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foto primo piano Stefano Tosi

Le comete, i corpi ghiacciati che fanno sognare!

LE COMETE

 

Rosetta - selfie a 16 km dalla cometa
Selfie della sonda Rosetta a soli 16 km dalla cometa 67P/Churyumov-Gerasimenko
Foto dell'autore e di Norberto Milani ( Pres. Circolo Astrofili Trezzano ) - 7.12.2013
‘Cometa Lovejoy l’8.12.2013 . Scatto dell’autore e di Norberto Milani

Una cometa è un corpo celeste ricoperto di ghiaccio e polveri che, ad una certa distanza dal Sole, comincia a produrre code e getti a causa dalla sublimazione del ghiaccio che la compone. Molto indicativa è la definizione di ‘palla di neve sporca’ che talvolta sentiamo e leggiamo. Prima che una cometa si attivi in prossimità del Sole, essa è nulla più che un asteroide ricoperto ( e talvolta composto ) da ghiaccio e polveri.
Questi corpi ghiacciati provengono dai confini del sistema solare, là dove prevalgono materiali rocciosi ricoperti da ghiaccio d’acqua, ammoniaca, metano ed altre sostanze minerali. Questo bacino cometario si estende dall’orbita di Plutone fino alla Nube di Oort, che tradizionalmente segna i confini estremi dei domìni gravitazionali del Sole e dunque del nostro sistema solare.
Le orbite cometarie sono particolarmente ellittiche e spesso capita che alcune di esse entrino nel sistema solare interno e transitino nei pressi di pianeti e assai vicino al Sole. E’ successo recentemente che una cometa non sia sopravvissuta al flyby col Sole e, proprio il giorno 19 ottobre scorso, una cometa sia passata a poco più di 100mila km da Marte… circa 1/3 della distanza media tra la Terra e la Luna.
Ci sono inoltre comete dalle orbite iperboliche che, dopo un transito nel sistema interno, vengono espulse per sempre dal sistema solare ed altre dalle orbite più circolari che transitano ripetutamente nel sistema solare interno a distanza di pochi anni.
Le comete sono anche le responsabili degli sciami meteorici, noti come ‘stelle cadenti’, che tanto ci affascinano: il passaggio di una cometa lascia dietro di sè una scia di gas, polveri e piccoli detriti che talvolta intersecano l’orbita terrestre. In questa occasione la Terra si comporta come una persona che corre all’interno di una nuvola di moscerini: i detriti più grossi si scontreranno con l’atmosfera terrestre e bruceranno in poche frazioni di secondo generando la caratteristica scia luminosa e colorata tipica della stella cadente. La durata ed il colore della stella cadente indicano la dimensione e la composizione del frammento cometario.
Ma non si tratta solamente di un meraviglioso fenomeno dell’universo… le comete sono molto, molto di più. Molto probabilmente se io sono qui a scrivervi e voi qui a leggere, lo dobbiamo a qualche cometa che miliardi di anni fa ha depositato sulla nostra inospitale e nuova Terra i semi della vita.
E’ opinione diffusa oggi che le sostanze organiche semplici che generano le molecole organiche più complesse, le proteine, gli amminoacidi ed il DNA, siano giunte dalle comete che agli albori del sistema solare impattavano molto spesso con i pianeti rocciosi in formazione. All’epoca infatti il giovane sistema solare appena formato era ancora invaso da detriti e polveri di ogni dimensione e le orbite planetarie e dei corpi minori non erano ancora del tutto ordinate come oggi…quale ambiente più favorevole per lo scontro tra corpi celesti planetari, asteroidali e cometari?!
Oggi possiamo affermare quindi l’importanza delle comete in questo senso proprio perchè molte molecole organiche semplici e complesse a cui facevo riferimento prima sono state osservate realmente sulla superficie di questi corpi e nei luoghi da cui esse provengono.NASA handout image of a storm of comets near a star called Eta Corvi
Non possiamo inoltre non citare uno storico evento che nei prossimi giorni andrà a scrivere una nuova ed avvincente pagina di storia dell’esplorazione spaziale: lo sbarco del lander Philae sulla cometa 67P/Churyumov-Gerasimenko.
Il 16 novembre prossimo il lander (attualmente a bordo della sonda Rosetta) si sgancerà dalla sonda Rosetta e si adagerà dolcemente in una zona della superficie cometaria scelta con cura, nota come “sito J”, che studierà al meglio. Sarà un’occasione unica per comprendere come mai prima la struttura esterna ed interna, la composizione ed i segreti delle comete.
Già da qualche settimana la sonda Rosetta ci sta inviando foto incredibili della cometa con un dettaglio mai raggiunto prima ed assieme ad esse anche analisi spettroscopiche estremamente dettagliate della composizione chimica di questa cometa.
Una volta l’uomo temeva le comete che comparivano nelle notti medievali dell’umanità ritenendole un monito divino per i peccati dell’uomo; oggi invece restiamo meravigliati dalla maestosità di questi oggetti, tanto da costruire sonde spaziali che dopo miliardi di km ed anni di viaggio vanno a posarsi per la prima volta su questi corpi celesti. Sarà un evento storico che varrà la pena seguire con attenzione: potremo dire ‘io c’ero e l’ho visto!’
Stefano Tosi
Stefano Tosi, nato a Milano nel 1988, ha studiato Astronomia presso l’Università di Bologna. Astrofilo ed appassionato di pianeti extrasolari da sempre, unisce all’osservazione dell’Universo col suo telescopio l’interesse per la Storia. Membro del Circolo Astrofili di Trezzano sul Naviglio (MI), tiene conferenze ed ha pubblicato un libro sulla storia di Milano e del suo quartiere ( Da Milano alla Barona. Storia, luoghi e persone di questa terra , 2012) e tue titoli astronomici ( Le lune del sistema solare , 2014 e La Terra Vista dallo spazio , 2014) . http://www.stefanotosi.net – http://www.lulu.com/spotlight/StefanoTosi

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