Alluce valgo, inconvenienti anche per lo sport

Il trattamento conservativo dell’alluce valgo

L’alluce valgo è una patologia ortopedica che affligge maggiormente il genere femminile.foto1- alluce valgo

Nello specifico si tratta di uno spostamento a livello dell’articolazione metatarso-falangea in cui l’alluce abduce e ruota rispetto al primo osso metatarsale, aumentando progressivamente l’angolo di inclinazione e rotazione fino a deviare anche le altre dita.

Oltre al problema visibilmente estetico della bunion a livello dell’articolazione metatarsofalangea e che dona all’avampiede un aspetto triangolare, si associa dolore allo sfregamento con la calzatura, atteggiamento in griffe o a martello del secondo dito, dolore a livello plantare della seconda e terza testa metatarsale, a volte borsite a livello della bunion.

Le cause sono prevalentemente biomeccaniche, ossia dovute a come il piede svolge il suo rotolamento durante il passo; in minor percentuale vi sono cause congenite, reumatiche, neurologiche, traumatiche e iatrogene.

Quando la causa dell’alluce valgo è biomeccanica, ad esempio una sindrome pronatoria (piede piatto) dovuta ad un primo osso metatarsale insufficiente in quanto breve o ipermobile, sarà possibile evitare l’aggravarsi della deformità, correggendo l’appoggio del piede con un’ ortesi plantare. Ovviamente non si parla di solette standard ma di plantari realizzati su calco del piede dopo un’attenta visita podologica e posturale, completa di esame baropodometrico del passo.foto2 alluce valgo

Un discorso a parte meritano i tutori notturni, i divaricatori in silicone e i separatori .

Non possiamo generalizzare sui possibili trattamenti in quanto ogni piede è unico e merita una sua attenta valutazione.

Per quanto riguarda i tutori ve ne sono di notturni (che hanno esclusivamente una funzione di stretching sulla muscolatura e sulla parte legamentosa) e di diurni (possono essere utilizzati in quasi tutte le calzature).

I divaricatori possono essere di diversi spessori e realizzati in silicone, gomma o espanso.

Personalmente consiglio di utilizzare divaricatori in silicone sottili e solo ed esclusivamente con calzature a punta rotonda e molto larga.

Nello specifico:

i tutori trazionano l’alluce verso la posizione corretta

i divaricatori cercano di tenere l’alluce in posizione, spingendo sulle altre dita. Ne consegue che la forza dell’alluce è tale da sovrastare la spinta del divaricatore, col risultato di spostare l’asse di tutte le altre dita.

Infine ci sono i separatori che non hanno la pretenziosità di spostare nulla ma solo di evitare l’attrito tra l’alluce e il secondo dito. Sono molto utili quando, nello spazio interdigitale, vi sia una callosità o un heloma (occhio di pernice) dovuto allo sfregamento delle protuberanze ossee.

Jennifer Renestro

 Jennifer Renesto, laureata in Podologia presso l’Università degli Studi di Milano, docente al corso di Perfezionamento in Dermatologia e Vulnologia Podistica all’Università Statale di Milano, vari aggiornamenti professionali in materia.

Pubblicazioni:
coautore nei capitoli: ulcere cutanee, piede diabetico, varici essenziali, lenfedema degli arti inferiori, dal 2010 al 2012 varie pubblicazioni su “A piede libero”: l’approccio podoneurologico, le micosi cutanee ed ungueali, l’elastocompressione, la postura, il Kinesiotaping,  applicazione nella sindrome di Civinini Morton.