angolo bar, i divani, soprattutto i divani.

Ogni tanto i vicini si lamentavano, minacciavano di chiamare la polizia, ma non li disturbava tanto il rumore quanto il via vai di ragazze, ne arrivavano tante e la cantina era sempre affollata, quasi non si riusciva a ballare. Meglio, a me non piaceva ballare, da sempre ho preferito puntare sulla parola, l’ironia, come ora. O la dolcezza, come allora. E Claudia mi amò.

Ricordo i suoi baci, un sapore a volte salato, quando le baciavo i capelli, riconoscevo i1 profumo del mare: e a volte avvertivo un profumo ancora più intenso, che collegavo al piacere e conservavo anche dopo l’incontro.

Per lei rinunciai a molte abitudini, agli amici, allo studio. Era capricciosa, irrequieta, imprevedibile. Aveva un carattere forte e indipendente, ma l’accontentavo in ogni richiesta: la mia dolcezza per il suo amore. E per lei accettai di andare anche in bici.

Fu quasi un disastro. Ma imparai, mi allenai, lei ci teneva a partecipare a una specie di gara, poi cambiò idea, partì, mi lasciò, senza che riuscissi a capire se quella gara fosse solo la beffa finale. Claudia, le bici, i baci e poi ancora, come in un sogno, le bici,1’amore e mia moglie. La duplice ruota del destino non vuol cessar di girare.

Così conobbi mia moglie, in bici, in vacanza. L’illusione dell’avventura, poi l’illusione dell’amore senza fine.

Ma quella è un’altra storia, per ora taglio corto, ma la racconterò, parola di Cortopugliese.

        Cortopugliese
(Giovambattista Rizzo)

Olimpo Web: storia d’amore e ironia

(Pubblicato su Kindle Amazon, partecipa al concorso BIG JUMP, estratti su http://it.20lines.com)

In un pomeriggio nebbioso, Ugo rientra dal lavoro precario e va al cimitero dove riposa la madre.

A lei solo può confidare quel che ha deciso di fare: ormai ha perso tutto, conduceva una vita brillante ma una moglie troppo brillante gli ha portato via amore, ricchezza, successo, perché vivere ancora?

Dalla madre non trova conforto perché per la nebbia anche interiore non trova neanche la madre: la tomba cui si è rivolto è sbagliata, ma non lo è la donna che là incontra e di cui si innamora. Forse.

Ugo intanto è depresso e si decide al gesto estremo, fulmineo, nella vasca da bagno. Prepara tutto con cura, anche il biglietto d’addio, scritto con il suo pc portatile, che lascia acceso, con il messaggio a vista. Ma per l’agitazione, nel momento fatidico, non trova in giro l’asciugacapelli e ripiega sul suo pc. E’ la fine. Forse.

Il contatto dell’acqua bollente con lo strumento acceso fa effetto, ma non quello atteso. Ugo si salva e si salva anche il pc, solo con internet fa un po’ fatica, ma il contatto alla fine è addirittura divino. Forse.

In particolari circostanze, Ugo riesce infatti a connettersi con InterNettuno, di quel portale è anzi l’unico utente e perciò gli Dei dell’Olimpo si prodigano per aiutarlo, anche se nel frattempo sono molto invecchiati  e i loro problemi di vista e di alzheimer complicano la vita di Ugo anziché agevolarla. Forse.

Solo Cupido non è cambiato: continua a esser cieco e sbagliare bersaglio. Ma tutto, in fondo, è Amore. 

Cortopugliese
(Giovambattista Rizzo)

 

Giovambattista Rizzo, alias Cortopugliese, professionista di successo, dedica i suoi romanzi ai suoi genitori che, tenendolo in vita, hanno dimostrato un notevole senso dell’umorismo.

Di umili origini (per giunta del Sud) e monogamo per infausto destino, ha condotto una vita tutta in salita, dovendo scegliere spesso tra suicidio e ironia. Ingegnere metodico, ha perseverato 40 anni nella scelta iniziale (l’ironia), scrivendo inediti  molto apprezzati dal 100% dei suoi due lettori, finché di recente ha provato a conciliare l’attività a reddito con la sua vocazione primaria.

E il contrasto tra il professionista serioso e il Cortopugliese brillante ha giovato all’immagine di entrambi, portando nuovi clienti, interviste TV, pubblicazioni su Maxim e La Ribalta ed un programma  su Stream TV a puntate, “I cinque minuti di Cortopugliese”, che ha scritto, diretto e interpretato, rivelando doti da performer espresse anche live, con Marisa Laurito.

Dalla sitcom e con quei personaggi, è nato il suo primo romanzo, Il Marito Virtuale (GMAC, 2010). Olimpo Web: una storia d’amore e d’ironia è il suo secondo romanzo.

Procedura per partecipare al concorso

Il link è:

http://it.20lines.com/bigjump/read/1070/olimpo-web-storia-d-amore-e-ironia

Sulla destra, ci sono 3 rettangoli con scritto, rispettivamente, COMMENTA, CONDIVIDI,VOTA.

Cliccando COMMENTA, si apre uno scorrevole, con in alto lo spazio per lasciare un commento

Cliccando CONDIVIDI, compare un rettangolo con 4 simboli su sfondo blu, per condividermi rispettivamente su Facebook, Twitter, Google+, ‘in assoluto’.

Quest’ultimo simbolo, una specie di rettangolo formato da 2 frecce che si incontrano, se cliccato equivale a un ulteriore voto.

Cliccando VOTA, il numero di cuoricini sulla sinistra aumenta di 1, mentre sulla destra anziché VOTA compare VOTATO su sfondo verde.

Appena si clicca su uno dei 3 rettangoli, viene richiesto di iscriversi a 20 lines per poter procedere.

Ai fini della classifica, costituisce punteggio il voto (cuore), il condividi ‘in assoluto’ (rettangolo con frecce) e il download gratuito dell’estratto.

 

2 Commenti

  1. Luciana Brusa

    In un’atmosfera leggera e ironica mi son lasciata trasportare dell’arte di Cortopugliese, tanto più piacevole perchè, senza voler paludarsi in manti solenni e corone di alloro, ci sa comunicare emozioni! bello!

  2. Anna Marani Cortese

    A tratti, personalmente trovo lo stile dell’autore un po’ troppo… costruito, quasi volesse a tutti i costi destare stupore in chi legge. Forse il professionista serioso e il Cortopugliese brillante provano a prendere il controllo l’uno dell’altro?
    Tuttavia, un’idea come InterNettuno… be’… è decisamente grandiosa, fa sorridere anche a ripensarci a distanza di tempo. E Cupido rievoca immagini dal cartone animato di Pollon, che era decisamente divertente e, a suo modo, ha fatto storia.
    Pollice su, via! 🙂

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