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Cimiteri Militari Italiani: perchè non “adottarli”?

Gli Incontri italo austriaci della pace, cerimonie internazionali a ricordo dei caduti e delle vittime civili della Grande Guerra, ideate e organizzate con la collaborazione della Croce Nera Austriaca dal Comm. Mario Eichta e che si svolgono in massima parte nei cimiteri militari italiani e austriaci della Grande Guerra, hanno visto sempre più partecipanti sia in Italia che in Austria.

Eichta è sempre più convinto che le cerimonie a ricordo dei Caduti debbano essere effettuate soprattutto, dove il soldati hanno combattuto e perso la loro vita o dove furono sepolti,  dopo le sofferenze e le malattie patite sia al fronte che durante la prigionia.

La sua aspirazione, che potrebbe essere accolta anche dalle Sezioni ANA e dalle Federazioni del Fante e sicuramente da altre Associazioni Ex Combattentistiche, sarebbe quella di far adottare dei cimiteri militari italiani, per esempio in Austria, e cercare di mantenerli per il futuro  nel migliore dei modi, come testimonianza della tragedia della guerra e per il costante impegno della pace tra i popoli che quei giovani lì sepolti ci indicano.

Ogni volta, come nei cimiteri militari italiani in Austria, come in occasione delle cerimonie ideate e organizzate da Eichta nei  cimiteri  militari  della  Grande  Guerra  a Braunau am Inn, a Marchtrenk e a Mauthausen e a  Wegscheid, è sempre grande la commozione nel vedere tanti parenti dei soldati italiani lì sepolti che dopo tanti anni hanno potuto, anche a nome di tante mamme e spose, che invano avevano atteso il loro ritorno alle proprie case, deporre un cero, dei fiori e dedicare loro delle preghiere con il cuore gonfio e qualche lacrima.

Per quei parenti, spesso anziani, quei lunghi viaggi dall’Italia hanno permesso di raggiungere un alto significato e non solo per loro, perché anche da quei cimiteri, dove sono sepolti tanti giovani, a cui il tragico destino non ha concesso un futuro sereno nelle loro famiglie e nei loro affetti, escono tutti sì con la tristezza nel cuore, ma soprattutto paghi di aver  visto coi propri occhi, dove sono sepolti e con la convinzione che averli degnamente ricordati e onorati.

Tutto questo anche per chi si rivolge a lui da varie parti d’Italia e anche da parte di discendenti di emigranti che risiedono oltre oceano, per avere notizie dei loro cari e dei cimiteri dove sono sepolti.

La proposta di Eichta sarebbe proprio quella che le varie Associazioni contribuissero con i propri mezzi tecnici e con il proprio volontariato e magari anche con la collaborazione  dei Comuni, delle Province e delle Regioni che hanno la maggior parte dei loro conterranei sepolti in determinati cimiteri militari, a mantenere nel migliore dei modi quei luoghi sacri che sono certamente lontani, ma che con il doveroso impegno di tutti proposto da Eichta, sarebbero più vicini sia nei cuori che nelle menti delle persone di buona volontà.

Tutto ciò potrà arricchire moralmente tutti coloro che si appresteranno a sacrificare qualche fine settimana, spronati da quei giovani ancor lì sepolti, a sviluppare per il futuro i sentimenti con convinzione e tenacia che con  il loro sacrificio ancor oggi  indicano.

Mario Eichta

Mario Eichta, Ha frequentato la Scuola Militare Alpina di Aosta ed ultimato il servizio militare di leva nel Btg. Val Cismon a S. Stefano di Cadore nella Brigata Alpina Cadore. In quel periodo è stato molto attivo insieme ai commilitoni nei soccorsi in occasione della tragedia della diga del Vajont(Longarone). Ideatore ed organizzatore degli Incontri italo-austriaci della pace a ricordo dei Caduti e delle Vittime civili della Grande Guerra che si sono svolti nel 1992 al Passo del Tonale, Comune di Vermiglio, con gli allora Ministri degli Esteri di Italia ed Austria Emilio Colombo ed Alois Mock, nel 1993 a Forte austroungarico di Luserna ancora con il Ministro Mock, nel 1994 ad Ossana, nel 1995 a Vigo di Fassa, nel 1996 a Lavarone, nel 1997 a Bondo e nel 1998 a Pejo ed in seguito in Austria, nel 1999 a Braunau am Inn ed nel 2000 a Pottendorf/Landegg e nel 2001 a Katzenau-Linz.

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