Chiamatela ancora “politica”….rete, web e Roberto Casaleggio

Frega la morte alla fine, piu’ che il vivere e progredire nella  cultura della morte.

I belli, le belle persone, i creativi i capaci, se ne vanno mentre i malvagi, gli sciocchi, gli indifferenti restano.

E’ questo il pensiero intercettato negli occhi di molti giovani e nella loro commozione, all’alba del day-aftter…l’angoscia di non saper cosa riserverà loro la piattaforma di domani,  un  piccolo dolore che non e’ esistenziale come si diceva una volta, ma solitudine tecnico-comunicazionale.

Che  questa nuova generazione estragga dalla Rete e dai suoi derivati i propri dogmi e’ un dato di fatto, mentre ci chiediamo se sara’ un algoritmo alla fine a salvarci.

Ma di quale potere salvifico parliamo, e dove sta veramente la Forza: nel supereroe, nell’equilibrio o forse nella pazienza..

Il dato  vero e ‘ che la comunicazione  politica ne esce rivoluzionata dalla a alla z e che i social sono una realta’ commerciale sociale e sociologica come e’ vero che un tweet non e’ solo un gorgheggio.

C’e’ una comunanza che ci  rende ancora  piu’ vulnerabili davanti alla perdita di quelle figure chiave, che prima cavalcavano il mezzo televisivo ed ora invece piuttosto compongono  il Web ed arrivano  dritto al nostro pc con stile programmato e innovativo.

Il segreto? Il sapere collettivo al comando cancella l’ignoranza di ciascuno e ci rende  piu’uguali.

Liberi di pensare e trasferire piu’ o meno  di tutto in un sistema pensato per assorbire  ogni cosa che poi andra’ a posto da sé, restando  archiviata nel giusto contesto.

La sapienza della Rete  e’ un assist magnifico per la nostra vita , un service informatico o disinformatico, punti di vista.

Divertente, diretto, competitivo solo necessita di un po’ di discernimento.

Un blogger convinto dipende dal proprio social o da piu’ di uno.

E’ un  mondo che ogni giorno si scompone e si ricompone per poi riconoscersi  in un unico plasma Grazie a quell’incontenibile bisogno che anche  l’homo informaticus ha di ritrovarsi nell’altro e questo un socio fondatore di un movimento che recluta in rete, lo sa bene.

Ma una piattaforma web non sarebbe mai una filosofia, una religione o un partito, persino un piano di guerra  se tra le righe non vi  si trovasse un’ispirazione superiore.

La costruzione di qualcosa che unisce e ci somiglia anche nella vanita’. e  che funziona.

E’ un programma che si realizza a tempo zero, con  condivisione  immediata

Una app che  intercetta anche  quell’unico  barlume di umanita’ che ci rimane.

Da li’, da un sentire orizzontale servito da pc e cellulare va da se’ che puo’ ripartire anche il principio di cittadinanza.

Ma il successo qui non e’ dato dal mezzo che pure aiuta, ma dal  sentire in liberta’.

Il percepire  che si sta insieme nell’unico stato globale che davvero  esiste, quello che ci permette di organizzare ed integrare le nostre esperienze.

Cosi’ si condivid, in una dimensione accattivante,  cio’ che di meglio  abbiamo avuto il piacere di ricercare e trovare nel corso della nostra vita.

That’s it !

Poi c’e’ anche il lato oscuro, lo jedi grigio, anzi greggio.

Se i cambiamenti  sociali richiedono un impegno sempre maggiore, il mondo delll’economia va proprio rincorso ed inchiodato alle sue responsabilita’

La democrazia non e’ una recita e per questo  a molti fa paura.

Non e’ statica, e’ un corpo fluido da nutrire, educare, integrare..va praticata, studiata, parlata  e  preservata, persino sussurrata.

Chi la ama  e’ un essere nostalgico,che vive e muore nella necessita’ di essere portatore di interessi positivi. Un appassionato.

E’ un eroe, un papa, un temerario magari un visionario.

Certamente e’ qualcuno che non potrebbe o non avrebbe potuto  fare altrimenti.

Comunque, tra angeli e demoni, tra balle spaziali  e pensiero cosmico, persino  intellettuali integrati chiedono chiarezza  e auspicano  grandi disinfettate.

Pare che un illuminato  giudice americano ritenesse la luce del sole il piu’ potente dei disinfettanti e che esortasse la gente comune  a partecipare al rito di purificazione per stimolare le idee e guadagnare nuove consapevolezze.

Non importa che il fatto o i fatti  giornalistici siano molti, che se ne dicano tante e se ne declinino di piu’.

Oggi la sfida e la forza coincidono: coltivare un orientamento in questo minaccioso mare di  mezze informazioni e manipolazioni.

Affinche’ ci sia lieve… essere chiamati ad esercitare diritti personali anche  referendari su temi  che ci riguardano tuttavia.

Ci riguardano nonostante la carenza di informazione progressiva e la consapevolezza di dipendere dalle cognizioni degli addetti ai lavori e dalla loro presunta onesta’.

In questo senso forse una morale democratica o una democrazia web se preferite potrebbe essere d’aiuto.

Ma le trivelle alla fine  resteranno a lungo per salvare l’occupazione.

E  la morale, in quanto coscienza del rispetto delle regole benche’ compromessa in profondita’sara’ salva.

E che dire dell’orgoglio mafioso che resiste al carcere e che in esso persino si galvanizza uscendone con bronzatura?

Il fatto dunque e’ che di regole ne sappiamo tutti parecchio, ma di coscienza molto meno.

L’ approccio medio  a questo tema e’ ancora simile a quello di Pinocchio che scopre di non essere piu’ un burattino ma resta comunque un bambino.

Dalla morale all’Etica, spenderei due parole su  quanto ho potuto recepire in tema di etica applicata, dunque non di etica pura che lasciamo agli studiosi.

Ogni argomento etico della nostra vita pubblica  possiede oggi  tre o quattro dimensioni  strategiche che ruotano su una manciata di principi di civiltà: i Diritti Umani, gli Standard per il Lavoro, l’Ambiente, L’Anti-Corruzione.

Queste macro categorie ogni giorno ci chiamano a riflettere costantemente e in modo autonomo, sono la rete integrata dei nostri comportamenti, la direzione univoca  per un mind-set  internazionale  e condiviso.

Cosi’ non solo e’  possibile agganciare  la crescita economica, nostro grande cruccio,  ma anche far crescere il nostro senso  di cittadinanza per una cultura umana, industriale e commerciale piu’ elevata.

Parliamo di precise indicazioni e norme che vanno dai  rapporti interpersonali  alle contrattazioni politiche e di business. Compreso il Welfare e  le pensioni, parliamo di nuovi equilibri.

Non e’ solo l’onesta’  che sventola, ma il  metodo, al di fuori del quale discussione non c’e’.

E’prassi del vivere civile non burocratico ma etico. E’ pensiero integrato.

Che sia all’interno di  un movimento in un partito o nell’ambito di una confessione sui principi di base non si dovrebbe neanche  dover discutere.

Tutti si professano   efficienti ed onesti  nelle istituzioni, ma troppi  rappresentanti specie  in Italia non sono allineati a standard precisi o lo sono superficialmente.

E’ questa l’unica rivoluzione percorribile, un controllo di massa, una fiducia a revoca e un cambio di passo.

Chiamatela ancora politica, ma e’ un occhio al business e l’altro alla giustizia, un pensiero   all’evoluzione della specie ed uno al pianeta, alla sua conservazione.

Nella disputa la logica del denaro dovrebbe saper arretrare.

Se solo i cosiddetti  portatori di interessi all’interno della propria “missione” avessero almeno un po’ di coscienza della propria infima  dimensione…

L’uomo di  domani sara’ con buona probabilita’ un Casaleggio glocal e interattivo che si inchina davanti alle relazioni non gerarchiche e senza sguatteri. Che meraviglia!

Un uomo eletto, privilegiato, lui si, un ’uomo   che fuori dai bisogni primari entra con classe in relazioni totalmente disinteressate per distinguersi e nobilitarsi.

L’uomo che prima  respira e poi mangia, nella mistica e nella temperanza.

Non un essere incontrollato che dopo aver  perso in dignita’ e  coraggio poi ancora non ce la fa a fare un passo indietro…

beh,costui,  meriterebbe o no almeno un vaffa-day?

Ci sono giorni in cui la festa si concretizza…

Sono i giorni del  rito mediatico che si sostanzia nella piazza.

No non parlo di esecuzioni, ma di burloneria applicata.

L’invenzione piu’stralunata di una diarchia surreale,  l’essenza della nobilta’cavalleresca di  Roberto Casaleggio e il piccolo genio di un comico a cui rendiamo omaggio.

Un’ideologia che nasce da pervicacia informatica unita ad un sentire stravagante plus, un talento ascetico e modaiolo. Tendenza.

Finalmente due  alieni trendy e stagionati  fulminano  il  mondo dei  giovani panzoni della politica.

E’ quasi un derby, ma troppo presto si resta orfani di uno dei due.

Sfiga.

Senza di lui, oltre il  movimento,,, restano la ricerca empirica, una lectio dirompente  di democrazia, diretta ai suoi figli soprattutto: i  blogger, i nuovi  volti  della  politica pescati in Rete  ancora  acerbi e troppo  italicamente composti.

Ora e’ davvero difficile immaginare il prossimo vaffaday che si preannuncia  ricco di temi ma scevro di  creativita’.

Se la caveranno?

Abbiamo perso tutti l’esperienza di un cinestetico   al comando.

La politica con lui sarebbe stata uno spettacolo ancora  piu’ divertente…ma  anche un’occasione supplementare  per svegliare le coscienze..

Web master e socio-teologo della Rete.

Indefinibile, davvero unico, lo squardo quasi  al laser di un outsider consapevole di essere stato  prescelto.

 

Lina Tedesco

Lina Tedesco: correttrice di bozze ed appassionata segretaria di redazione di riviste aziendali bancarie, intrepida addetta stampa di ambienti creditizi, ha svolto incarichi in agenzie pubblicitarie, promoter, collaboratrice e venditrice di gallerie di arte contemporanea , conquistata dalla Rete con estrosità.

 

 

 

 

 

 

 

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